email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

ZURIGO 2020

Recensione: Why Not You

di 

- Nel suo primo lungometraggio vincitore a Zurigo, Evi Romen racconta di un uomo che perde un amico d'infanzia in un attacco terroristico in un club gay a Roma

Recensione: Why Not You
Thomas Prenn in Why Not You

Why Not You [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Evi Romen, il quale stava già ricevendo dell’affetto nel circuito dei festival, dove è stato incoronato vincitore al Festival di Zurigo – ottenendo l’ Occhio d’Oro nella sezione Focus Competition (leggi la news), si sta preparando lentamente per la sua mostra al Festival del Film Tallinn Black Nights. Il film inizia con quel genere di danza frenetica che ricorda Jennifer Beals. Anche perché, come quella signorina, una saldatrice adolescente di giorno, e danzatrice di notte, il suo eroe principale, Mario, è anche lui bloccato in un lavoro poco prestigioso di giorno: questa volta alla macelleria locale, forzato a offrire dei favori sessuali in cambio di soldi e a ripulire il pavimento dal sangue animale.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Mario, recitato cupamente e un po’ troppo intensamente da Thomas Prenn, il quale rompe la quarta parete ogni minuto, sembra sognare giustamente un altro futuro, ma nel frattempo, canalizzare un giovane Travolta in una camicia arruffata può andare bene lo stesso. Tutto questo si ferma quando perde un amico d’infanzia (Noah Saavedra) in un attacco terroristico in un locale gay a Roma, e la maggior parte della sua comunità sembra chiedersi, apertamente o meno: “Perché è lui che è morto, e non tu?

Questo è più che altro perché, in contrario all’altro giovane ragazzo, anche se nato nell’agiatezza e con perlomeno qualche aspettativa, Mario tende a essere autodistruttivo, senza menzionare perso, e i suoi piani sembrano girare intorno all’essere un extra per RAI 1. Che come suo padre fa notare concretamente, “non guarda più nessuno”. Anche la sua sessualità è un mistero, probabilmente per via dell’insistenza del suo villaggio nel “non chiedere, non dire”. Non sa chi è, e Romen (apparentemente ispirata all'attacco al teatro Bataclan a Parigi) sembra anche lei non voler condividere troppe informazioni, la quale è più interessata in ciò che sta cercando piuttosto che ciò che alla fine può trovare.

Immerso nel tipo di luci rosse che i cineasti adorano, Why Not You è al suo meglio quando Mario si lascia andare, con una parrucca ricciola sulla testa (è quasi un personaggio di supporto qua) e delle canzoni retrò gloriose che lo incoraggiano. Appena inizia a soffrire di un senso di colpa nell essere sopravvissuto – reso peggiore dai locali che sembrano essere allergici da tutto ciò che si distingue, ma non dai pettegolezzi – le cose si fanno contorte. Mario inizia a cercare sfogo nelle droghe, poi nella religione, e successivamente negli occhi delle persone che vanno in chiesa e che lo conoscono – non proprio il “tipo giusto” di persone. È una di queste storie di una persona che non appartiene veramente da nessuna parte, e non lo hai mai fatto, e un tragico evento rende il tutto molto più ovvio. Mentre alcuni dei dialoghi sono un po troppo letterali, Romen (la quale viene da una lunga carriera come montatrice) trova il modo di usare ciò che la circonda, quasi a generare un effetto cupamente comico: è un luogo piccolo, dove un'orchestra ti si presenta alla porta senza preavviso, esigendo “un grappino”, e invece di realizzare i tuoi sogni, ti ritrovi circondato da pile di carne.

Why Not You è stato scritto Evi Romen, e prodotto da Alexander Dumreicher-Ivanceanu, Bady Minck e Gregory Zalcman per Amour Fou Vienna e Take Five (Belgio). Le sue vendite internazionali sono gestite da True Colours.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy