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FILM / RECENSIONI Belgio / Paesi Bassi

Recensione: Binti

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- La regista-sceneggiatrice Frederike Migom si focalizza sugli immigrati senza documenti in Belgio in questo film affascinante e politicamente impegnato rivolto ai bambini

Recensione: Binti
Bebel Tshiani Baloji in Binti

Il film d'esordio della sceneggiatrice e regista Frederike Migom, Binti [+leggi anche:
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, ha già raccolto numerosi trofei, tra cui l'European Children's Film Association Award a Tallinn Black Nights e il miglior film per bambini al Cinekid Amsterdam. Continuando il suo bel percorso, sarà proiettato nella sezione Kids del Sundance Film Festival a gennaio del prossimo anno, dove sarà presentato in anteprima americana.

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È facile capire perché questo film abbia incantato giurie e pubblico. I temi sono incisivi – famiglie distrutte, immigrazione ed estinzione di animali – eppure la storia è raccontata in uno stile contemporaneo, pieno di fascino e in un modo che evidenzia i problemi senza essere pesante. Il fatto che riesca a essere un grande film sia per i bambini che per gli adulti dipende dall'eccellente sceneggiatura. Le immagini sono notevoli per l'esplosione di colori nei costumi e nelle scenografie, che mantengono le cose leggere, anche quando la storia si fa più cupa.

La star dello show è Bebel Tshiani Baloji, che interpreta la Binti del titolo. Vediamo per la prima volta Binti in uno stato di felicità, avendo appena raggiunto il suo millesimo abbonato al suo canale YouTube. Sogna di essere popolare quanto la presentatrice belga Tatyana Beloy, che interpreta se stessa. Ma quando la polizia irrompe nello squat dove vivono, Binti e suo padre congolese, Jovial (Baloji), scappano perché risiedono in Belgio senza documenti legali. La coppia ha una grande chimica sullo schermo, il che non sorprende, dato che sono padre e figlia anche nella vita reale. Baloji è un rapper, poeta e regista nato a Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo) e cresciuto in Belgio. Il cast rafforza l'attualità del tema, per chi conosce la saga della vita reale del musicista. La coppia porta anche una notevole quantità di carisma nei rispettivi ruoli.

Sono accolti da una famiglia belga che sta attraversando i suoi problemi. Elias (Mo Bakker) ha difficoltà ad accettare la separazione dei suoi genitori biologici. Trascorre molto tempo nella sua casa sull'albero, da dove guida una campagna per salvare l'okapi. Elias è arrabbiato per il fatto che sua madre Christine (Joke Devynck, un'attrice che è stata candidata per il Green Party) abbia iniziato una nuova relazione con un vicino altolocato, Floris (Frank Dierens).

La trama si sviluppa in modo prevedibile, con i bambini che hanno l'idea di cercare di far sposare padre e madre in modo che Binti possa ottenere la residenza. Tuttavia, il concetto che ci voglia l'amore per fare un matrimonio e farlo funzionare è un grande ostacolo al loro piano.

È un film divertente da guardare. Alcune delle migliori scene vedono Binti nello studio di fashion design di Christine, Jovial che impara a ballare per la raccolta fondi in aiuto degli okapi, e una cena molto piccante.

Nonostante sia rivolto al pubblico giovane, Migom non nasconde la serietà dell'argomento. La polizia è una minaccia sempre presente, con l’ombra dell’espulsione che incombe sulla famiglia tutto il tempo. È un debutto eccellente, a dimostrazione del fatto che l'adagio sul non lavorare con i bambini al cinema è sbagliato quando ci si prende cura dei giovani attori. È una combinazione perfetta tra un soggetto pesante e un tono spensierato, che merita tutti i suoi applausi.

Binti è prodotto dalla belga Bulletproof Cupid e l’olandese Family Affairs, ed è coprodotto dalla compagnia belga Kwassa Films. Il film è distribuito in Belgio da Le Parc e JEF, mentre le sue vendite internazionali sono guidate da Level K.

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(Tradotto dall'inglese)

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