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CANNES 2021 Cannes Première

Recensione: Jane par Charlotte

di 

- CANNES 2021: Charlotte Gainsbourg realizza un commovente saggio personale su sua madre, Jane Birkin

Recensione: Jane par Charlotte

Nel film Jane by Charlotte [+leggi anche:
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, Charlotte Gainsbourg unisce nuovi video, fotografie e interviste per creare un ritratto di sua madre, Jane Birkin, quasi privo di dettagli biografici ma ricco di coinvolgimento emotivo. Coloro che sono in cerca di un film biografico, o di fatti e cifre, farebbero meglio a cercare su internet. La Birkin ha inoltre pubblicato un libro affascinante in cui parla della sua vita, dei suoi rimpianti e delle sue insicurezze, parla anche di ciò che ha provato la settimana in cui sia il suo ex marito, Serge Gainsbourg, che suo padre sono morti, nonché della tragica morte di sua figlia maggiore, Kate Barry. La regista Gainsbourg sembra aver sentito l’urgenza di realizzare questo ritratto, proiettato nella nuova sezione Cannes Premiere del Festival di Cannes, da quando sua madre ha recentemente scoperto di essere malata di cancro.

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Il film ha inizio con un concerto in cui la Birkin sta cantando le parole “Quelle piccole cose che ho ripreso da te”, e ringrazia Serge Gainsbourg nel momento in cui si rivolge al pubblico. Ciò dà l’idea che il film dia per scontato che il pubblico che lo sta guardando abbia già abbastanza informazioni sulla Birkin e Gainsbourg per capire questi riferimenti, dato che la regista esordiente non perde tempo a riportare fatti e cifre. L’obiettivo principale del film è dare alla Gainsbourg l’occasione di “guardarti [Birkin] in un modo con cui non ho mai osato fare prima”.

La prima domanda che fa a sua madre sembra astratta ed egocentrica, in quanto le chiede se si è comportata in maniera diversa con la sua secondogenita, Charlotte, ma è una domanda intelligente, in quanto permette a Jane di menzionare Kate e la sua ultima figlia, Lou Doillon. Innanzitutto, ciò permette alla regista di rivelare informazioni su di sé senza dirlo e senza divenire l’argomento principale. Il film parla tanto della regista che di sua madre, focalizzandosi sul loro legame. Le domande hanno uno stile colloquiale, e ciò fa sembrare come se il pubblico stesse ascoltando una conversazione privata al tavolo della cena, piuttosto che una tradizionale intervista giornalistica.

In sintonia con il commento sullo schermo della regista secondo cui sia lei che sua madre sono persone umili, si rifiuta di cantare le lodi di tutte le grandi cose che hanno fatto nella loro carriera. La Birkin parla del passare degli anni, del convivere con le rughe, e di tutto ciò che bisogna fare per combatterle, e del cambiamento della sua condizione fisica nel corso degli ultimi due anni. Charlotte scatta foto a sua madre mentre il film mantiene l’interesse visivo cambiando costantemente location e rappresentando spesso madre e figlia mentre fanno qualcosa insieme o con la famiglia oppure soltanto mentre parlano tra loro intorno a un tavolo. È l’era di Instagram, quella in cui le superstar utilizzano i social media per mettere in mostra il meglio della loro vita, quindi è bello vedere la Birkin svolgere attività quotidiane, come cucinare, fare giardinaggio e giocare con i suoi nipoti.

Il film si sposta a New York, dove la Birkin sta tenendo un concerto. Dietro le quinte, ci sono riflessioni profonde sull’ansia da palcoscenico. Il film mette una marcia in più quando la regista porta sua madre nella vecchia casa di suo padre, che la Birkin non visita da 30 anni. Sembra un museo ed è colma di ricordi.

La conversazione finale è la più interessante in termini di dettagli biografici, in quanto la Birkin parla apertamente delle sue dipendenze dai sonniferi e dall’alcool, e di come la sua mentalità abbia dato forma ai suoi sentimenti riguardo le relazioni che ha avuto con tre uomini con cui ha avuto dei figli. La Gainsbourg è promettente come regista in un film che cerca di essere qualcosa di più e non soltanto un film per i fan.

Jane by Charlotte è stato prodotto dalle società francesi Nolita Cinema e Deadly Valentine. Le sue vendite internazionali sono gestite da The Party Film Sales.

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(Tradotto dall'inglese da Ilaria Croce)

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