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IFFR 2020 Concorso Tiger

Recensione: Kala azar

di 

- Nel suo film d'esordio, Janis Rafa dimostra che non c'è bisogno di Mad Max per essere post-apocalittici

Recensione: Kala azar
Penelope Tsilika in Kala azar

Guardare un film che porta il nome di una malattia parassitaria cronica e potenzialmente letale non sembra l'idea migliore per passare un divertente venerdì sera. Ma il debutto di Janis Rafa, Kala azar [+leggi anche:
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, con cui partecipa alla 49ma edizione dell’International Film Festival Rotterdam, riesce a provocare reazioni completamente diverse da febbre, perdita di peso o insufficienza renale. Tuttavia, il film avrebbe potuto beneficiare di uno stile visivo più personale, giacché in alcuni momenti sembra una versione poco ispirata di Cormac McCarthy (se questo si fosse interessato di più agli animali).

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La coppia protagonista ha un'occupazione piuttosto insolita: raccogliere animali domestici morti in strada per incenerirli nel loro crematorio. Successivamente, trasmettono le loro condoglianze ai proprietari afflitti e chiedono loro di compilare i relativi moduli, assicurando che "ogni animale viene incenerito individualmente". La coppia non discrimina quando si tratta di recuperare animali, raccogliendo anche pesci se necessario. Lo spettatore non conosce mai veramente il motivo delle loro azioni, poiché la loro storia e la natura della loro relazione non sono spiegate apertamente nel film. Nonostante ciò, una volta superato questo limite informativo, riusciamo a connetterci molto di più con i protagonisti a quattro zampe. In effetti, il film inizia con scene in cui vediamo attraverso gli occhi di questi animali, da un punto di vista limitato, qualcosa che anche Elsa Kremser e Levin Peter hanno recentemente provato a fare in Space Dogs [+leggi anche:
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. Un film che non dimenticheremo facilmente.

Ma Rafa non cerca l’effetto. La regista affronta il tema con grande sensibilità, così come il personaggio di Penelope Tsilika (un'attrice che vorremmo vedere più spesso in altri progetti), che raccoglie delicatamente gli animali morti che trova durante i suoi viaggi. Tutto ciò rende Kala azar molto più malinconico di quanto si possa immaginare. Il film è pieno di personaggi solitari che hanno solo la compagnia dei loro animali, che non sono in grado di lasciar andare quando è il momento di dirsi addio. La storia in sé può sembrare un po' confusa, ma Rafa dimostra una grande capacità di generare atmosfere e stati d'animo, mostrando un mondo post-apocalittico e desertico che si sgretola nel modo meno spettacolare, con i cani che abbaiano costantemente in sottofondo. Senza menzionarla esplicitamente, la morte sembra nascondersi in ogni angolo del film.

Scritto da Janis Rafa, Kala azar è una coproduzione olandese-greca guidata da Digna Sinke, Konstantinos Kontovrakis e Giorgos Karnavas per SNG Film (Studio Nieuwe Gronden) e Heretic - Creative Producers. Le vendite sono gestite da Ioanna Stais, e della distribuzione nei Paesi Bassi si occupa Gusto Entertainment.

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(Tradotto dall'inglese)

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