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FILM / RECENSIONI Francia

Recensione: Tout simplement noir

di 

- Jean-Pascal Zadi e John Wax realizzano una commedia corrosiva, energica e politicamente scorretta, mescolando impegno e umorismo eccentrico, sul posto dei neri nella società francese

Recensione: Tout simplement noir
Fabrice Eboué e Jean-Pascal Zadi in Tout simplement noir

"Negli Stati Uniti, c'era Martin Luther King, in Sudafrica c'era Nelson Mandela. Se in Francia non c'è nessuno, ci sarà Jean-Pascal Zadi". Mentre il movimento internazionale Black Lives Matter e il suo corrispettivo in Francia con il comitato Adama Traoré imperversano sui giornali, l'uscita con Gaumont l'8 luglio nei cinema francesi di Tout simplement noir [+leggi anche:
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di Jean-Pascal Zadi e John Wax, arriva proprio al momento giusto. Commedia caustica sull'identità e il posto dei neri nella società francese, il film, che è un alieno rispetto agli standard della produzione cinematografica nazionale, passa al vaglio, facendo ricorso a una potente autoironia, alcune problematiche profondamente radicate, troppo spesso schivate o caricaturate, che vanno dal razzismo all'antirazzismo, passando per il comunitarismo, l'attivismo, la differenza e l'universale, l'umanesimo e l'estremismo.

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"Mi chiamo Jean-Pascal, ho 38 anni e sono arrabbiato perché la situazione dei neri in questo paese è catastrofica. Non siamo da nessuna parte, non siamo nei media, non siamo al cinema, non siamo in politica, e ho l'impressione che non dia fastidio a nessuno. Beh, a me dà fastidio. Ecco perché ho deciso di organizzare una grande marcia di protesta nera in Place de la République". Davanti alla cinepresa, J.P., attore che passa da un casting all’altro e piccola celebrità sui social network per i suoi controversi happening ("attivista o opportunista?") che denunciano la colonizzazione di massa, la spoliazione dell'Africa, il traffico di neri e la loro invisibilità in molti settori della vita culturale francese, si è dato una nuova missione: convincere le personalità influenti della sua comunità a partecipare al suo movimento. Il tutto sempre seguito da una piccola telecamera. Ma per quanto accattivante, J.P. è anche maldestro, megalomane ed egocentrico, e se il suo progetto viene accolto molto favorevolmente, il seguito sarà tutt’altro che facile...

Comici (Fary, Fadily Camara), rapper (Soprano), attori (JoeyStarr, Fabrice Éboué, Éric Judor, Lucien Jean-Baptiste, Claudia Tagbo, Lucien Jean-Baptiste, Ramzy Bedia, Jonathan Cohen, Mathieu Kassovitz, ecc.) e personalità emblematiche dello sport (Lilian Thuram, Vikash Dhorasoo) e dei media (Kareen Guiock) si sono prestati al gioco, nei loro ruoli, di questo mockumentary divertente e incisivo (anche istruttivo a volte). Sulla scia caotica di J.P. vengono demoliti con la stessa forza lo sguardo dei bianchi sui neri (provini che oscillano tra "spacciatore, stupratore, convertito all'Islam" e "non sei un africano d'Africa, sei un africano di Parigi"), le domande dei neri su se stessi (che dire dei meticci? Il confinamento volontario negli stereotipi razziali, militanza molto rigida o stranamente elastica, ecc.), i limiti dell'antirazzismo multiconfessionale ("gli imam non mi danno buone vibrazioni"), le tentazioni della notorietà e del denaro (un progetto di "commedia che rassicura i bianchi, del black cool"), le grandi cause e i loro piccoli compromessi molto meno gloriosi. Una catena di disavventure dinamiche, divertenti e acide, un film che non teme di parlare francamente con un piglio rinfrescante e senza pretese, e il cui messaggio positivo passa abilmente sotto l’apparenza sovversiva e burlesca, in linea con queste parole di Tupac Shakur: "Sappiamo che non cambieremo il mondo, ma se possiamo influenzare coloro che lo faranno, è già un bene".

Tout simplement noir è prodotto da Gaumont, che si occupa anche delle vendite internazionali.

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(Tradotto dal francese)

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