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GAND 2021

Recensione: Animals

di 

- Nabil Ben Yadir compie un gesto cinematografico radicale scrutando le ultime ore di un giovane uomo, vittima di un selvaggio crimine omofobico, e le ore che seguono

Recensione: Animals
Soufiane Chilah in Animals

Una notte all'inferno. Brahim è sulla trentina. È bello, intelligente, affettuoso, premuroso con sua madre e con suo padre. Mentre sua madre festeggia il suo compleanno in pompa magna tra amici, familiari e vicini di casa, Brahim sembra preoccupato. Sta aspettando un amico. Le presentazioni lo stressano, e gli sguardi obliqui di coloro che sanno non aiutano ad alleviare la tensione. Quando Brahim si rende conto che non sarà stasera che potrà finalmente dire alle persone che ama chi è, fugge verso il suo tragico destino, che lo vede incrociare quattro ragazzi in un'auto. La pressione sale rapidamente nell'abitacolo. La comunicazione impossibile tra Brahim e questi quattro ragazzi si trasforma rapidamente in abuso verbale, poi fisico. Questi quattro ragazzi trasformano la notte in terrore, persino in morte. Fino a quando il giorno dopo il sole non sorge di nuovo.

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Ispirato a una storia vera che fece molta impressione, l'omicidio di Ihsane Jarfi, considerato giuridicamente il primo omicidio omofobico in Belgio, Animals [+leggi anche:
intervista: Nabil Ben Yadir
scheda film
]
, presentato in anteprima al 48° Festival di Gand, porta lo spettatore in un viaggio all'inferno. Nel suo quarto lungometraggio, Nabil Ben Yadir fa una scelta cinematografica radicale, rifiutandosi di eludere la violenza per affrontarla, lui e noi.

La storia è potentemente costruita in tre fasi. La prima ci fa conoscere Brahim, dà vita, corpo e anima alla vittima. Seguiamo da vicino, molto da vicino il giovane, magnificamente incarnato da Soufiane Chilah. Il regista lavora in formato 4/3 in lunghi piani sequenza che ci immergono nella vita di Brahim. Comprendiamo i suoi punti di forza e di debolezza, vediamo l'amore che lo circonda, i dubbi che lo assalgono. Incontriamo un giovane uomo, sottoposto a domande che potrebbero essere le nostre, quelle dei nostri fratelli, dei nostri amici. Il formato cambia bruscamente quando inizia l'uccisione. L'esito sarà inevitabilmente fatale, nessuno può ignorarlo, né il pubblico né gli assassini. Ciò che atterrisce non è tanto la violenza quanto l'indifferenza, non sono tanto le percosse quanto i sogghigni, le risate disumanizzanti, che celebrano la nascita dei mostri.

Anche di questo parla Animals, la fabbrica dei mostri. E del dopo. In un sorprendente terzo movimento, come uno specchio, ci chiediamo: c'è vita dopo il delitto, o meglio, come può esserci vita dopo il delitto? Il film solleva molte domande, tra cui questa: come rappresentare la violenza cinematograficamente? Difficile dirlo senza rischiare di sminuire il potere sprigionato dalla messa in scena scelta dal regista, ma quest'ultima, radicale, crea repulsione quanto riflessione, mettendo lo spettatore di fronte a una violenza senza filtri particolarmente disturbante.

Forte di un potente arco narrativo, Animals ci interroga anche sulle devastazioni della mascolinità tossica, e sulla difficoltà di esistere in gruppo, quando si hanno poche parole per esprimersi, quando si è cresciuti su una terra bruciata dalla violenza familiare e sociale. Siamo di fronte al nichilismo totale di una società afflitta dalla violenza, una violenza tanto più irrefrenabile quanto spesso spettacolarizzata. In questo contesto è difficile definire quali sono i nostri limiti, quali quelli del regista, quali quelli dei suoi attori. Attori per la maggior parte non professionisti, che respirano un realismo quasi palpabile, rafforzato dall'effetto "tempo reale" indotto dai piani sequenza. Animals è uno shock, che non può lasciare indifferenti, che urterà alcuni, che sconvolgerà altri, e che prima di tutto stupirà per poi tornare nella mente dello spettatore, e (ri)lanciare la riflessione.

Animals è prodotto da 1080 Films e coprodotto in Belgio da Les Films du Fleuve e A Team Production, e in Francia da Maje Productions. Venduto nel mondo da Wild Bunch, uscirà in Belgio il prossimo febbraio, distribuito da Cinéart.

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(Tradotto dal francese)

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