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BRIFF 2021

Recensione: Le Coeur noir des forêts

di 

- Serge Mirzabekantz firma un primo lungometraggio delicato e ammaliante, su due giovani anime erranti in cerca d'amore, senza sapere bene quale

Recensione: Le Coeur noir des forêts
Elsa Houben e Quito Rayon Richter in Le Coeur noir des forêts

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, che ha avuto la sua prima mondiale nella competizione nazionale del Brussels International Film Festival, Serge Mirzabekiantz offre un primo lungometraggio delicato e ammaliante, su due anime erranti che cercano l'amore, senza sapere bene quale.

Tutto ha inizio nel bosco, dove una melodia inquietante, misteriosa e a tratti dissonante fa eco al suono del vento che sfiora gli alberi. Ci immergiamo nel cuore della foresta con Nikolaï, un sedicenne selvaggio e solitario, che seguiamo sulla via del ritorno verso la casa famiglia per ragazzi minorenni dove vive.

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Sebbene Nikolaï sia in mezzo a persone della sua età lì, è isolato. Non sembra condividere le stesse sfide, gli stessi desideri. È più giovane di loro, ma anche più vecchio in qualche modo. Ma quando vede Camille, è come se fosse richiamato dalla sua solitudine. Forse con lei potrebbe rompere il suo isolamento. E immagina un futuro.

Camille, nel frattempo, ha altri problemi. Delinquente recidiva, vive con la spada di Damocle della legge costantemente sospesa sopra la sua testa. Abbandonata dalla madre alla nascita, "dimenticata" da un padre che ha messo su un'altra famiglia altrove, anche lei si sente completamente sola.

Contro ogni previsione, Nikolaï e Camille, due giovani smarriti in cerca d'amore, si uniranno per creare ciò che gli manca di più: una famiglia. La loro.

La storia si sviluppa in tre capitoli, uno incentrato sulla prospettiva di Nikolaï, il secondo su quella di Camille e infine uno più completo, di cui non parleremo qui. Le scene si duplicano, acquistano significato, rendono più complesse le tematiche e la narrazione. Il velo si alza su poche zone d'ombra persistenti.

Partendo da alcuni motivi molto classici (il tema della genitorialità giovanile, visto in film tanto diversi tra loro come Juno e Keeper [+leggi anche:
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), Serge Mirzabekantz propone una variazione personale e coinvolgente su questo tema classico, ponendo la giovane coppia al centro di un foresta che ha tanto a che fare con la fiaba quanto con il brutto sogno, una foresta terribilmente organica, filmata dalla talentuosa cineasta Virginie Surdej (Our Mothers [+leggi anche:
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), e che sembra dialogare con i personaggi, con i suoi rimbombi che solo il loro istinto può decifrare.

Nikolaï e Camille, impotenti per l'assenza di un nucleo familiare nelle loro vite, affrontano la vita a mani nude. Sebbene i loro obiettivi siano distinti l'uno dall'altro, alla fine si uniscono, poiché uno di loro cerca di realizzare la sua fantasia segreta della famiglia perfetta, mentre l'altra è alla ricerca di una cornice per accoglierla. La profonda malinconia nei loro occhi sembra attirarli irresistibilmente l'uno verso l'altro.

Il regista ha ingaggiato due attori fantastici per interpretarli. Nonostante questo sia il primo ruolo in assoluto per Quito Rayon Richter (il film è stato girato nel 2019), che dona a Nikolaï intensità e mistero, lo rivedremo presto in Les Passagers de la nuit di Mikhaël Hers (al fianco di Charlotte Gainsbourg, Noée Abita ed Emmanuelle Béart, nientemeno). Elsa Houben, nel frattempo, ha già intrapreso una ricca carriera sia sul piccolo che sul grande schermo, ma questo ruolo, che interpreta con energia cruda e una determinazione più che convincente, preannuncia altre opportunità di ruoli profondi nella sua giovane carriera.

Le Coeur Noir des Forêts è prodotto da Hélicotronc (Belgio) e Sacrebleu Productions (Francia). Le vendite internazionali sono curate da TVCO.

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(Tradotto dal francese)

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