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TORONTO 2020 Industry Selects

Recensione: Garçon Chiffon

di 

- Nicolas Maury passa brillantemente alla regia con una commedia malinconica, tanto divertente quanto commovente, su un attore geloso e ansioso in lotta contro la sua singolarità e il suo mal di vivere

Recensione: Garçon Chiffon
Nicolas Maury in Garçon Chiffon

"Perché non mi vogliono? - "Agli occhi degli idioti, sei troppo strano". Niente va bene nella carriera di attore di Jérémie, e tantomeno nella sua vita affettiva, divorata dalla sua gelosia morbosa. Carta di credito senza fondi, ferite del passato, dubbi esistenziali: questo giovane uomo, simpatico ma tormentato e impulsivo, sta scivolando nel profondo vortice della sua depressione parigina. Ma ha un'audizione da preparare per recitare nella pièce teatrale Risveglio di primavera di Frank Wedekind. "Il pitch? Un giovane uomo malinconico in un mondo ostile, molto combattuto sulla sua nascente sessualità e che sta per suicidarsi". Tutti concordano sul fatto che il personaggio gli corrisponda perfettamente... Tale è il protagonista di Garçon Chiffon [+leggi anche:
trailer
intervista: Nicolas Maury
scheda film
]
, ottimo primo lungometraggio da regista dell'attore Nicolas Maury, che ne interpreta anche il ruolo principale. Un film molto divertente ma anche toccante, in una vena "woody alleniana", che ha ottenuto il label della Selezione ufficiale del Festival di Cannes 2020 ed è attualmente in mostra al 45° Festival di Toronto, nel programma Industry Selects.

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"La tua passione mi tocca molto, ma è troppo per me". Il veterinario Albert (Arnaud Valois) e Jérémie (Nicolas Maury) si amano teneramente, ma i continui sospetti (pedinamenti, ricerca nella biancheria sporca, ultimatum melodrammatici sulla modalità "rispondimi o mi butto dalla finestra", e persino telecamera nascosta nell'appartamento del suo amante) del secondo finiscono per esaurire completamente la pazienza del primo, che rompe la relazione. Sperimentando battute d'arresto simili anche sul fronte del lavoro (con gustosi interventi di Jean-Marc Barr e Laure Calamy nei panni rispettivamente di un cineasta ipocrita e di uno in crisi), Jérémie decide quindi di andarsene in campagna con la madre (Nathalie Baye), in occasione di una cerimonia per commemorare la morte del padre e per preparare la sua audizione. Ma anche questo ritorno alle origini non sarà facile...

Non esitando mai a prendere scorciatoie, o a lavorare sull'imprevisto e sulla fantasia fino al burlesco, l'intrigo ricco di peripezie di Garçon chiffon è tuttavia costruito in modo molto rigoroso (su una sceneggiatura scritta dall'attore-regista stesso). Soprattutto, il film, attingendo alle radici dell'infanzia (attraverso alcuni flashback minimali) e sciogliendo i nodi del patrimonio familiare (genitori separati), riesce a mantenere un sottile equilibrio tra la sua dimensione comica e il suo sapore malinconico e commovente, ai confini del dramma, sui temi della difficoltà di avere un'identità singolare e della ricerca della verità nella complessità. Perché, come dice il suo agente a Jérémie, "quando la ruota smette di girare, devi darle una mano".

Prodotto da CG Cinéma e coprodotto da Mother Production e High Sea Production, Garçon Chiffon è venduto nel mondo da Les Films du Losange, che guiderà l’uscita francese il 28 ottobre.

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(Tradotto dal francese)

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