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CANNES 2022 Un Certain Regard

Recensione: Butterfly Vision

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- CANNES 2022: Il film di Maksym Nakonechnyi racconta di una donna ufficiale di ricognizione aerea militare liberata dalla prigionia, durante la quale è stata violentata dai soldati russi

Recensione: Butterfly Vision
Rita Burkovska in Butterfly Vision

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del regista ucraino Maksym Nakonechnyi è stata presentata nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes. Questo lungometraggio d'esordio racconta la storia di un'ufficiale addetta alla ricognizione aerea militare, Lilia, che è stata liberata dalla prigionia. Durante la sua prigionia, è stata violentata dai militari russi. Quando Lilia torna a casa, il marito Tokha e la madre la stanno aspettando. La notizia che la moglie aspetta un bambino sconvolge Tokha che, essendo un veterano di guerra, si unisce al movimento radicale di destra e partecipa alla distruzione di un insediamento rom. Ma il tribunale lo rilascia a causa della gravidanza della moglie. Un blogger filorusso scopre della gravidanza di Lilia e pubblica un video su YouTube, in cui afferma che "la punizione è stata inflitta dai soldati russi". Tokha non è in grado di resistere a questa pressione.

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Qui il personale si intreccia con il sociale, il privato con il politico, e la guerra si insinua in ogni spazio possibile e distrugge vite. Lilia, il cui nome di battaglia durante la guerra era "Butterfly", non riesce a dormire in preda a sogni pixelati: queste visioni hanno come protagonista una farfalla gigante e arruffata che sbatte le ali e si alza in volo. I flashback dell'eroina la riportano ai momenti di tortura, ma i volti dei criminali rimangono nascosti.

Nakonechnyi è un giovane regista, produttore e attore ucraino, che ha alle spalle circa cinque cortometraggi. Nel 2020, come produttore, ha ricevuto un premio per This Rain Will Never Stop [+leggi anche:
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di Alina Gorlova al Festival dei Popoli di Firenze. Ha girato una serie di lavori per il film onnicomprensivo The Second Front e Stories of LGBT Soldiers, in cui ha raccontato le storie di omosessuali, lesbiche e transgender ucraini che sono andati in guerra. Sia come regista che come produttore, Nakonechnyi è spesso un sostenitore di idee liberali nei suoi film, che si schierano a favore di comunità oppresse, come quella dei Rom. Nel suo nuovo film, tocca il tema del movimento di destra radicale in Ucraina che, prima della guerra, distruggeva mostre d'arte, interrompeva manifestazioni liberali e così via. Il film dà un'idea dello stato della società nell'Ucraina moderna, che all'epoca era dilaniata da una guerra ibrida.

Butterfly Vision risulta particolarmente toccante anche a causa di tutti i crimini di guerra che si sono recentemente verificati e si stanno verificando adesso, a Bucha, Irpen e Mariupol.

Nakonechnyi ha scritto la sceneggiatura del film con la regista Iryna Tsilyk (The Earth Is Blue as an Orange [+leggi anche:
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), che ha contribuito con la sua prospettiva femminile alla trama. Il regista afferma che la storia è stata intrisa di uno sguardo femminile con l'aiuto della sua co-sceneggiatrice. Il ruolo di Lilia è interpretato da Rita Burkovska, che trasmette in modo sottile lo spirito di una donna resiliente e infrangibile che ha attraversato innumerevoli prove e tribolazioni. In termini di impatto sul pubblico, questo film potrebbe essere paragonato alla New Wave rumena o alle opere di Amat Escalante.

Butterfly Vision è stato prodotto dalla casa di produzione Tabor di Kiev, di cui Nakonechnyi è cofondatore, in coproduzione con 4 Film (Croazia), Masterfilm (Repubblica Ceca) e Sisyfos (Svezia). Wild Bunch International ne gestisce le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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