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TORINO 2019

Il cinema di genere protagonista al 37° Torino Film Festival

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- Dal 22 al 30 novembre saranno proiettati a Torino 149 lungometraggi, con una personale dedicata a Teona Strugar Mitevska e una retrospettiva sul cinema horror classico

Il cinema di genere protagonista al 37° Torino Film Festival
El hoyo di Galder Gaztelu-Urrutia

Si aprirà con Jojo Rabbit [+leggi anche:
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di Taika Waititi, satira sferzante sul nazismo con protagonista un bambino che ha come amico immaginario Adolf Hitler, la 37ma edizione del Torino Film Festival, che si terrà dal 22 al 30 novembre all’insegna del cinema di genere, in particolare l’horror. Un ricco programma di 149 lungometraggi, di cui 44 opere prime e seconde, 45 anteprime mondiali, 28 internazionali e 64 italiane, con titoli provenienti da tutto il mondo e una vasta selezione europea.

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Tra i 15 film del concorso Torino 37, riservato a opere prime, seconde e terze che saranno valutate da una giuria presieduta da Cristina Comencini, spiccano Le Choc du futur [+leggi anche:
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, primo lungometraggio di Marc Collin (co-fondatore dei Nouvelle Vague) ambientato nel mondo della electro music a Parigi nel 1978; il film distopico spagnolo El hoyo [+leggi anche:
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intervista: Galder Gaztelu-Urrutia
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di Galder Gaztelu-Urrutia; il coming-of-age tedesco in ambito musicale Prélude [+leggi anche:
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di Sabrina Sarabi; Pink Wall [+leggi anche:
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, debutto alla regia dell’attore gallese Tom Cullen, storia di una coppia attraverso sei momenti della loro relazione. E poi ancora, l’opera seconda di Hlynur Pálmason A White, White Day [+leggi anche:
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intervista: Hlynur Pálmason
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; la produzione americana diretta da due italiani, Riccardo Spinotti e Valentina De Amicis, Now Is Everything, tra Lynch e Malick, con Ray Nicholson (figlio di Jack); e l’italiano Il grande passo [+leggi anche:
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di Antonio Padovan, con Giuseppe Battiston e Stefano Fresi nei panni di due fratelli, che, secondo la direttrice del Torino Film Festival Emanuela Martini, richiama i luoghi e la malinconia di Carlo Mazzacurati.

Tra i 25 titoli della sezione Festa mobile, italiani sono il nuovo film di Gianni Di Gregorio, Lontano lontano [+leggi anche:
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, su tre pensionati che sognano di scappare in un paese esotico, con Ennio Fantastichini nel suo ultimo ruolo; il docufilm su Frida Kahlo Frida viva la vida [+leggi anche:
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di Giovanni Troilo, narrato da Asia Argento; il mediometraggio Colpiti al cuore di Alessandro Bignami, viaggio nel cinema italiano negli anni della strage di piazza Fontana; Magari [+leggi anche:
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di Ginevra Elkann, Mi chiamo Altan e faccio vignette di Stefano Consiglio, Nour [+leggi anche:
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di Maurizio Zaccaro, con protagonista il medico di Lampedusa Pietro Bartolo (reso famoso da Fuocoammare [+leggi anche:
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intervista: Gianfranco Rosi
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), qui incarnato da Sergio Castellitto, e il titolo italo-rumeno Simple Women [+leggi anche:
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di Chiara Malta, con Jasmine Trinca. Si segnalano inoltre Beats [+leggi anche:
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di Brian Welsh, The Whistlers [+leggi anche:
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intervista: Corneliu Porumboiu
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di Corneliu Porumboiu, Mientras dure la guerra [+leggi anche:
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intervista: Alejandro Amenábar
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di Alejandro Amenábar, e gli ultimi due film di Abel Ferrara, Tommaso [+leggi anche:
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intervista: Abel Ferrara
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e The Projectionist.

In After Hours, tra i 17 film proposti che spaziano dalla commedia all’horror e alla sci-fi, Letto n. 6 di Milena Cocozza, prodotto dai Manetti Bros., il surreale Paradise [+leggi anche:
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di Davide Del Degan, il poliziesco Un confine incerto di Isabella Sandri, e ancora, The Lodge [+leggi anche:
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di Severin Fiala e Veronika Franz, The Barefoot Emperor [+leggi anche:
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intervista: Jessica Woodworth
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di Jessica Woodworth e Peter Brosens, e l’austriaco The Children of the Dead [+leggi anche:
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intervista: Kelly Copper e Pavol Liška
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di Kelly Copper e Pavol Liska, horror muto ambientato nel Tirolo con nazisti ed ebrei zombi.

Oltre alla sezione documentari (TFFdoc), dove spicca il tema del rapporto dell’uomo con il paesaggio, e quella dedicata ai film più sperimentali (Onde), torna anche la selezione di film del TorinoFilmLab, con 7 titoli prodotti nell’ultimo anno dal laboratorio torinese di sviluppo lungometraggi e serie tv internazionali.

Guest Director di questa edizione è Carlo Verdone, che presenterà cinque film del cuore, tra cui Divorzio all’italiana di Pietro Germi e Oltre il giardino di Hal Ashby. Si segnalano infine la personale dedicata a Teona Strugar Mitevska (God Exists, Her Name is Petrunya [+leggi anche:
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intervista: Labina Mitevska
intervista: Teona Strugar Mitevska
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), secondo Martini “una delle figure giovani più interessanti del cinema europeo”, e la retrospettiva “Si può fare! L’horror classico, 1919-1969” composta da 35 titoli. Ed è proprio all’icona del cinema horror, l’attrice britannica Barbara Steele, che andrà il Gran Premio Torino 2019.

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