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CANNES 2019 Semaine de la Critique

Recensione: Ceniza negra

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- CANNES 2019: Il debutto di Sofía Quirós Ubeda è un coming of age su un’adolescente costaricana che si avvicina al mondo della magia per superare un lutto

Recensione: Ceniza negra
Smachleen Gutiérrez in Ceniza negra

Dopo aver presentato il corto Selva nell’edizione 2017 della Semaine de la Critique, la cineasta di nazionalità argentina e costaricana Sofía Quirós Ubeda torna al Festival di Cannes con la sua opera prima, Ceniza negra [+leggi anche:
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. Il film, selezionato nel concorso lungometraggi della stessa sezione parallela della manifestazione francese, è una sorta di continuazione, con aggiunte soprannaturali, della storia della vita e della tragica situazione familiare della bambina protagonista nel suo precedente cortometraggio; che, ora, nella nuova finzione, ha raggiunto i tredici anni di età.

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Selva (Smachleen Gutiérrez) è un’orfana costaricana che vive con i suoi nonni in una cittadina costiera della provincia di Limón. Il film cattura il risveglio esistenzialista della ragazzina durante la fine della sua infanzia, causato dalla scomparsa di tutte le figure materne che facevano parte del suo nucleo familiare. La sua presa di coscienza di concetti determinanti, come il lutto, la morte o il senso della vita, avviene in parallelo con un altro tipo di apprendimento. Si tratta del suo primo contatto con la pratica della magia, in coincidenza con la notizia di fenomeni soprannaturali in atto in quella zona.

Ceniza negra è un coming of age sull'approdo a un'adolescenza interrotta, avvolto in un'aura spettrale che, mano a mano che si va avanti, si impossesserà completamente del film, trasformandolo in un'eccitante storia di fantasmi. Il salto al lungometraggio della giovane regista nata a Buenos Aires combina episodi sulla convivenza della ragazza col suo anziano nonno con tendenze suicide, sotto lo stesso tetto, con scene fantasmagoriche, in cui Selva pratica rituali ancestrali o tiene conversazioni con persone che appartengono al mondo dei morti.

Sofía Quirós Ubeda ha diretto un racconto intimista sul superamento di un lutto familiare, in cui la protagonista affronta due iniziazioni simultanee che la portano verso lo stesso obiettivo: entrambe le permetteranno di superare la sua unica paura. Sia l'ingresso nell'adolescenza, sia l'apprendimento di questi riti con gli animali, dettati dai morti con i quali comunica, la aiutano a superare la solitudine che porterà sempre con sé, anche in età adulta, a causa della sua condizione di orfana.

Ceniza negra è prodotto dalla costaricana Sputnik Films, con la coproduzione dell’argentina Murillo Cine, la cilena La Post Producciones e la francese Promenades Films. La compagnia francese Totem Films si occupa delle vendite estere.

(Tradotto dallo spagnolo)

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