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BLACK NIGHTS 2021 Concorso

Recensione: The Wait

di 

- Il nuovo film del regista finlandese Aku Louhimies è un racconto femminista sul desiderio che sembra sfondare porte già aperte

Recensione: The Wait
Inka Kallén in The Wait

Nell'intervista rilasciata a Cineuropa prima della produzione di The Wait, il regista finlandese Aku Louhimies ha dichiarato: "Il protagonista potrebbe facilmente essere un uomo. Il loro genere è irrilevante - è l'elemento dell'amore che è universale". Eppure il film finito, che racconta la storia di un torrido triangolo amoroso e che è stato presentato in concorso al Tallinn Black Nights Film Festival di quest'anno, non sembra così sicuro sul fatto che i ruoli di genere della società abbiano o meno una presa sui suoi personaggi, rendendo il film a tratti confuso.

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Inka Kallén interpreta Elli, una donna sorridente ma tranquilla che vive su un' isola finlandese idilliaca in una grande casa con suo marito (Aku Hirviniemi). I due godono di una vita insieme apparentemente rilassata, ritmata da sesso reciprocamente soddisfacente in scene che Louhimies filma come se fossero tante esperienze orgasmiche e vitali. Questi momenti, nel modo in cui contrastano con l'atteggiamento per altri versi riservato di Elli e l'atmosfera generalmente calma in cui la coppia si evolve durante il giorno, alludono già a un certo allontanamento dalle concezioni tradizionali e conservatrici della vita matrimoniale. La coppia è quasi completamente isolata, e le scene che mostrano Elli camminare da sola tra le erbacce o nuotare nuda nel mare suggeriscono che ha trovato la sua quiete in questo stile di vita insolito.

Ma questo isolamento suggerisce già che questa è una vita che potrebbe non essere in grado di resistere se esposta al resto del mondo, e sicuramente l'arrivo di una terza persona metterà tutto sottosopra. Prima ancora che il vecchio amico (Andrei Alén) della coppia arrivi, il solo annuncio del marito del suo arrivo manda Elli in una frenesia di pulizia - quindi i ruoli di genere esistono sull'isola finlandese, dopo tutto. Quando l'amico arriva, il marito (che si rivela essere un predicatore) è rumoroso, indifferente e totalmente ignaro della tensione che appare immediatamente tra il suo ospite e sua moglie.

Mentre i due si frequentano, apprendiamo che lui sta scrivendo la sua tesi sulle donne nei film di François Truffaut, che è un donnaiolo che non sembra particolarmente ansioso di sistemarsi e, cosa più importante, che lui ed Elli sono stati insieme. Louhimies tira fuori un po' troppo la tensione sessuale tra i due, perdendola quasi completamente in certe scene, e affidandosi forse un po' troppo a scene di sesso. Si parla molto di come la camera da letto di Elli sia proprio sotto quella dell'ospite della coppia e di quest'ultimo che sente i rumori orgasmici dei suoi amici, ma Louhimies sottolinea queste cose troppo spesso affinché esse abbiano molto peso. Il film è infatti piuttosto prevedibile finché non accade l'inevitabile: Elli e l'amico vanno a letto insieme, e suo marito lo scopre.

Da questo momento in poi, tuttavia, il film si avventura in un territorio relativamente più inesplorato. Piuttosto che nascondere quello che ha fatto, Elli va di nuovo a letto con l'amico di famiglia, a portata d'orecchio del marito, per poi, al mattino, chiedergli perdono. È una donna che sa cosa vuole e chi ama, il che è meraviglioso da vedere. Ma il fatto che in un certo senso lo sapevamo già prima che tutto questo accadesse è il motivo per cui The Wait è piuttosto privo di tensione sessuale e drammatica.

The Wait è stato prodotto dalla casa finlandese Backmann & Hoderoff

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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