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BERLINALE 2020 Encounters

Recensione: Naked Animals

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- BERLINALE 2020: Il debutto di Melanie Waelde, che ha ottenuto una menzione speciale da parte della giuria del Premio alla miglior opera prima GWFF, si tuffa nei dolori della giovinezza

Recensione: Naked Animals
Michelangelo Fortuzzi e Marie Tragousti in Naked Animals

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di Melanie Waelde, presentato nella sezione Encounters della 70maa Berlinale. Grigio e noioso, almeno per cinque giovani che vivono in una città di provincia in Germania, in procinto di diplomarsi al liceo ma completamente persi. Non sanno cosa fare della loro vita, nemmeno chi sono veramente. La loro amicizia è l'unico rifugio dove si sentono al sicuro, protetti dai genitori che li maltrattano e da un futuro terrificante. Tuttavia, Katja (un'incredibile Marie Tragousti) sembra essere la prima a rendersi conto che la sua realtà silenziosa sta per sgretolarsi.

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La regista esordiente, che sembra si sia rifatta alla propria esperienza per scrivere la sceneggiatura, dimostra un grande talento nel generare atmosfere intime che non causano vergogna o semplice eccitazione. I suoi protagonisti si sentono a proprio agio con la vicinanza fisica, ridono con gusto e si toccano con una curiosità che non è sempre (o non ancora) puramente sessuale. I giovani attori, tra cui anche Sammy Scheuritzel, Michelangelo Fortuzzi, Luna Schaller e Paul Michael Stiehler, trasmettono questo legame alla perfezione, condividendo un bagno o accarezzandosi teneramente. Man mano che i loro corpi vengono coinvolti, ogni riferimento al mondo esterno viene riassunto in brevi scambi: "Non ti mancano i tuoi genitori?" - "No".

Presto diventa chiaro che il loro silenzio nasconde dei segreti di cui non vogliono parlare. Ma perché dovrebbero farlo? Dopo tutto, i loro amici sanno già tutto al riguardo. È proprio la loro vulnerabilità che li fa sembrare ancora più giovani. Soprattutto nel caso di Katja, apparentemente pietrificata davanti a qualsiasi cosa che assomigli lontanamente al sesso, al punto che il suo primo bacio "con un essere umano maschio" diventa un evento da festeggiare.

A questo punto, Waelde decide di abbandonare lo stile di altre opere come Kids (o il recente Euphoria), rifiutando di far cadere nel sensazionalismo i suoi personaggi adolescenti e vulnerabili. Piuttosto che immergersi in una spirale di comportamenti tossici e autolesionismo, i suoi protagonisti preferiscono giocare a riprodurre una casa con mobili abbandonati, parlare dei loro compiti a scuola o insegnare arti marziali (apparentemente il passatempo preferito di Katja), senza rinunciare a fumarsi qualche canna. Tuttavia, nonostante tutta questa tenerezza, il primo lungometraggio di Waelde non è particolarmente originale. Ma è probabile che il suo giovane cast vada molto lontano, come il personaggio di Tragousti, determinata ad andarsene da quel posto, fosse l'ultima cosa che fa.

Scritto da Melanie Waelde, Naked Animals è prodotto da Anja Wedell, della società tedesca Czar Film GmbH; le vendite internazionali sono a cura di Media Luna New Films UG.

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(Tradotto dall'inglese)

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