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AUBAGNE 2020

Recensione: The Goldfish

di 

- Con il suo primo lungometraggio, il regista tedesco di origine iraniana Alireza Golafshan firma una commedia molto simpatica sulla disabilità e l'evasione fiscale

Recensione: The Goldfish
Tom Schilling (centro) in The Goldfish

Grande successo al botteghino del suo paese, e dopo essere valsa ad Alireza Golafshan il Bavarian Film Award 2020 per il miglior regista giovane, la commedia tedesca The Goldfish [+leggi anche:
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è proiettata questa settimana nel concorso internazionale della 21ma edizione di Music & Cinema, Festival Internazionale del Film di Aubagne (organizzato online - leggi la news). Cogliamo l’occasione per salutare, in questo periodo di crisi sanitaria globale per il Covid-19, queste manifestazioni cinematografiche che continuano ad esistere, adattandosi a circostanze molto complicate. Ed è in un certo senso anche il caso di Oliver (interpretato da Tom Schilling), il personaggio principale di The Goldfish, una sorta di caricatura di bel giovanotto yuppie che lavora in finanza, destreggiandosi tra telefoni cellulari, riunioni e connessioni Wi-fi, appassionato di cucina giapponese, iper materialista, sbruffone, arrogante, impaziente e sempre di corsa al punto da schiantarsi contro un'auto all'inizio del film e risvegliarsi paraplegico: dovrà quindi abituarsi alla sua nuova vita come disabile, imparare a gestire i limiti e adattarsi a un ambiente molto diverso (compresi i suoi "colleghi" nel centro di riabilitazione). Ma non è così facile quando sei abituato a ottenere favori e soprattutto quando hai urgentemente bisogno di trovare un modo per recuperare il tuo malloppo, nascosto in una banca di Zurigo e messo a rischio da un'indagine condotta dalle autorità fiscali tedesche...

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Il tema della disabilità ha già ispirato molti film che flirtano più o meno apertamente, e in diversi stili, con la commedia (da Qualcuno volò sul nido del cuculo a Hors normes [+leggi anche:
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, passando per Forrest Gump, Quasi amici [+leggi anche:
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) in una cornice drammatica. The Goldfish non fa mistero delle sue intenzioni comiche, dando un sapore totalmente "cartoonesco" alle incredibili disavventure del gruppetto sgangherato che Oliver (inchiodato sulla sedia a rotelle) cerca di usare come copertura per passare senza problemi il confine svizzero-tedesco con i suoi 1,2 milioni di euro in piccoli tagli: Magda l'alcolista ceca e burbera (Birgit Minichmayr), Rainer soprannominato Rainman (Axel Stein) che si calma solo ascoltando Self Control di Laura Branigan, Franzi (Luisa Wollisch) che è ossessionata dai cavalli e da Taylor Swift, l'autistico Michi (Jan Henrik Stahlberg), l’autista Eddy (Kida Khodr Ramadan) che è dipendente dal poker online, e la dolce e simpatica educatrice Laura (Jella Haase). Inseguimenti, deliranti improvvisazioni al volante, shopping di lusso: per salvare i suoi soldi, Oliver in qualche modo guida le stravaganti personalità dei suoi compagni di viaggio, in un misto di esasperazione e manipolazione che viene costantemente rimessa in discussione, e in cui presto subentrerà l'affetto.

Scritta dal regista, la sceneggiatura di The Goldfish punta all'efficienza e non manca di evidenti scorciatoie (la terapia con i cammelli, la fiera che compare al momento giusto, ecc.), ma ciò non pregiudica in alcun modo un film che non cerca mai di prendersi (o di essere preso) per quello che non è. L’umorismo diretto è ben consegnato, gli interpreti svolgono brillantemente i loro ruoli archetipici e il tutto risulta semplice, dinamico, amichevole e divertente, piacevolmente accompagnato dalla musica composta da Carlos Cipa e Sophia Jani.

Prodotto da Wiedemann & Berg Film, in coproduzione con Deutsche Columbia Pictures Filmproduktion e Seven Pictures Film, The Goldfish è venduto all’estero da Beta Cinema.

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(Tradotto dal francese)

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