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TRIESTE SCIENCE+FICTION 2019

Recensione: Blood Bags

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- Il lungometraggio d'esordio dell'esperto Emiliano Ranzani è un atto d'amore per il cinema di maestri come Dario Argento e Lucio Fulci, con uno sguardo al genere slasher movie

Recensione: Blood Bags
Enrica De Pace in Blood Bags

La malattia di Gunther. Una rara forma di porfiria eritropoietica, cioè una malattia del sangue ereditaria che tra i vari sintomi include una estrema sensibilità alla luce. "Si crede sia all'origine del mito del vampiro". Blood Bags, in anteprima mondiale al Trieste Science+Fiction Festival è dunque un film di vampiri? Non proprio. Il primo lungometraggio di Emiliano Ranzani, scritto con Davide Mela, è un elegante atto di ossequio al cinema di Dario Argento e Lucio Fulci, con una strizzata d'occhio agli slasher movies del John Carpenter di Halloween, Wes Craven, soprattutto Tobe Hooper. Quest'ultimo viene in mente guardando Blood Bags per la sua caratteristica "familiare" che lo accomuna soprattutto a Non aprite quella porta del maestro scomparso due anni fa. Nel film di Ranzani, la "creatura" viene tenuta nascosta agli occhi del mondo dal fratello Vittorio (Alberto Sette), che amorevolmente lo rifornisce con costanza di sacche di sangue (da cui il titolo) prelevate dalle vene di una prostituta in cambio di denaro. E questo per impedire che il fratellone affetto da Gunther disease vada in giro a procurarsi il sangue squarciando le gole di ignari donatori.

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La vicenda si svolge a Torino che ricordiamo è una delle città del triangolo della magia nera (con Londra e San Francisco), il luogo in cui Dario Argento ha girato alcuni dei suoi capolavori, da Il gatto a nove code, a Quattro mosche di velluto grigio, a Profondo Rosso. Nell'antico palazzo in cui vive il mostro di Blood Bags, rimangono rinchiusi in rapida successione il ladro Alex (Emanuele Turetta), il cui compagno è stato subito sgozzato con un coltellone, la studentessa americana Tracy (Makenna Guyler) in cerca di location per scattare foto, con l'amica Petra (Marta Tananyan), un poliziotto (Salvatore Palombi). Ci sono inseguimenti nei corridoi e coltellate, si, ma soprattutto sequenze più sofisticate e meno slasher (come quelle oniriche che trasformano un carillon-ballerina in un mostro) che rimandano ad un cinema anni Ottanta con un sottotesto che ci parla dei legami di sangue.

Ranzani, che è stato coinvolto nel 2011 da Richard Stanley nella sceneggiatura di un episodio dell'antologico The Theatre Bizzarre, è un ottimo artigiano dell'horror che ci auguriamo possa in futuro elaborare una scrittura più originale, altrimenti la faccenda degli "omaggi ai maestri" rischia di diventa il pretesto per rimanere ancorati al passato, senza cercare nuove idee e sangue fresco.

Blood Bags è prodotto da Grey Ladder, la distribuzione internazionale è affidata alla britannica Devilworks che ha recentemente venduto i diritti del film a High Octane Picture per il Nordamerica, territorio che si aggiunge a Taiwan, India, Germania, Austria e Svizzera, Benelux, Scandinavia, Spagna, Italia (la piattaforma on demand CG Digital).

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