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TORONTO 2019 Galas

Recensione: True History of the Kelly Gang

di 

- L'adattamento di Justin Kurzel del romanzo di Peter Carey, vincitore del Booker Prize, è un'opera immaginaria sulla vita e i crimini dell'australiano vissuto nel XIX secolo Ned Kelly

Recensione: True History of the Kelly Gang
Orlando Schwerdt ed Essie Davis in True History of the Kelly Gang

Siamo in Australia, nel 1867, e i titoli ci informano: "Nulla di ciò che stiamo per vedere è vero". Questo perché l'adattamento di Justin Kurzel del romanzo vincitore del Premio Booker di Peter Carey, come il libro stesso, è una ricostruzione immaginaria della vita e dei crimini dell'australiano del XIX secolo Ned Kelly. Presentato come proiezione di gala al Toronto Film Festival, True History of the Kelly Gang [+leggi anche:
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è un invito in un mondo di personaggi sfrenati e cavalli pazzi, raccontato come un fantastico horror psicologico in tre parti.

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È un'esperienza viscerale che sfida le nozioni di verità. L'australiano Kurzel combina i problemi familiari del suo dramma Snowtown del 2011 con l'atmosfera inquietante del suo film in concorso a Cannes del 2015 Macbeth [+leggi anche:
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. Ci sono accenni di Stanley Kubrick, con la sua enfasi sul tumulto emotivo e un protagonista centrale picaresco.

Ad accompagnare le immagini c'è una colonna sonora che include l'inno dei Sex Pistols "God Save the Queen" e una canzone diegetica chiamata "Constable C ** t". La musica crea un'atmosfera punk, abbinando la stravaganza della gang con l'atteggiamento accusatorio verso l'autorità.

È una storia di primi amori, rivalità spezzata e amicizie intime. I membri della gang hanno guadagnato denaro boxando con lo stesso entusiasmo mostrato dal moderno combattente di arti marziali irlandese Conor McGregor. I sentori di omoerotismo nelle scene di combattimento e l’ossequio alla bellezza del corpo riecheggiano il Fight Club di David Fincher.

In un film pieno di sorprese, c'è persino un cameo di Russell Crowe, che interpreta il mentore criminale di Ned nella sezione di apertura, "Boy". La straordinaria presenza sullo schermo di Crowe ci ricorda che una volta era la più grande star del cinema mondiale. Accoglie il ragazzo Ned e lo prende a pugni.

Kurzel crea empatia con Kelly nella sezione "Boy", dove è un bambino interpretato da Orlando Schwerdt. Sua madre (Essie Davis) si prostituisce. Il padre di Ned (Ben Corbett) osserva, compiacente mentre un sergente violento (Charlie Hunnum) ottiene ciò per cui ha pagato. È un'educazione brutale, rafforzata dall'atmosfera tesa e, di conseguenza, proviamo una sorta di sollievo quando viene venduto e portato via.

Ned torna a casa di sua madre qualche anno dopo. Ora è un uomo interpretato da George MacKay, che offre qui la migliore performance della carriera, misurandosi con una follia controllata. Fa amicizia e non con l'agente Fitzpatrick (Nicholas Hoult). I tronchi degli alberi bruciati e le capanne abbandonate servono a ricordare costantemente che il pericolo si nasconde ovunque. La relazione di Ned con le donne è piena di difficoltà, e lui non può sfuggire allo spettro di sua madre. Di conseguenza, Ned sceglie le donne con un passato doloroso e segreti oscuri.

Mentre il film si sviluppa, Kurzel pone meno enfasi sulla trama. C'è una scena di combattimento spettacolare, ma il regista australiano è più interessato alla follia e agli estremi dell'umanità. È qui che MacKay si trasforma come attore, riempiendo lo schermo della sua presenza. Alla fine, la più grande battaglia che Ned affronta è con se stesso. Un momento in cui si asciuga il fango sul viso sembra un omaggio diretto all'Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. La colonna sonora si fa sconnessa, sottolineando la follia, mentre Kurzel usa True History of the Kelly Gang per indagare ciò che rende l'uomo brutale.

True History of the Kelly Gang è prodotto da Porchlight Films (Australia) e Daybreak Pictures (UK), in cooperazione con Film4 (Regno Unito), Film Victoria (Australia), La Cinéfacture (Francia) e Screen Australia. Le sue vendite internazionali sono gestite dalla francese Memento Films International.

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(Tradotto dall'inglese)

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