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BIOGRAFILM 2022

Recensione: Tsumu – Where Do You Go With Your Dreams?

di 

- Il documentario di Kasper Kiertzner sui giovani di un villaggio della costa est della Groenlandia si affranca dai certi canoni estetici e condivide queste storie con profonda umanità

Recensione: Tsumu – Where Do You Go With Your Dreams?

“If you can dream it, you can do it” è la frase che campeggia su un muro della Casa della Cultura della Gioventù di Tasiilaq, villaggio di 2000 abitanti sperduto sulla costa est della Groenlandia, a soli 100 km dal circolo polare artico, dove si arriva solo in elicottero. La frase è attribuita a Walt Disney, l’uomo che ha creato e modellato l’immaginario collettivo, ed è un po’ il manifesto del documentario di Kasper Kiertzner Tsumu – Where Do You Go With Your Dreams?, proiettato in anteprima internazionale nella sezione Contemporary Lives del Biografilm Festival 2022 e nei stessi giorni anche al  36° MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ di Milano. E’ in quella Casa della Cultura che Eino Taunajik tiene dei corsi di teatro ai giovani della città. Assieme ai suoi amici Lars Korneliussen e Thomas Jacobsen, Eino è protagonista di questo toccante documentario del regista di Copenaghen.

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Tasiilaq non è il solito posto in capo al mondo dove ci si annoia a morte. E’ qualcosa di più. Ce lo legge Eino all’inizio del lungometraggio, attingendo banalmente da Wikipedia: nella sua città il 20% dei giovani ha commesso o tentato il suicidio e il 50% è stato abusato sessualmente. Il problema con l’alcol è così eclatante che nel 2021 il consumo è stato vietato dall'autorità di autogoverno della Groenlandia per due settimane a seguito di un'ondata di violenze. Nessuna violenza è mostrata nel film, semplicemente è palpabile nell’aria, negli sguardi di ragazze e ragazzi ritratti. Con qualche eccezione, gli adulti nemmeno compaiono nelle inquadrature.  A Lars, Thomas e Eino piace truccarsi, vestirsi con abiti femminili, fare un po’ di festa e ballare. E intuiamo che le problematiche legate all’identità di genere devono aver reso la loro vita ancora più difficile. “La gente puntava il dito e ci faceva vergognare”. In un paesaggio a dir poco glaciale, le loro esistenze sono continuamente in bilico tra desiderio ansioso di vivere una vita piena e l’angosciante sensazione di non poter spiegare le ali e volare via. “Vorrei andarmene per un po’” dice uno di loro, “iscrivermi al liceo di Nuuk”, che è la città più vicina, a 700 km. Ma qualcosa, come un’urgenza, li trattiene lì.

Ecco perché il teatro, con la sua enorme forza terapeutica. Dove poter raccontare ciò che si è subito, metter in scena l’ingiustizia di tutto ciò, dove c’è la possibilità di riprendersi la propria vita attraverso un linguaggio simbolico. Illuminare una scatola nera, come diceva Joël Jouanneau.   “Noi siamo l’ultima speranza per questo posto”, spiega Eino. Fuori c’è la realtà, i tanti figli tolti alle madri alcolizzate, il ricordo recente di una sorella suicidatasi in bagno, mentre i due bambini erano di là a giocare.

Con grande perizia e sensibilità, Kasper Kiertzner si affranca dai certi canoni estetici del documentario, affida la camera agli stessi protagonisti (che infatti sono accreditati come direttori della fotografia assieme a Jonas Möller) che la usano per confessare i propri sentimenti nel loro dialetto Tunumiit, libera il loro istrionismo, dà spazio alla casualità, in certi casi li mette in posa davanti alle deserte strade del villaggio, li riprende mentre passeggiano tra le rocce, usa vecchi filmati o video dei loro stessi telefoni. E quello che attraversa queste immagini è una profonda umanità, una condivisione che non è compatimento o sentimentalismo, ma pura documentazione di cosa si nasconde sotto la pelle delle persone. E naturalmente nei loro sogni.

Tsumu – Where Do You Go With Your Dreams? è una coproduzione di Danimarca e Svezia di Holy Ravioli con Momento Film, e supportato da DR, Danish Film Institute, Swedish Film Institute, Nordisk Film & Tv Fond, VGTV.

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