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NIFFF 2022

Recensione: Family Dinner

di 

- Il debutto cinematografico del regista austriaco Peter Hengl flirta con l’horror raccontandoci la storia di una cena famigliare che si trasforma in banchetto rituale

Recensione: Family Dinner
Nina Katlein in Family Dinner

Raccontato dal punto di vista di Simi (azzeccatissima Nina Katlein), quindicenne tormentata dal suo peso che si reca, durante le vacanze di Pasqua, a casa di sua zia Claudia (interpretata da Pia Hierzegger), una celebre nutrizionista, Family Dinner di Peter Hengl, prima mondiale a Sundance e in Concorso internazionale al NIFFF, svela i suoi segreti con il contagocce fino alla conclusione finale.

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Attratta dalla sua celebre zia i cui libri sull’alimentazione sana sono diventati dei veri e propri bestsellers, Simi decide di recarsi a casa sua per chiederle di aiutarla a perdere i chili superflui che l’assillano. Se il suo piano doveva riassumersi ad una piacevole vacanza famigliare, qualcosa di strano sembra profilarsi all’orizzonte sin dal suo arrivo. A cominciare da Claudia che gli riserva un’accoglienza per lo meno tiepida, fino all’incontro con il suo inquietante cugino Filipp (Alexander Sladek) con il quale deve condividere la stanza, senza dimenticare il patrigno di quest’ultimo, Stefan (Michael Pink) che si rivela stranamente (troppo) affettuoso, tutti sembrano comportarsi in modo strano, come se recitassero, uno di fronte all’altro, una commedia grottesca. Filipp, il figliol prodigo che, quasi maggiorenne, si fa ancora tagliare il cibo dalla mamma e che una volta solo con Simi la tratta con sprezzante aggressività, Stefan che mangia di nascosto per non turbare i rituali della compagna e Claudia che in un vortice di aggressività passiva tratta la nipote al contempo come una discepola e una nemica, tutti sembrano nascondere un segreto, ma quale? Come ogni horror che si rispetti, la verità è ovviamente ben più terribile di quello che Simi può immaginarsi.

L’innocenza della protagonista (il solo punto di vista a cui abbiamo accesso), il disagio che risente nel confrontarsi con una famiglia a dir poco inquietante e allo stesso tempo la volontà che dimostra nel volersi liberare dai chili di troppo sono palpabili e creano un’atmosfera di sospetto che non fa che amplificarsi. Più la Santa Domenica si avvicina (il film si suddivide in giornate, dal lunedì alla domenica di Pasqua), più l’atmosfera si tende e i campanelli d’allarme si moltiplicano : il cellulare di Simi scompare misteriosamente, nell’armadio della zia la protagonista trova la documentazione riguardo a rituali cannibalici ancestrali, Filipp gli rivela che sua madre lo maltratta psicologicamente impedendogli di stingere amicizie ecc. Ciò che distingue Family Dinner da altri film di genere basati su famiglie disfunzionali è l’accento che mette sulla nutrizione in quanto fonte al contempo di gioia e martirio, così come sulla ritualizzazione, e il misticismo (eucaristico) che trapela dall’atto di mangiare trasformando il cibo in vero e proprio nutrimento spirituale.

Simi vorrebbe scoprire cosa si cela davvero dietro al quotidiano di una famiglia in apparenza (quasi) normale, ma non osa temendo che la verità sia troppo dura da sopportare. La protagonista si muoverà allora con passo felpato per paura di perdere l’unica speranza che gli è rimasta di perdere i chili che detesta tanto. Senza mai trasformarsi in manifesto body positivista, Family Dinner ci ricorda al contrario cosa significa il cibo al di là della questione del peso, come il fanatismo può insinuarsi persino nella mente di una nutrizionista apparentemente senza storie.

Enigmatico quasi fino alla scena finale, Family Dinner avanza lentamente lasciandoci il tempo di assaporare ogni dettaglio fino a non riconoscere quasi più nessun sapore, persi nei meandri claustrofobici di una casa dell’orrore.

Family Dinner è prodotto da Capra Filmproduktion (Austria) e venduto all’internazionale da WTFilms.

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