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BERLINALE 2020 Panorama

Recensione: Nardjes A.

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- BERLINALE 2020: Il vincitore al Certain Regard Karim Aïnouz realizza un documentario esperienziale che segue una giornata nella vita dell'attivista algerina Nardjes Asli

Recensione: Nardjes A.

Proiettato al Panorama del 70° Festival di Berlino, il documentario di Karim Aïnouz Nardjes A. [+leggi anche:
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segue la 26enne Nardjes Asli in una marcia di protesta in Algeria l'8 marzo 2019, Giornata internazionale della donna. Nardjes è un'attrice che vive a Bachdjerrah, un quartiere popolare di Algeri, e lavora part-time in un caffè-teatro. Suo padre era un comunista, cosa che lo ha messo nei guai, e questo fatto ci dà la sensazione che Nardjes sia nata per ribellarsi. È un personaggio con un fascino universale e il suo senso della moda non apparirebbe fuori posto a Londra o Parigi. La cosa più affascinante è la sua determinazione, astuzia e spinta a creare una società migliore. Tutto ciò la rende un canale ideale attraverso il quale raccontare la storia di Hirak ("movimento" in arabo), il movimento di protesta algerino nato il 16 febbraio 2019, quando il vecchio presidente Abdelaziz Bouteflika decise di candidarsi per un quinto mandato, violando così la Costituzione.

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La decisione della regista Aïnouz di concentrarsi su un giorno nella vita di Nardjes, dalla routine mattutina alla cena, e poi a ballare con gli amici di notte, con un po' di protesta in mezzo, è intelligente. Offre al pubblico un simbolo del futuro. Il vincolo temporale e i temi della vita che è più grande di noi stessi rimandano anche a Cleo dalle 5 alle 7 di Agnès Varda.

Il nuovo documentario del regista è sapientemente realizzato dal punto di vista tecnico, e ciò nonostante sia stato girato su uno smartphone. Molti sforzi sono stati fatti in post-produzione per dare al film un alto valore produttivo, in particolare con il sound design di Sebastian Morsch. Il primo momento in cui vediamo i manifestanti, il livello di decibel si alza, dando un senso della scala e delle dimensioni del movimento. Poi tutto si calma quando vediamo le preghiere del venerdì eseguite in strada, uno dei pochi momenti in cui Nardjes non è al centro della scena. Vuole dimostrare che la religione fa parte della società senza soffermarsi su di essa. Aïnouz fa cenno alla storia politica più ampia che ingloba ciò che stava accadendo in Algeria in quel momento senza mai entrare troppo nei dettagli. C'è un senso di gioia durante la manifestazione, anche quando è chiaro che il conflitto può divampare in qualsiasi momento.

Girare il film su uno smartphone è stato un modo per aggirare i tentativi di impedire alle organizzazioni giornalistiche ufficiali e ai cineasti di riprendere le proteste. La sera, il film cambia marcia, prima a tavola e poi in un club. Questi sono momenti di gioia e speranza. Il punto di forza del film è la sua qualità esperienziale: si ha l’impressione di essere nel cuore della manifestazione. Allo stesso tempo, vi è una costante impressione che i manifestanti stiano solo cercando un cambiamento strutturale che richiede che il ramo legislativo abbia un vero potere democratico legittimo, non una nuova filosofia politica. Mentre Nardjes sta ballando, altri stanno tramando per trasformare questo movimento a loro vantaggio? È un eccellente ritratto di un personaggio in una situazione estrema, ma l'incapacità di immergersi in profondità nella politica lo fa sembrare leggero, soprattutto se stai cercando una visione più ampia della situazione algerina in generale.

Nardjes A. è una coproduzione algerino-franco-tedesco-brasiliana guidata da MPM Film, Watchmen Productions, Show Guest Entertainment e Inflamãvel, in coproduzione con Canal Brasil. È stato sviluppato al workshop Final Cut di Venezia, e MPM Film si occupa delle vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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