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TORONTO 2019 Contemporary World Cinema

Recensione: The County

di 

- Ambientato in un remoto villaggio islandese ispirato alla sua controparte reale Skagafjörður, il nuovo lungometraggio di Grímur Hákonarson è la storia potente di una donna coraggiosa, e molto altro

Recensione: The County
Arndís Hrönn Egilsdóttir in The County

Il nuovo film di Grímur Hákonarson, The County, è stato presentato nella sezione Contemporary World Cinema del Toronto International Film Festival. Si tratta del terzo lungometraggio di finzione del regista, dopo Summerland (2010) e Rams [+leggi anche:
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(2015). Quest'ultimo era stato proiettato in Un Certain Regard a Cannes, dove ha vinto il premio della sezione.

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La storia è ambientata in una piccola comunità agricola islandese, ispirata alla sua controparte nella vita reale Skagafjörður, un villaggio situato nella parte nord-occidentale del paese. Seguiamo le vicissitudini di Inga (Arndís Hrönn Egilsdóttir), una contadina di mezza età che si ribella all'onnipotente cooperativa locale dopo la misteriosa morte di suo marito. Inga cerca di convincere altri agricoltori a unirsi a lei per ribellarsi alla corruzione della cooperativa e del suo capo (Sigurður Sigurjónsson), ma incontra una grande resistenza, che la costringe a confrontarsi con la dipendenza della comunità e la lealtà verso questa singola impresa dominante.

Accompagniamo un’eroina atipica, magistralmente interpretata dall'attrice Arndís Hrönn Egilsdóttir. Il suo personaggio è calmo e stoico, e cerca giustizia con un'enorme forza di volontà. Inga userà la sua intraprendenza per liberarsi dalla stretta della cooperativa; la morte di suo marito costituisce un punto di rottura ed è un ottimo espediente di sceneggiatura per indurre la trasformazione del personaggio. In generale, la recitazione e i dialoghi del film sono asciutti e concisi: questo non solo tiene agganciato lo spettatore, ma lascia anche spazio agli attori per dare respiro alle loro azioni non verbali ritratte sullo schermo.

Anche Sigurður Sigurjónsson è una grande scelta per il suo ruolo di capo della cooperativa: il personaggio è piuttosto complesso e difficile da valutare, poiché le sue parole e azioni vanno ben oltre la classica dicotomia bene/male. Il suo atteggiamento fermo e riservato agisce come una barriera impenetrabile che impedisce ad altri personaggi – e forse anche agli spettatori – di stabilire qualsiasi contatto reale con la sua anima. L'intero film è intriso di un'ironia delicata e sottile, che a volte alleggerisce l'umore, ma ci ricorda anche che, dopo tutto, stiamo solo osservando la vita di una piccola comunità agricola: niente di più, niente di meno.

Inoltre, la fotografia, affidata al DoP estone Mart Taniel (The Man Who Surprised Everyone [+leggi anche:
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), riflette magnificamente la vita interiore di Inga attraverso il modo in cui sono rappresentati i paesaggi circostanti, il clima e gli interni. Tutto sommato, il film di Hákonarson è una potente storia di ribellione, ambientata in una società chiusa che funge da metafora di tutte le comunità oppresse. Contiene anche una critica intrinseca alla corruzione, al capitalismo e ai monopoli. Funziona bene perché non è pieno di discorsi o diatribe superflue, o di alcun riferimento ovvio. Anche se affronta questi problemi nel contesto specifico dell'Islanda rurale, le loro ripercussioni universali possono essere facilmente apprezzate, poiché la comunità qui funge da esempio brillante di una delle aree più remote e conservatrici del mondo, dove il vero potere è di solito nelle mani di alcune persone influenti.

The County è una coproduzione tra Netop Films (Islanda), Profile Pictures (Danimarca), One Two Films (Germania) e Haut et Court (Francia). Le sue vendite internazionali sono gestite dall'agenzia polacca New Europe Film Sales.

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(Tradotto dall'inglese)

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