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IDFA 2020

Recensione: Divinazioni

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- Un cartomante siciliano ed un giovane artigiano di origini marocchine sono i protagonisti del nuovo documentario di Leandro Picarella

Recensione: Divinazioni

Divinazioni di Leandro Picarella è uno dei titoli selezionati all'interno della sezione First Appearance dell'International Documentary Film Festival (IDFA) di quest'anno. Prima di approdare alla lavorazione di Divinazioni, Picarella, ex allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha diretto nel 2015 il lungometraggio Triokala, ambientato a Caltabellotta e presentato l'anno dopo nella sezione Regard Neuf di Visions du Réel.

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Il film si apre con delle suggestive immagini d'archivio, virate con tonalità rossastre e accompagnate dall'incalzante voce narrante dell'artista teatrale e cantastorie gelese Mimmo Cuticchio, il quale cita enigmatiche frasi tratte dall'opera del filosofo greco antico Empedocle, vissuto ad Agrigento nel V secolo a.C.

Dopo il prologo, veniamo a conoscenza di uno dei due protagonisti, ovvero Achille Sidoti, in arte il “Professor Atanus.” Personaggio complesso ed insolito, Atanus è un ex galeotto, fervente cattolico e dalla salute cagionevole, il quale prova a reinserirsi nella società dopo anni di reclusione. Atanus svolge l'attività di cartomante con sessioni private e in onda su una delle tante emittenti appartenenti al sottobosco radiotelevisivo del Sud Italia.

Al mago si rivolge, quasi a tutte le ore del giorno e della notte, una vasta umanità di individui sull'orlo della disperazione, principalmente per motivi sentimentali. L'uomo affabula i suoi clienti, prodiga consigli e promette loro di donare dei braccialetti di metallo, senza assicurare grandi “miracoli” ma sottolineando la loro influenza positiva. Il fornitore di tali braccialetti, Moka, è un misterioso ragazzo di origini marocchine, possessore di una fonderia e secondo protagonista del documentario.

In una Sicilia provinciale, quasi sempre uggiosa e malinconica si dipana il racconto di Atanus e Moka, capace di fondere curiosamente una dimensione astratta, “magico-filosofica” ed una molto più terrena, concreta. Gli sguardi del regista e della camera, quest'ultima a cura di Andrea José Di Pasquale, non giudicano in nessun modo i due uomini e si limitano semplicemente a raccontare parte delle loro vite, procedendo quasi in ordine sparso, ma mantenendo comunque una coerenza di fondo. In particolare, i temi centrali che emergono all'interno del quadro narrativo sono quelli della superstizione e delle debolezze umane. Verso l'ultima mezz'ora della pellicola, la dimensione più terrena e quotidiana inizia a scemare, venendo gradualmente soppiantata da un registro più etereo e concettuale, caratterizzato da una presenza più decisa di Moka e del suo lavoro materico. L'immagine finale rappresenta una degna chiusura, in grado di incarnare pienamente lo spirito del racconto. Di efficace impatto risulta anche il lavoro misurato di Ulisse Mazzagatti e dei Fratelli Mancuso, autori delle musiche.

Il documentario di Picarella si rivela nel complesso un'opera convincente, capace di parlare di sacro e profano e, soprattutto, del bisogno universale di nuove certezze e di vecchie conferme, tramite i frammenti di vita di due uomini ai margini. Il regista offre uno spaccato particolarissimo di un Sud che, nonostante il progresso inarrestabile, riesce ancora a ritagliarsi uno spazio fuori tempo massimo per il magico e per l'occulto.

Divinazioni è una produzione italo-francese a cura di Qoomoon e Les Films d'Ici Méditerranée. Le vendite internazionali sono gestite dalla britannica Taskovski Films.

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