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CANNES 2022 Un Certain Regard

Recensione: Metronom

di 

- CANNES 2022: Il dramma di Alexandru Belc esplora una sfortunata storia d'amore nella Romania comunista

Recensione: Metronom

Per essere un Paese che ha trascorso più di quattro decenni come orgoglioso membro del club marxista-leninista, la Romania è terribilmente timida quando si tratta di esplorare nel cinema il suo passato comunista. Le cose migliorano un po' con l'esordio nella fiction di Alexandru Belc, Metronom [+leggi anche:
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, in competizione in Un Certain Regard a Cannes, perché questo film ricrea accuratamente un'epoca e mostra cosa succede quando un gruppo di adolescenti attira l'attenzione della temuta Securitate, la polizia segreta con la quale il dittatore Nicolae Ceauşescu ha terrorizzato un’intera nazione fino al 1989.

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La sceneggiatura, scritta da Belc, è incentrata su due adolescenti, Ana (l’eccellente esordiente Mara Bugarin, sorella minore di Ioana Bugarin, che quest'anno ha ricevuto due nomination ai Gopo) e Sorin (Şerban Lazarovici, che ha interpretato un'altra vittima del comunismo in Uppercase Print [+leggi anche:
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di Radu Jude). Sono innamorati, ma un giorno Sorin dice ad Ana che la sua famiglia ha finalmente ricevuto il permesso di emigrare in Germania. Mentre Ana si sforza di mantenere il suo umore ma piange già la perdita di questa relazione, vediamo i suoi colleghi di scuola secondaria che si preparano a fare qualcosa di molto semplice come scrivere a un programma radiofonico. Ma è il 1972, e nella Romania comunista è vietato scrivere lettere a Radio Free Europe...

La cosa migliore di Metronom è come riesce a ricreare la Bucarest di 50 anni fa. Un altro risultato impressionante è l'affetto con cui il film esplora l'innocenza dei suoi giovani protagonisti, un'innocenza che sarà presto minacciata. In un'industria cinematografica in cui i registi sono raramente interessati alle protagoniste femminili o ai giovani, Metronom sembra una boccata d'aria fresca, mentre Ana diventa un vero e proprio simbolo luminoso di un certo atteggiamento nei confronti della vita. Quando si conosce la differenza tra il bene e il male, come si può scegliere un pizzico di male per salvarsi? Questa è davvero una domanda complicata...

Sebbene sia cinema di finzione, Metronom si ispira ai dossier della Polizia Segreta, e questa è la più grande mancanza del film: quando scegli la storia reale più rilevante, questa storia sarà sempre prevedibile perché tutti la conoscono già. E questa mancanza diventa ancora più grande quando c'è un altro film rumeno che calca lo stesso terreno (sebbene gli eventi siano collocati nel presente, mostrando le conseguenze di un tradimento durante gli ultimi anni di comunismo). Non vogliamo nemmeno nominare quel film (era un primo lungometraggio che ha partecipato al concorso Cineasti del Presente di Locarno nel 2013), perché significherebbe spoilerare enormemente Metronom, il cui finale in effetti è tremendamente facile da rovinare.

Belc va sul sicuro anche scegliendo Vlad Ivanov (il cattivo di riferimento del cinema rumeno negli ultimi 15 anni) per interpretare Biriş, l'ufficiale della polizia segreta che interroga Ana dopo che lei e le sue amiche sono state arrestate durante una festa da ballo. Sebbene le loro scene insieme siano molto efficaci nel mostrare il profondo contrasto tra l'innocenza della vittima e l'abuso di potere di un uomo che si è guadagnato da vivere schiacciando l'innocenza, risultano però anche piuttosto artificiali, perché rendono in qualche modo i personaggi meno “reali”, semplicemente i rappresentanti di due mentalità molto diverse.

Metronom avrebbe potuto essere un film migliore, ma offre comunque una efficace sferzata alle coscienze, poiché ci chiede insidiosamente cosa faremmo nei panni di questo o quel personaggio. La maggior parte di noi direbbe che non l'avremmo mai fatto, ma dalla distanza di sicurezza offerta dalla storia, è una cosa troppo facile da dire. Metronom fornisce un contesto a questa domanda, dimostrando che una risposta diretta non dovrebbe mai essere data per scontata.

Metronom è prodotto da Strada Film International (Romania) in coproduzione con Midralgar (Francia). I diritti internazionali sono affidati Pyramide Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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