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VARSAVIA 2020

Recensione: Magnesia

di 

- Presentato nel Festival di Varsavia, questo tentativo di realizzare un western ispirato sia allo spaghetti western che all'approccio di Tarantino al genere è riuscito solo a metà

Recensione: Magnesia
Dawid Ogrodnik e Mateusz Kosciukiewicz in Magnesia

È difficile non essere impressionati da Magnesia [+leggi anche:
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, il secondo lungometraggio di Maciej Bochniak, che oltre al suo film di debutto Disco Polo [+leggi anche:
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, ha anche fatto il documentario toccante e affermato HBO, Ethiopique. Music of the Soul. Il concetto importante del suo nuovo film, presentato nella competizione internazionale del Festival de Varsavia – un film western ambientato negli anni venti, in una parte remota della Polonia, vicina al confine sovietico – è ammirabile, principalmente per gli elevati valori di produzione e un cast polacco “all-star” che include Dawid Ogrodnik, Maja Ostaszewska, Andrzej Chyra, Mateusz Kościukiewicz (coautore della sceneggiatura), Agata Kulesza, Borys Szyc e Magdalena Boczarska. Tuttavia, questa ammirazione è un sentimento fugace. Tantissime referenze al cinema polacco e mondiale e alla letteratura rendono Magnesia piacevole, ma anche un po’ superficiale. La trama diverge in varie direzioni e introduce una vasta gamma di personaggi scintillanti, con senso e significato apparentemente sepolto sotto tutta quella decorazione.

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La storia presenta due gruppi principali di personaggi, per intenderci: le sorelle Lewenfisz, le quali regnavano su quelle terre per decenni, e i fratelli gemelli siamesi Houdini, uniti al bacino e dall’ambizione condivisa di fare qualcosa di più della loro vita. Lavorano come fotografi (usando il titolare Magnesia) e hanno in piano di rubare la fortuna delle Lewenfisz prima di cavalcare via verso il tramonto con la graziosa Helena – anche se questa è fisicamente una cosa veramente complicata da fare. Nel frattempo Róża, la maggiore delle sorelle, vuole proteggere la sua posizione di boss della zona e fare un accordo redditizio con Lew, un malvivente sovietico, mentre cerca di fare del suo meglio per nascondere ciò che prova verso il figlio carino del delinquente, Feliks.

Magnesia, con tutto il suo scintillio western e la sua cinematografia rosseggiante (cortesia di Pawel Chorzępa), fa tanto affidamento sulla performance dei suoi attori, specialmente quella di Dawid Ogrodnik (una metà dei fratelli Houdini),  Borys Szyc (interpretando una delle sorelle Lewenfisz, con comicità, senza mai esagerare) e Agata Kulesza come la dura detective di polizia.

I personaggi delle donne con la pistola, sparando senza preavviso, a capo della loro comunità e giocando secondo le loro regole sono gli elementi più intriganti del film, e combaciano molto bene con ciò che sta succedendo adesso nel cinema polacco, visto che le registe stanno dando voce ai loro diritti, combattendo per la parità  di genere. Cineasti come Bochniak – il quale è incidentalmente sposato con una delle star emergenti in Polonia e in Europa, Joanna Kulig (Cold War) – e Piotr Adamski (Eastern [+leggi anche:
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) fanno parte della tendenza culturale attuale, rispettando e festeggiando l’emancipazione femminile. È interessante come entrambi usino il genere western per farlo, un genere che gira attorno giochi di potere e conflitti fisici. Pistole, cappotti e ciocche di capelli rosso fiammeggiante che danzano con il vento sembrano essere di moda questa stagione.

Magnesia è stato prodotto da Aurum Film (The Last Family [+leggi anche:
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) e verrà distribuito localmente il 20 Novembre. Le vendite internazionali sono ancora in palio.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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