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Martin Hagemann • Produttore

Finanziamenti per il cinema e digitalizzazione

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Martin Hagemann • Produttore

I finanziamenti per il cinema all’epoca della digitalizzazione: Martin Hagemann parla delle modifiche in corso alle norme sulla Promozione del Film in Germania (FFG).

Dopo la scissione di zero film nel 2006, la nuova società di Martin Hagemann, zero fiction film, si è concentrata sui lungometraggi internazionali (come Fay Grim [+leggi anche:
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di Jan Schütte). Hagemann è consigliere di AG Dokumentarfilm, membro di AG Neuer Deutscher Spielfilm e presidente del Gruppo dei Produttori Indipendenti. E’ anche consigliere d’amministrazione dell’Agenzia Tedesca per la Promozione del Film (FFA) e membro del consiglio del Fondo Tedesco per la Produzione del Film (DFFF).

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Cineuropa: Le modifiche apportate alle norme sulla Promozione del Film in Germania (FFG) si propongono di migliorare la qualità dei film prodotti e di aumentare il contributo dei film nazionali al mercato dinematografico tedesco. Le misure adottate sono adeguate a raggiungere questi obiettivi?
Martin Hagemann: Naturalmente le nuove norme da sole non possono bastare. Ma possono influenzare in maniera significativa l’evolversi delle cose. Le norme vengono aggiornate ogni cinque anni per adeguare la politica di finanziamento alla realtà. Ora, con le nuove norme, stiamo addirittura cercando di anticipare gli sviluppi futuri. La conversione al digitale della tecnologia nelle sale cinematografiche avverrà per esempio quando le norme correnti saranno state varate da due o tre anni. Ma noi cerchiamo di tenere in conto gli sviluppi possibili di questo genere già nella normativa attuale.

Quali sono gli effetti della conversione al digitale?
Un cambiamento radicale per l’industria cinematografica, benché per il momento tocchi più i distributori ed i cinema che i produttori. I cinema dovranno cambiare il loro equipaggiamento in tecnologia e convertirsi al digitale perché presto le pellicole saranno rimpiazzate da CD e servers. Tutto questo impone forti investimenti ai proprietari di sale. Per i distributori andrà meglio: per loro il cambiamento si traduce in un risparmio significativo perché potranno risparmiare sui costi di produzione di copie, trasporto e immagazzinamento. Almeno una parte di questi soldi potrà essere spesa per riattrezzare le cabine di proiezione dei cinema.

Ma i distributori avranno voglia di assumere una parte dei costi?
Se ne discute. La conversione non avverrà prima di due o tre anni, intanto la legislatura si è garantita di poter intervenire attraverso un testo di legge formulato in maniera sufficientemente generale.

Pensa che saranno in molti i proprietari di cinema che dovranno chiudere?
Non credo. Certo, non tutti i proprietari di cinema saranno in grado di finanziare la conversione tecnologica. Tuttavia, e questo vale in particolare per le piccole città, i cinema rappresentano uno spazio culturale pubblico importante, se non addirittura l’unico, e devono essere preservati. In questi casi dunque le autorità nazionali, federali e locali saranno sollecitate. E’ possibile che i cinema debbano cambiare: cambiare programma per attirare nuovi spettatori, per esempio interessare più spettatori al di sopra dei 40 anni.
I cinema dovrebbero cercare di diventare i centri culturali della città. Durante i Mondiali di calcio abbiamo potuto constatare quale è l’importanza di condividere la visione di spettacoli di questo genere. Si potrebbe pensare di presentare nei cinema riprese di concerti, spettacoli di teatro o opere. La produzione di contenuti di questo genere potrebbe addirittura diventare un nuovo campo d’attività per i produttori cinematografici.

La digitalizzazione dell’industria cinematografica è tanto più evidente quanto più le compagnie di Video su Richiesta e le compagnie telefoniche sono oggi chiamate a contribuire al finanziamento dei film.
Il loro rappresentante, BITKOM, e le compagnie telefoniche sembrano interessate a pagare la loro parte. Tuttavia, si incaricano piuttosto del mercato dei DVD.

Nelle modifiche del 2004 si criticavano le emittenti televisive per via che la loro parte nei finanziamenti nazionali per il cinema era inadeguata rispetto al numero di film messi in onda nella loro programmazione. Sono finalmente daccordo per aumentare i loro stanziamenti?
Le negoziazioni con le emittenti TV sono ancora in corso. Per il momento hanno accettato di pagare la stessa cifra dell’ultima volta. Molti nel mondo dell’industria cinematografica non lo trovano sufficiente.

Un passo importante verso film di successo è costituito dal miglioramento delle sceneggiature.
Si, su questo siamo tutti daccordo. Le proposte delle associazioni di sceneggiatori sono state largamente accettate. Sono stati aumentati gli aiuti per le sceneggiature e gli sceneggiatori professionisti possono essi stessi farne richiesta. Ci saranno anche possibilità di aiuti per il trattamento.

La modifica della norma non riguarda i produttori?
Siamo felici di aver potuto migliorare la situazione dei piccoli produttori. Abbiamo reso loro più semplice essere promossi riducendo i contributi in capitale che devono poter fornire da 100,000 € a 25,000 €. In questo modo abbiamo fatto sì che un numero maggiore di compagnie ne potesse approfittare. Nello stesso tempo l’industria cinematografica deve riuscire a pensare diversamente: non tutti i film che vengono prodotti devono anche essere proiettati nei cinema, alcuni possono essere distribuiti in DVD alla TV o in Video su Richiesta (VoD).

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