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CANNES 2022 Quinzaine des Réalisateurs

Recensione: La Dérive des continents (au sud)

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- CANNES 2022: Combinando allegramente commedia, gestione politica dei migranti e rapporto da ricucire tra una madre e suo figlio, Lionel Baier prosegue la sua tetralogia sulla costruzione dell'Europa

Recensione: La Dérive des continents (au sud)
Isabelle Carré e Théodore Pellerin in La Dérive des continents (au sud)

"Non c'è miseria, non c’è dramma! Ci vuole un effetto prima e dopo". Mentre prepara una visita del presidente francese e della cancelliera tedesca in un campo di migranti in Sicilia, l'inviato dell'Eliseo si esaspera finché con gioia non trova una soluzione: un'area molto squallida e per di più interdetta dal perimetro dove si decide di trasferire e installare i migranti in tende per il tempo del viaggio mediatico dei tenori europei. Con La Dérive des continents (au sud) [+leggi anche:
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, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del 75° Festival di Cannes, e terzo capitolo della sua tetralogia sulla costruzione dell'Europa dopo Comme des voleurs (à l’est) [+leggi anche:
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nel 2006 e Les Grandes Ondes (à l’ouest) [+leggi anche:
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, il regista svizzero Lionel Baier non ha chiaramente perso nulla della sua vena caustica.

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Per Nathalie (Isabelle Carré), ufficiale di collegamento della Commissione europea a Catania, questo cinismo ("voglio Oradour-sur-Glane") marca malissimo ("tradire non è la mia missione") su un'isola dove si accumulano sulle coste i migranti annegati. Ma è una professionista esperta che conosce da molto tempo l'inviata tedesca Ute (Ursina Lardi) e agisce di conseguenza. Ma la pianificatrice ha una grossa sorpresa quando incontra suo figlio Albert (Théodore Pellerin) che ha quasi completamente tagliato i ponti con lei poiché quest’ultima ha abbandonato la famiglia (per vivere il suo amore preferenziale per le donne) quando lui aveva 12 anni. Immerso ormai in movimenti alternativi e rapper anti-sistema, Albert è un giovane molto arrabbiato e risentito a cui sua madre cercherà di riavvicinarsi, cosa non facile e fonte di molte disavventure sotto il sole dell’entroterra siciliano.

Procedendo a un ritmo piuttosto frenetico sulle orme dei suoi protagonisti che si muovono molto, La Dérive des continents (au sud) traccia energicamente il suo percorso al limite della commedia (con qualche punta di burlesco) per elaborare una ricetta semplice, ma molto personale: far risuonare la piccola storia (una madre che vede ricomparire il figlio nella sua vita come un meteorite che colpisce i rimorsi del suo passato materno e provoca un terremoto emotivo per entrambi) e la grande Storia: le bugie dei politici che osservano attraverso un telescopio il dramma dei migranti nel Mediterraneo e riscrivono la realtà come meglio credono ("non è un'immagine, è un luogo"), la messa in prospettiva del passato e il confronto tra le generazioni ("non spetta ai bambini ascoltare i propri genitori, ma il contrario" per alcuni, il rispetto di un minimo di regole per altri), il tutto in un mondo dove per capirsi bisogna accettare soprattutto le proprie imperfezioni.

Prodotto da Bandita Films, La Dérive des continents (au sud) è coprodotto da RTS e Les Films du Losange, che guida anche le vendite internazionali.

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(Tradotto dal francese)

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