email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2022 Quinzaine des Réalisateurs

Recensione: Pamfir

di 

- CANNES 2022: Un cittadino della Transcarpazia infrange la legge per aiutare la sua famiglia nel primo lungometraggio del regista ucraino Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk

Recensione: Pamfir
Oleksandr Yatsentyuk in Pamfir

Leonid, soprannominato "Pamfir" (Oleksandr Yatsentyuk), torna nel suo villaggio al confine con la Romania dopo aver trascorso un lungo periodo all'estero per guadagnare denaro. Ad accoglierlo ci sono il figlio adolescente Nazar (Stanislav Potiak) e la moglie Olena (Yelena Khokhlatkina), con cui ha subito un rapporto sessuale appassionato. Rivede anche la madre. A casa lo attende la solita routine: Nazar non vuole andare in chiesa, ma su richiesta di Olena partecipa alle prove del coro della chiesa. Una sera, mentre aiuta il pastore, si verifica un incidente: nella chiesa scoppia un grave incendio. Pamfir ipotizza che la colpa dell'accaduto sia del figlio. Insieme alla chiesa vengono bruciati anche dei documenti di famiglia importanti e Pamfir è costretto a ricorrere nuovamente al contrabbando per guadagnare denaro. Questi eventi si svolgono alla vigilia del carnevale tradizionale di Malanka.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Pamfir [+leggi anche:
trailer
intervista: Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk
scheda film
]
, presentato in anteprima alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, è il lungometraggio d'esordio del regista ucraino Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk, noto per il cortometraggio Weightlifter, che racconta di un sollevatore di pesi che viene a sapere della morte del padre poco prima di una grande competizione. Il film era formalmente sullo sport, ma esplorava un tema più profondo che è quello delle relazioni umane. Similmente, Pamfir, ambientato sullo sfondo di un thriller criminale, è una storia familiare sulla lealtà, la devozione e la redenzione.

Pamfir è una storia molto locale. Il regista esplora la vita in Bucovina, nella regione dei Carpazi. Nel film utilizza un dialetto locale particolare che sarà compreso solo dagli spettatori ucraini. Inoltre, l'immagine ha una componente visiva notevole, in quanto l'inquadratura è talvolta inondata da un colore luminescente e rossastro. A un certo punto, dei banditi in giacca e cravatta attaccano Pamfir. Il loro aspetto riecheggia la solita immagine internazionale della mafia e richiama alla mente film come Lock, Stock and Two Smoking Barrels o Snatch di Guy Ritchie.

Il protagonista Oleksandr Yatsentyuk ha un aspetto molto caratterizzato, con i baffi tipici degli uomini ucraini occidentali e il busto ingrossato. Egli dimostra chiaramente la profonda natura psicologica del suo personaggio. Ma l'attrice che interpreta Olena è ancora più forte di lui in questo senso, e di fatti non le viene assegnato un ruolo secondario nella trama. Il film presenta anche una scena vocale molto forte che ruota attorno a un coro di bambini (le musiche sono di Laetitia Pansanel-Garric). Il design dei costumi di carnevale per la festa della Malanka è insolito e memorabile, e conferisce un certo fascino all'intero film.

Pamfir è un film ucraino originale, diverso da qualsiasi altro film del paese, che non solo parla della guerra (c'è anche una battuta sul conflitto nell'Est), ma racconta anche la storia di una tragedia familiare, che avrà facilmente risonanza con molti spettatori di diversi paesi.

Il film è stato prodotto da Bosonfilm (Ucraina) e coprodotto da Les Films d'Ici (Francia), Madants (Polonia), Quijote Films (Cile), Mainstream Pictures (Ucraina), Wady Films (Lussemburgo), Moderator Inwestycje (Polonia), Studio Orlando (Francia) and Soilfilms Media (Germania). Le vendite internazionali sono state affidate alla compagnia francese Indie Sales.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy