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BERLINO 2019 Generation Kplus

Recensione: Sune vs. Sune

di 

- BERLINO 2019: L'esordio alla regia di Jon Holmberg è una commedia leggera, non particolarmente originale, ma piena di momenti divertenti e molto ben accolta dal pubblico più giovane

Recensione: Sune vs. Sune

L’autore-regista svedese Jon Holmberg, meglio conosciuto nel suo Paese per le due recenti serie tv Fallet e Swedish Dicks, ha presentato il suo primo lungometraggio, Sune vs. Sune [+leggi anche:
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, nella sezione Generation Kplus alla Berlinale di quest’anno. La sceneggiatura, scritta a quattro mani dal regista stesso e Daniella Mendel-Enk, basandosi sulla collana di libri di successo scritta daAnders Jacobsson e Sören Olsson, ruota attorno a Sune (Elis Gerdt), un bambino di 10 anni che si lancia sempre in epiche battaglie e avventure immaginarie insieme al fratello Håkan (Baxter Renman) e la migliore amica Sofie (Lily Wahlsteen). Ebbene, al termine delle vacanze estive Sune deve affrontare una sfida inaspettata: un nuovo compagno di classe, interpretato da John Österlund, anch’egli di nome Sune, che si è trasferito in paese dagli Stati Uniti insieme alla madre. L’arrivo del nuovo Sune scuote la vita del protagonista, che piano piano perde entrambi gli amici e la propria reputazione tra i compagni di classe e gli insegnanti.

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Il tema centrale della commedia è la paura di non essere sufficientemente bravi e le conseguenze inaspettate (e spiacevoli) che ciò può produrre. Simultaneamente, anche il padre di Sune, Rudolf (Fredrik Hallgren), e la madre Karin (Sissela Benn), sperimentano questa paura e reagiscono nel modo assolutamente più immaturo ma divertente. Rudolf teme di perdere il lavoro all’agenzia tributaria a seguito dell’arrivo del nuovo capo, mentre Karin decide di comprare una nuova auto costosa per timore di non reggere il confronto con la madre del nuovo Sune, la quale sembra – almeno in apparenza – avere uno stile di vita benestante e invidiabile. Entrambi i cast, dei più giovani e degli adulti, hanno grande talento. La loro interpretazione è naturale, piacevole e sempre divertente. La buona chimica tra tutti gli attori è sostenuta ulteriormente dalla solidità della sceneggiatura, piena di battute divertenti, personaggi secondari bizzarri – specialmente Tobbe, l’insegnante di musica interpretato da Sven Björklund – e brillanti scorrerie in mondi fantastici. Di fatto, il film si apre con una scena ambientata nel mondo immaginario di Sune, in cui tre cavalieri sfrecciano in mezzo a una fitta foresta e si fermano all’avvistamento di un campo nemico. Si tolgono l’elmo e rivelano la propria identità: Sune, Sofie e Håkan. In questo film, l’interpretazione del debuttante Elis Gerdt (Sune originale) è veramente degna di nota. Riesce a trasmettere efficacemente il processo di maturazione che attraversa il suo personaggio, alla fine costretto ad accettare la propria nemesi e assumersi la responsabilità delle proprie azioni.  

Il ritmo della narrazione è veloce e coinvolgente, e sebbene il film non risplenda di originalità, facendo lievemente eco a cliché di molte commedie per bambini come Piccole canaglie (1994) di Penelope Spheeris, fa davvero un buon lavoro e consegna ai giovani spettatori uno spettacolo leggero e divertente.

Sune vs. Sune è una produzione Unlimited Stories, realizzata in collaborazione con Film i VästNordisk Film (Danimarca), l’emittente pubblica nazionale SVT e Nuovago Capital, con il supporto dello Swedish Film Institute. Le vendite internazionali sono gestite dalla società berlinese Global Screen.

(Tradotto dall'inglese da Gilda Dina)

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