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FILM / RECENSIONI Italia

Recensione: Figli

di 

- L’ultimo film scritto da Mattia Torre è una commedia agrodolce sull’essere genitori oggi in Italia, un’opera di grande intelligenza e originalità, con l’inedita coppia Mastandrea-Cortellesi

Recensione: Figli
Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea in Figli

L’estate scorsa se n’è andato, ad appena 47 anni, uno degli autori più brillanti del cinema italiano, Mattia Torre. Tra le sue opere scritte e dirette con i sodali Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo ci sono Boris [+leggi anche:
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(la serie e il film) e Ogni maledetto Natale [+leggi anche:
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, e poi c’è quel piccolo gioiello per la tv, la serie in otto episodi La linea verticale, in cui lo sceneggiatore, commediografo e regista romano raccontava la sua malattia e la sua tragicomica degenza in ospedale, con protagonista Valerio Mastandrea. Oggi esce nelle sale italiane un film di Mattia Torre, l’ultimo: è Figli [+leggi anche:
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, da lui interamente scritto ma diretto da Giuseppe Bonito, lunga carriera come aiuto regista e autore di Pulce non c’è [+leggi anche:
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, scelto da Torre come suo “regista di sostegno” quando ha capito che lui, fisicamente, non lo poteva più fare.

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Affiancato dall’impeccabile Paola Cortellesi, spetta ancora una volta a Valerio Mastandrea la parte dell’alter ego di Torre in questa commedia acuta e molto personale che ruota attorno a un tema molto semplice: fare figli oggi in Italia. Fare il secondo figlio, per essere più precisi. Sara e Nicola, lei ispettrice sanitaria nei ristoranti, lui gestore di una salmoneria, sono sposati, pagano l’affitto di casa e hanno una figlia di sei anni, tranquilla e serena, che portano alle loro cene con gli amici. Il loro equilibrio viene stravolto dall’arrivo del secondo figlio, perché in questi casi “1 più 1 non fa 2, fa 11”, l’amore si moltiplica, sì, ma anche la fatica. Notti insonni, pianti a tutte le ore (qui, “per convenzione”, gli strilli del bimbo sono puntualmente coperti dalla Patetica di Beethoven, una delle trovate più geniali del film), nonni egoisti e baby-sitter improbabili contribuiscono a rendere la vita della coppia un inferno, mentre gli impegni legati alla primogenita (tra cui una drammatica quanto imperdibile cena di Carnevale con i compagni di classe) si fanno sempre più pressanti.

Il dono di Torre è quello di guardare alle cose anche più piccole della vita con ironia e partecipazione allo stesso tempo, con affettuosa cattiveria, e senza perdere di vista il quadro generale, il contesto in cui tutto avviene, in questo caso un paese sempre più ostile verso chi vuole mettere al mondo dei figli, un “paese di vecchi e per vecchi” dove la generazione dei nonni – i pensionati di oggi, classe privilegiata – si è mangiata tutto, si fa ampiamente gli affari suoi e pensa a godersi la vita senza nipoti capricciosi tra i piedi. “Dobbiamo stare uniti” è il mantra che si ripetono i due protagonisti che non possono contare sull’aiuto di nessuno (e a fare di più, si sa, è la donna). Il film racconta come questa unione invece vacilli – niente favole – e lo fa con leggerezza e originalità, alternando la stretta realtà con momenti surreali (vedi il ricorrente salto fuori dalla finestra per uscire velocemente da situazioni esasperanti), slanci d’affetto e piccole meschinità. L’identificazione scatta immediata, che si abbiano uno, due o più figli, o anche nessuno, perché è di come far fronte agli scossoni della vita che qui si parla. Un film schietto, umano, credibile anche nei suoi aspetti più grotteschi, e molto molto divertente.

Figli è una produzione Vision DistributionWildside e The Apartment. Il film esce nelle sale italiane il 23 gennaio distribuito in oltre 400 copie da Vision Distribution.

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