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LOCARNO 2019 Cineasti del presente

Recensione: Here For Life

di 

- Gli artisti Andrea Luka Zimmerman e Adrian Jackson si avvalgono della collaborazione di dieci londinesi per raccontare storie di resistenza contro la gentrificazione

Recensione: Here For Life

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è un film ambientato a Londra sulle persone che lottano contro la gentrificazione e cercano di mantenere vive le vecchie comunità. Il film è realizzato dagli artisti Andrea Luka Zimmerman, co-fondatore dei collettivi Fugitive Images e Vision Machine, e Adrian Jackson, uno dei massimi esperti di teatro dell’oppresso, che nel 1991 ha fondato il progetto teatrale Cardboard Citizens. Film ibrido, che mescola documentario, poesia e finzione, Here for Life è una testimonianza sugli attori di Cardboard Citizens che incarnano sullo schermo alcune versioni di loro stessi. Tuttavia, lo stile sperimentale e non lineare della narrazione suggerisce che questo film potrebbe essere più adatto al contesto di una galleria piuttosto che a una mostra cinematografica, in questo caso il Locarno Film Festival nella sezione Cineasti del presente. Here for Life farà il suo debutto nel Regno Unito all’Open City Documentary Festival all'inizio di settembre.

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Le prime immagini sono scure e grigie come un giorno di Londra. Questa sembra essere una scelta estetica, che rende il film sporco e come nato in un'altra epoca, quando il digitale faceva le sue prime apparizioni e non produceva le immagini nitide e colorate delle videocamere disponibili oggi sui telefonini. Zimmerman, che ha anche lavorato come cameraman in molte scene, ha insistito sul fatto che la co-direttrice della fotografia Taina Galis, chiamata a lavorare sui passaggi più elaborati, utilizzasse una piccola cinepresa Black Magic tascabile che Zimmerman ha adattato ai suoi vecchi obiettivi Bolex, alcuni dei quali acquistati nei mercatini di New York City nel 1995. È una scelta coraggiosa, ma toglie invece di aggiungere alla narrazione.

Ci sono molte scene girate al Nomadic Community Garden di Shoreditch, East London, un giardino urbano non-profit allestito in quella che era una ex discarica tra due binari ferroviari. È una sacca di resistenza in una zona di Londra che ha vissuto il cambiamento più rapido negli ultimi due decenni. Le Olimpiadi si sono svolte nei paraggi nel 2012 e, mentre la rigenerazione urbana ha migliorato le strutture e i trasporti, ha anche portato a un aumento dei prezzi che ha espulso le vecchie comunità. La bevanda preferita in questi luoghi è passata dall’essere il tè con latte e zucchero a caffè speciali con tutti i tipi di sostituti del latte.

I vari personaggi raccontano storie delle loro vite, ricordando i bei vecchi tempi che includevano anche momenti di difficoltà. Lamentano il modo in cui i bulldozer hanno disperso le comunità. Richard Honeyghan e Patrick Onione camminano lungo l'acqua, dove i magazzini si sono trasformati in costosi appartamenti. Sono gli Eastender che sentono di essere stati spazzati via dalle strade. Kamby Kamara offre intermezzi poetici, Errol McGlashan scava in profondità nei suoi peggiori incubi, e Sasha Winslow parla di incontri e morte.

I registi meritano elogi per aver dato voce a queste persone spesso emarginate, le cui storie sono troppo spesso raccontate dal punto di vista dei proprietari di case preoccupati per il capitale. Ma Here for Life probabilmente farà fatica ad avere un forte impatto, proprio perché lo stesso capitalismo alla base della gentrificazione rende questo film un prodotto di nicchia lontano dal mainstream. Ciò è in parte dovuto alla determinazione dei cineasti di non fare concessioni alle strutture narrative tradizionali, usando invece uno stile astratto, ma è anche dovuto a un’illuminazione povera e alle scelte di montaggio che interrompono il flusso del film.

Here for Life è prodotto da Artangel, con James Lingwood, Michael Morris e Cressida Day come produttori esecutivi.

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(Tradotto dall'inglese)

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