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CANNES 2022 Quinzaine des Réalisateurs

Recensione: God’s Creatures

di 

- CANNES 2022: Emily Watson e Paul Mescal recitano nel turbolento racconto edipico di protezione, aggressione e alleanze di Saela Davis e Anna Rose Holmer

Recensione: God’s Creatures
Paul Mescal ed Emily Watson in God’s Creatures

Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, God's Creatures di Saela Davis e Anna Rose Holmer è la storia di un figlio che torna a sorpresa a casa dopo una lunga assenza in "Australia", riflettendo sull'amore materno, sul credere alle parole delle vittime e sull'irresponsabilità maschile collettiva. È un film lento che inizia a scaldarsi quando viene posto l'accento sullo stato d'animo e sulle emozioni contrastanti di Aileen O'Hara (Emily Watson), che all'inizio tratta il figlio Brian (Paul Mescal) come un figliol prodigo al suo ritorno. Con il passare dei giorni nella comunità irlandese di pescatori e con l'accusa di violenza sessuale mossa contro di lui, Aileen deve affrontare l'idea, secondo le voci che girano, che il suo figlio prediletto non sia così d'oro.

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La Watson è un'attrice che ha regalato a Cannes una delle migliori interpretazioni femminili di sempre, nel 1996, quando ha fatto breccia nei cuori di tutti con la sua interpretazione ipnotica in Breaking the Waves di Lars von Trier. Ci sono echi di quella performance nella sua Aileen, che vuole credere nella bontà degli uomini problematici che la circondano. All'inizio, è persino disposta a fornire alla polizia un alibi tutt'altro che convincente per la scomparsa del figlio. Lavora in una fabbrica di pesce che è il motore economico della comunità.

Nella fabbrica lavora anche la tranquilla Sarah (Aisling Franciosi). È vittima non solo di una violenza sessuale, ma anche di una società e di una comunità che preferisce proteggere i suoi uomini piuttosto che parlare apertamente dei crimini commessi. Il pub, l'altro cuore pulsante della comunità, le si rivolta contro quando Sarah denuncia l'aggressione. Secondo il branco di uomini, è stata lei a provocare tutto questo perché non è stata sempre all'erta, anche quando si trovava con ragazzi a lei noti.

Mescal è un attore che si è affermato molto rapidamente come l'uomo da chiamare quando si ha bisogno di un protagonista romantico con un lato oscuro e tragico. I suoi personaggi non sono mai dei bruti, ma solo profondamente tormentati. Il suo portamento e la sua recitazione lenta e deliberata suggeriscono sempre che dentro di lui ci sono delle montagne russe di emozioni.

Il film d'esordio delle registe Saela Davis e Anna Rose Holmer, The Fits [+leggi anche:
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scheda film
]
, è stato un successo ai festival. Come quel film, anche questo osserva al microscopio una piccola e povera comunità in cui gli alleati delle donne possono offrire un rifugio. Le registe sono abili nel ricreare la vita interiore dei personaggi utilizzando colori tenui e cieli grigi. L'inquadratura ravvicinata, a volte, dà anche la sensazione di strangolare lentamente i personaggi sullo schermo.

Giustamente, tra le varie rivelazioni del movimento #MeToo, l'attenzione si è concentrata su coloro che commettono abusi atroci. Questo ha fatto sì che le questioni relative a coloro che in qualche modo hanno protetto questi aggressori venissero in qualche modo trascurate. Con il passare degli anni, le domande su chi sia un alleato sono venute alla ribalta e questo film decolla davvero quando pone ad Aileen il vecchio dilemma di cosa sia disposta a fare per salvare suo figlio. L'amore di una madre supera i limiti morali? Come Aileen, il film impiega un po' di tempo per trovare i suoi punti di riferimento e a volte rischia di sbilanciarsi, ma alla fine raggiunge un terreno più sicuro.

God’s Creatures è una produzione tra l’Inghilterra, l’Irlanda e gli Stati Uniti di Nine Daughters in coproduzione con A24.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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