email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

VENEZIA 2021 Fuori concorso

Recensione: Ariaferma

di 

- VENEZIA 2021: Il terzo film di Leonardo Di Costanzo mostra un metaforico confronto tra sorveglianti sorvegliati e un bel duello attoriale tra Toni Servillo e Silvio Orlando

Recensione: Ariaferma
Silvio Orlando e Toni Servillo in Ariaferma

Nel suo saggio del 1975 Sorvegliare e punire. Nascita della prigione il filosofo francese Michel Foucault riprendeva l’idea settecentesca del panopticon di Jeremy Bentham - una struttura carceraria ad anello con una torre nel centro da cui i prigionieri sono costantemente osservati ma non possono osservare - per farne il modello di una moderna forma strategica di controllo da parte del potere. Per Ariaferma [+leggi anche:
trailer
intervista: Leonardo Di Costanzo
scheda film
]
, presentato Fuori Concorso alla 78ma Mostra di Venezia, Leonardo Di Costanzo deve essere stato colpito dalle parole con cui Foucault descrive il panopticon: "Tante gabbie, altrettanti piccoli teatri, in cui ogni attore è solo, perfettamente individualizzato e costantemente visibile”. Quasi un invito alla rappresentazione drammaturgica.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Di Costanzo infatti allestisce una “pièce” (la sceneggiatura è scritta assieme a Bruno Oliviero e Valia Santella) che potrebbe essere teatrale, data l’ambientazione claustrofobica. Siamo ai giorni nostri, in un vecchio carcere in dismissione in un luogo imprecisato ma impervio d’Italia. Le guardie carcerarie stanno brindando al ritorno a casa quando la direttrice del penitenziario avverte che una dozzina di detenuti non possono partire per l’improvvisa indisponibilità del carcere in cui dovevano essere trasferiti. In attesa di una nuova collocazione un gruppo di agenti dovrà rimanere a sorvegliarli, guidati dall’ispettore Gargiulo, interpretato con misura ed essenzialità da Toni Servillo. Da qui il regista fa partire il suo esperimento. Tra le solide mura ottocentesche dell’edificio - che rendono l’aria ferma, come suggerisce il titolo - rimangono a confrontarsi due gruppi ristretti, le “guardie” e i “ladri”. Due schieramenti non omogenei - tra i detenuti ci sono anche le “teste calde” - per cui i corpo a corpo che si aprono sono molteplici.

Al centro della metafora panottica c’è Gargiulo, napoletano di origini proletarie, uomo tutto d’un pezzo ma equanime ed esente da livore, ligio alla regola numero uno del sorvegliante: non familiarizzare con i detenuti. In un confronto con Carmine Lagioia, boss dai modi educati interpretato con la dovuta ambiguità da Silvio Orlando, l’ispettore sottolinea: “Noi non abbiamo niente in comune”. Ma questo non è vero e la regola verrà infranta. L’arrivo di un giovane (Pietro Giuliano) arrestato per aver commesso un reato che gli costerà molto, fragile e indifeso, rimescola le carte e risveglia le coscienze. I detenuti rifiutano il cibo preconfezionato e l’ispettore Gargiulo apre le cucine, addirittura si siede a tavola con loro, nonostante queste “concessioni” siano fortemente criticate dai colleghi più duri (Fabrizio Ferracane e Leonardo Capuano).

Con studi etno-antropologici alle spalle, Di Costanzo ha compiuto un’osservazione accurata delle dinamiche sociali nella sua Napoli con L’intervallo [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Leonardo Di Costanzo
scheda film
]
, presentato a Venezia, David di Donatello come miglior esordio e L’intrusa [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
, selezionato a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs. Dimostrando la coerenza e continuità della sua ricerca, con Ariaferma sviluppa il discorso dei due film precedenti, girati in ambienti “circoscritti” in cui si compiono confronti serrati. In particolare ne L’intervallo un ragazzo e una ragazza sono rinchiusi in un enorme edificio abbandonato di un quartiere popolare. Obbligato da un capoclan, l’uno deve sorvegliare l’altra. Anche in Ariaferma si apre un “intervallo”, uno spazio nella struttura più rigida di tutte, un carcere. Quasi un miracolo che irrompe nelle relazioni di potere, mostrandoci un bel duello attoriale tra Servillo e Orlando.

Prodotto da tempesta con Rai Cinema in coproduzione con Amka Films Productions e con RSI Radiotelevisione Svizzera in collaborazione con Vision Distribution. Distribuzione italiana (il 14 ottobre) ed internazionale di Vision Distribution.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy