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TRIESTE 2020 WEMW

REPORT: When East Meets West 2020

di 

- Una panoramica dei progetti vincitori del forum di coproduzione che si è svolto durante l'edizione 2020 di When East Meets West a Trieste

REPORT: When East Meets West 2020
(Tutte le foto © Katja Goljat/Matjaz Rust)

La decima edizione di When East Meets West (WEMW) si è appena conclusa. Svoltasi durante il 31° Trieste Film Festival, dal 19 al 21 gennaio, la sezione industry era suddivisa anche quest’anno in tre sezioni principali: il forum di coproduzione, con 22 progetti di fiction e documentari in sviluppo; Last Stop Trieste, per documentari in fase di montaggio avanzato; e This Is IT, una sezione di work-in-progress prodotti o coprodotti da società italiane. L'evento includeva anche First Cut Lab, un programma riservato ai lungometraggi di fiction in fase di montaggio, e la vetrina First Cut+, i cui premi sono stati annunciati in precedenza (leggi la news).

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Qui, Cineuropa presenta i sette progetti vincitori del forum di coproduzione di WEMW. Per le sezioni laterali competitive, puoi leggere la news sui vincitori qui.

Film Centre Serbia Development Award

Women Do CryMina Mileva, Vesela Kazakova (Bulgaria)
Il secondo lungometraggio di finzione del duo di registi bulgaro Mina Mileva e Vesela Kazakova, il cui film d’esordio, Cat in the Wall [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Mina Mileva, Vesela Kazakova
scheda film
]
, è stato presentato a Locarno lo scorso anno, è basato su una storia vera e segue tre sorelle e tre nipoti che formano una famiglia tutta al femminile che ruota attorno al padre. Le figlie, che sono sostenute finanziariamente dal loro papà, sono state testimoni della sua aggressione nei confronti della loro defunta madre e lo pressano emotivamente, mentre cercano di opporsi alle nozioni di "madre" e "donna" in una società in cui "genere" è una parola sconosciuta. Il film è scritto dai registi ed è prodotto dalla loro società con sede a Sofia, Activist38.

Flow Postproduction Award

StrandzhaPepa Hristova (Germania/Bulgaria)
Il documentario d’esordio del bulgaro residente in Germania e noto fotografo Pepa Hristova è ambientato tra le montagne di Strandzha, confine naturale tra Bulgaria e Turchia. In quella terra scarsamente popolata e in una delle ultime foreste primordiali europee si incrociano antichi rituali, nazionalismo, migrazione e anarchia, mentre il cupo passato si fonde con le minacce moderne in una terra sconosciuta all'Occidente. Scritto da Hristova, il documentario è coprodotto da Julia Cöllen per la Fünferfilm di Amburgo e Martichka Bozhilova per la bulgara Agitprop.

EAVE Producers’ Workshop Scholarship

Ion Gnatiuc, di Niste Filme (Moldavia), per il progetto Electing Miss Santa di Raisa Razmerita
Electing Miss Santa è il documentario d'esordio della regista moldava Raisa Razmerita. Scritto da lei e dal produttore Ion Gnatiuc, il film segue una donna di 42 anni di un piccolo villaggio moldavo che decide, contro il volere della sua famiglia, di candidarsi come sindaco in un paese dove le elezioni presidenziali vengono generalmente vinte grazie ai discorsi misogini.

Marché du Film Producers Network

Ivan Đurović, di Artikulacija Film (Montenegro), per il progetto Valley of Monuments di Srđan Vuletić
Il terzo film del regista bosniaco Srđan Vuletić’s (It's Hard to Be Nice), Valley of Monuments, è una storia di formazione di una giovane ragazza, Hana, che crede di vivere il giorno più bello della sua vita, quando il ragazzo di cui è segretamente innamorata, la star di YouTube Mario, la invita a fare un'escursione per girare un video. Ma quel giorno, il padre di Hana muore. Scritto e coprodotto dal regista, il film è prodotto da Ivan Đurović, Marija Vlahović e Nikolina Vucetic Zecevic per Artikulacija Film, ABA Film, Refresh Production e Biberche Production.

Isabella Karhu, di Danish Bear Productions (Finlandia), per il progetto The Last Misfits by the Golden River di Juho-Pekka Tanskanen
Il secondo lungometraggio documentario creativo del regista finlandese Juho-Pekka Tanskanen (Waiting for Barcelona [+leggi anche:
trailer
scheda film
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) è ambientato nel deserto della Lapponia settentrionale e segue gli anni crepuscolari dei minatori che vivono lì isolati. Con nient'altro che un vecchio televisore come unico messaggero di notizie dal mondo esterno, i protagonisti cercano di sfruttare al meglio le ultime vestigia del loro peculiare stile di vita.

EWA European Women’s Audiovisual Network Award

Irene’s WorldMery Aghakhanyan (Armenia)
Il primo lungometraggio di finzione della regista armena Mery Aghakhanyan, attualmente al lavoro sul suo documentario di debutto, Inhabitants, è ambientato in un piccolo villaggio dove la quindicenne Irene scopre che il suo ventre sta crescendo e non ne conosce la causa. Quando gli abitanti del villaggio decidono di farla sposare contro la sua volontà, Irene scompare senza lasciare traccia; poco dopo, però, donne e uomini iniziano improvvisamente a rimanere incinta. Scritto da Aghakhanyan, il film è prodotto da Victoria Aleksanyan per la Hoshkee Film di Yerevan.

Pop Up Film Residency Award

Ordinary FailuresCristina Groșan (Repubblica Ceca)
La regista e artista visiva ungherese-rumena Cristina Groșan è attualmente in post-produzione con il suo film d'esordio, Things Worth Weeping For, e Ordinary Failures è il suo secondo progetto. Quando una serie di misteriose esplosioni si verificano in una grande città, la vita di tre donne, sconosciute fra loro e di generazioni diverse, si intersecano e si trasformano irreversibilmente. Scritto da Klára Vlasáková, il film è prodotto da Marek Novák per società ceca Xova Film.

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(Tradotto dall'inglese)

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