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GDYNIA 2019

Recensione: The Iron Bridge

di 

- Il triangolo amoroso tra un capocantiere, sua moglie e il suo migliore amico è il punto di partenza di questo dramma inquietante che si rivela essere un racconto agghiacciante dell'anima umana

Recensione: The Iron Bridge
Łukasz Simlat in The Iron Bridge

La regista-sceneggiatrice debuttante Monika Jordan-Młodzianowska ha lavorato per molti anni come direttrice casting. La sua esperienza nella comprensione del comportamento umano e la sua conoscenza della tavolozza emotiva che un attore può portare a un ruolo è uno dei pilastri del suo agghiacciante ed elegante film The Iron Bridge [+leggi anche:
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, presentato in anteprima al Polish Film Festival di Gdynia. Mentre la premessa può sembrare banale, tutto ciò che segue non lo è.

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Ecco Kacper (Bartłomiej Topa), un caposquadra in una miniera di rame, innamorato di Magda (la Julia Kijowska di Nina [+leggi anche:
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), moglie del suo amico e collega Oscar (il Łukasz Simlat di United States of Love [+leggi anche:
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). Quando vediamo Kacper per la prima volta, è portatore di cattive notizie: Oscar è intrappolato nella miniera. Nessuno lo ha visto andare laggiù e nessuno sa dove potrebbe essere sepolto – o se sia ancora vivo. La missione di salvataggio è in corso, e Kacper suggerisce di perforare pozzi esplorativi per localizzare il suo amico disperso. Nel frattempo, sia lui che Magda stanno cercando di capire come questa tragedia influenzerà la loro relazione e se la loro ricerca di Oscar sia motivata dall'amore o dal senso di colpa.

Man mano che la storia avanza, l'atmosfera si fa sempre più densa e soffocante, come se qualcuno succhiasse ossigeno dallo schermo. Il trio di attori principali ha una presenza pulsante, sebbene raramente permettano ai loro personaggi di esplodere, il che aggrava solo la sensazione di claustrofobia. Jordan-Młodzianowska intreccia eventi passati (principalmente l'inizio della relazione clandestina) con eventi attuali al fine di ritrarre il coinvolgimento psicologico dei suoi personaggi. Vivono nel passato e, indipendentemente da ciò che faranno da ora in poi, le loro scelte proietteranno sempre lunghe ombre su di loro.

Dato che The Iron Bridge è principalmente una storia sull'invisibile (l'anima, la coscienza e la psiche), il suono e la musica assumono qui un significato cruciale. I toni e i rumori carichi di terrore sono opera di Dreamsound Studio (Body [+leggi anche:
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, 1983, Corpus Christi [+leggi anche:
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), mentre la musica suona in qualche modo familiare con le sue note scure e agghiaccianti. Non è un caso: il compositore è Andrey Dergachev, collaboratore di lunga data di Andrey Zvyaginstev, maestro nell’esplorazione delle anime umane. Dergachev ha creato i suoni per Loveless [+leggi anche:
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, Leviathan
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ed Elena, e ha musicato anche quest'ultimo film. Realizzare con successo un film così profondo e cinematografico partendo da una storia piuttosto banale dimostra che l'esordiente Jordan-Młodziankowska è una regista matura, efficace ma modesta, le cui prossime opere sono da tenere d’occhio.

The Iron Bridge è prodotto da Anna Wereda e Karol Wożbiński per Autograf Karol Wożbiński, e coprodotto da TVP (l’emittente pubblica polacca), Filmoteka Narodowa - Instytut Audiowizualny, Orka, Dreamsound e MX35. IKH Picture Promotions gestisce le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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