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LES ARCS 2019

Recensione: Nocturnal

di 

- L'italiana Nathalie Biancheri firma un debutto promettente con un film di finzione britannico che rivela numerose qualità registiche

Recensione: Nocturnal
Lauren Coe in Nocturnal

"C'era un uomo che ti aspettava fuori casa questa mattina". Quando tua figlia ha 17 anni, è nel mezzo di una crisi adolescenziale e ti parla a malapena, e l'individuo in questione è un trentenne con un aspetto relativamente poco invitante, c'è qualcosa di cui preoccuparsi un po'. È attorno a questo ambiguo incontro transgenerazionale, come all'intersezione di due traiettorie lineari perpendicolari, nei nodi complessi di desiderio e affetto, segreti e incomprensioni, che si articola la produzione britannica Nocturnal [+leggi anche:
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, il promettente primo lungometraggio dell'italiana Nathalie Biancheri, proiettato in anteprima francese nella sezione Hauteurs dell'11° Les Arcs Film Festival dopo essere stato presentato al London Film Festival.

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Immersa sulle coste dello Yorkshire in un mondo grigio abbastanza tipico del cinema realistico della "working class" inglese, la sceneggiatura scritta dalla regista con Olivia Waring sviluppa sul filo della suspense una relazione che si instaura tra due solitudini. Tornata a vivere nella regione della madre single dopo un'infanzia in Irlanda, la giovane Laurie (Lauren Coe) ha difficoltà a trovare il suo posto nel suo nuovo ambiente scolastico. Accolta piuttosto freddamente dai suoi compagni di classe, si rifugia in un duro allenamento sulla pista di atletica dove la nota Pete (Cosmo Jarvis), una personalità piuttosto riservata che si mantiene facendo delle riparazioni qua e là e che si sta separando dalla sua ragazza. Gli sguardi intensi e ripetuti dell'uomo turbano la ragazza che finisce per accettare di uscire a bere con Pete senza che lui approfitti della situazione. Si instaura così una strana amicizia amorosa, a base di uscite notturne, birre ed ecstasy, passeggiate sulla spiaggia o in paesaggi iperindustriali. Ma Laurie è sempre più intraprendente e Pete sempre più sfuggente...

Giocando sull'impatto oscuro della presenza fisica piuttosto grezza del personaggio di Pete e su un clima generale di tensione e di tormenti contenuti, Nathalie Biancheri lavora abilmente su una tela narrativa classica, ritardando al massimo gli elementi di chiarificazione della trama che porteranno il film in una logica completamente diversa nel suo ultimo terzo. Ma al di là di questa costruzione astuta e l'interpretazione ideale di Cosmo Jarvis (che conferma il suo talento dopo il suo ruolo in The Young Lady [+leggi anche:
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) e di Lauren Coe, ben supportati in particolare da Sadie Frost e Amy Griffiths, Nocturnal dimostra in particolare le molte qualità di una regista che sa bene da chi circondarsi. Dotata di un innegabile senso delle atmosfere e della precisione realistica, la regista sfrutta appieno lo splendido lavoro del direttore della fotografia polacco Michal Dymek (già apprezzato per Dolce Fine Giornata [+leggi anche:
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intervista: Jacek Borcuch
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, My Friend The Polish Girl [+leggi anche:
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e Supernova [+leggi anche:
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) e della musica altamente suggestiva composta dall'australiano Aaron Cupples (che ha già brillantemente lavorato ai documentari Island of The Hungry Ghosts [+leggi anche:
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e La scomparsa di mia madre [+leggi anche:
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). Una capacità di aggregazione di talenti che fa di Nathalie Biancheri una cineasta da tenere bene d’occhio e della quale stiamo già aspettando con curiosità la prossimo opera, Wolf.

Prodotto da Rickshaw Entertainment con MOR Productions e Resolve Media, Nocturnal è venduto da Urban Distribution International.

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(Tradotto dal francese)

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