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BERLINALE 2020 Berlinale Special

Recensione: Police

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- BERLINALE 2020: Nei panni di tre agenti di polizia, Virginie Efira, Grégory Gadebois e Omar Sy si confrontano con dubbi e domande, tra obbedienza e coscienza, nel nuovo film di Anne Fontaine

Recensione: Police
Grégory Gadebois, Virginie Efira e Omar Sy in Police

"Sono un bravo poliziotto o no?", "Non avremmo dovuto aprire la busta". Quando l'uniforme cade e l'umano nascosto sotto la corteccia dell'obbedienza agli ordini emerge, è molto difficile sapere cosa ne verrà fuori. È in questa zona grigia in cui si confondono problemi personali e professionali e dove i valori morali individuali si scontrano con il dovere, che Anne Fontaine si avventura con Police [+leggi anche:
trailer
intervista: Anne Fontaine
scheda film
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, presentato in proiezione speciale di gala alla 70ma Berlinale, prima della sua uscita in Francia il 1° aprile con StudioCanal.

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Questa immersione di 24 ore nel cuore di un commissariato di polizia parigino, con l’immigrazione clandestina e le espulsioni sullo sfondo, non era priva di rischi, viste le derive violente della polizia che hanno segnato il 2019 in Francia. Ma alla regista non manca l'esperienza: il suo acuto senso dell'essenziale, l’efficacia della messa in scena e della struttura narrativa, una restituzione raffinata ma credibile della professione di poliziotto e un eccellente trio di attori principali le permettono di non scivolare nel panegirico e di mantenere quasi perfettamente la sua linea abituale tra cinema d'autore e film popolare (deviando solo alla fine).

Scritta da Anne Fontaine e Clairé Barré dall'omonimo romanzo di Hugo Boris, la sceneggiatura inizia con una sapiente presentazione dei tre poliziotti protagonisti, che vivono la stessa giornata da tre angolazioni diverse. Virginie (Virginie Efira) è in piena crisi esistenziale, non ama più né suo marito né il suo bambino che le impedisce di dormire da 18 mesi e, per coronare il tutto, ha appena saputo di essere incinta e ha deciso di abortire. Il suo collega Aristide (Omar Sy), che si rivela il padre di questo bambino indesiderato, nasconde profondi problemi psicologici dietro la sua maschera sfacciata e scherzosa. Per quanto riguarda il rigido e alcolizzato Erik (un fantastico Grégory Gadebois), porta con sé una buona dose di amarezza alimentata da una vita di coppia in cui aggressività e sentimenti si mescolano caoticamente. Interrogare vigorosamente i manifestanti, recuperare i beni di una donna picchiata da un marito violento, raccogliere il cadavere di un bambino in un garage ascoltando sua madre che cerca di giustificarsi ("Amo mio figlio, volevo solo metterlo un po' al fresco"): la vita quotidiana dei poliziotti naviga nelle profondità di una miseria umana i cui dolori sono difficili da mantenere a distanza (a metà strada tra "non sono un eroe" e "non siamo qui a offrire aiuto umanitario"). E quando il trio del film si offre volontario (un incendio al centro di permanenza mobilizza il personale specializzato) per condurre un enigmatico migrante (Payman Maadi) all'aeroporto per essere espulso, tutte le tensioni accumulate si concentrano nell'auto, durante il viaggio, perché pare che "se ritorna nel suo paese, quest'uomo rischia la morte"...

Ritratto stilizzato e dinamico che riesce a riunire diverse problematiche grazie a una scienza consumata dalla mescolanza di realismo e impressionismo, Police si pone alla giusta distanza per studiare i tormenti emotivi di questi tre poliziotti e del loro prigioniero, i dilemmi, le fragilità, l’attesa soffocante, la comunicazione non verbale, la sfiducia, l’etica professionale e gli impulsi alla trasgressione, il punto di non ritorno... Un insieme complesso perfettamente controllato da Anne Fontaine (con in particolare un bel lavoro di Yves Angelo alla direzione della fotografia) fino a un tratto finale in cui il film purtroppo perde credibilità forzando la nota ottimista. Quello che probabilmente è il prezzo da pagare per un cinema popolare con un cast importante non rimette in discussione tutte le qualità precedenti, ma è comunque un peccato.

Prodotto da F Comme Film e Ciné@, Police è coprodotto da France 2 Cinéma, France 3 Cinéma, Korokoro, i belgi di Scope Pictures e StudioCanal, che guida anche le vendite internazionali.

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(Tradotto dal francese)

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