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NIFFF 2022

Recensione: L’Année du Requin

di 

- Cavalcando sull'onda dei piaceri estivi della commedia e del brivido, Ludovic e Zoran Boukherma rivisitano abilmente Lo squalo, rivelandosi artigiani di discrepanze e deviazioni

Recensione: L’Année du Requin
Marina Foïs, Jean-Pascal Zadi e Christine Gautier in L’Année du Requin

"Non era mai successo niente prima. Quello che la gente faceva qui era solo poggiare il proprio culo sulla sabbia e guardare le onde". Benvenuti a La Pointe, una piccola località balneare nel Sud-Ovest della Francia, dove il programma radiofonico locale "Bernard e Bernard" si rallegra del caldo a 38 gradi e del sole abbagliante e forte, prendendosi gioco spudoratamente dei sostenitori del riscaldamento globale. Ma i pesci della zona la vedono diversamente; migrano sempre più a Nord, uno di loro in particolare vanta una pericolosa mascella da 1 metro e 20 e si concede una vacanza estiva, tra una pagaiata e un aperitivo, nel nuovo film dei fratelli Ludovic e Zoran Boukherma, L’Année du Requin [+leggi anche:
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, presentato in anteprima mondiale al 21° Festival Internazionale del Film Fantastico di Neuchâtel (NIFFF) prima della sua uscita in Francia il 3 agosto (con The Jokers/Les Bookmakers). Assistiamo quindi a una catastrofe imminente, proveniente da lontano, in agguato sotto la superficie dell'oceano a La Pointe, in un’atmosfera generale di negazione che invoca il passato. Ma una vedetta ossessiva apre gli occhi a tutti: il sergente maggiore Maja (Marina Foïs).

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In che modo questo film si distingue dall'esempio insuperabile dato da Lo squalo di Steven Spielberg (1975)? Giocando con il divario tra serietà e bizzarria senza mai scivolare del tutto nella parodia, combinando con successo commedia e ansia e dipingendo un ritratto leggermente insolito (sia caustico che affettuoso) della vita di provincia, il tutto seguendo le orme di un’eroina ostinata (presa da un senso ultra-patriottico del suo dovere di poliziotta e dall'indicibile malessere che prova pochi giorni prima del suo pensionamento anticipato) che non sembrerebbe troppo fuori posto in un film dei fratelli Coen.

Il sospetto, il cadavere e la conferma di un pericolo reale, un acceso incontro pubblico tra sindaco e imprenditori locali, la chiusura delle spiagge e le obiezioni che ne conseguono ("hanno deciso di farmi incazzare: l'anno scorso il Covid, ora lo squalo... Cosa ci sarà l'anno prossimo? Gli alieni?"), la pesca al largo con esche intrise di sangue, la cattura del nemico, l'onore che ne consegue e il conseguente contraccolpo quando la bestia scappa e torna più infuriata di prima, l’appello agli esperti dell'isola della Riunione, la crocifissione pubblica di Maja che diventa il capro espiatorio di questo caos locale e l'oggetto della loro vendetta, e poi il duello finale... Ideata dai registi, la trama del film procede a un ritmo veloce, oscillando tra film d'azione e commedia sociale e sentimentale, con gli agenti di polizia Blaise (Jean-Pascal Zadi) ed Eugénie (Christine Gautier) che interpretano compagni di squadra maldestri, e Kad Merad nei panni del marito di Maja, paziente ma comunque preoccupato per la fissazione di sua moglie verso lo squalo, che maschera a malapena l’orgoglio, il senso di colpa e la paura di invecchiare ("abbiamo 50 anni, non 80; non siamo ancora morti").

Con il loro terzo lungometraggio dopo Willy 1er [+leggi anche:
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(ACID Cannes 2016) e Teddy [+leggi anche:
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(Selezione ufficiale Cannes 2020), Ludovic e Zoran Boukherma confermano il loro coraggio cinematografico confrontandosi con disinvoltura e senza pretese con imbattibili film di riferimento all'interno del genere, prevenendo i confronti attraverso il loro approccio unico (piccoli tocchi molto variegati sotto una superficie quasi farsesca, azione sottomarina perfettamente messa in scena, semplicità narrativa ben congegnata e la giusta distanza nel trattamento sempre tenero dei personaggi). In breve, la ricetta ideale per un film intelligente e divertente con cui rilassarsi in estate.

Prodotto da Baxter Films e Les Films Velvet, e coprodotto da France 3 Cinéma, L’Année du Requin è venduto nel mondo da WTFilms.

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(Tradotto dal francese)

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