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Davide Marengo, regista, e Paola Papa, sceneggiatrice

Un debutto picaresco

di 

Davide Marengo, regista, e Paola Papa, sceneggiatrice

Craj, viaggio musicale sotto forma di documentario attraverso la Puglia, scritto da Davide Marengo, ha appena ricevuto il premio Lino Micciché del CSC come miglior opera prima, dopo la presentazione ai Venice Days. La bellezza di questo omaggio alle tradizioni supera quella del contenuto; la forma stessa di questo documentario picaresco sperimentale che riunisce diversi materiali e molteplici arti visive, costituisce il più bel tributo alla tradizione orale (cfr news del 12/9). Cineuropa ha incontrato il regista e la co-sceneggiatrice Paola Papa a Venezia.

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Perché avete scelto di mettere in scena questo viaggio musicale attraverso la regione della Puglia?
Davide: Ho pensato chiaramente a Don Quixote, ma le mie influenze sono puramente emotive. Sono un napoletano che si è innamorato della Puglia. L’idea di realizzare un film è arrivata molto spontaneamente un anno fa; dovevamo comunque sbrigarci, perché i concerti erano già in calendario. Abbiamo iniziato adattando lo spettacolo dal vivo di Teresa De Sio e filmando l’estate scorsa.

Vi siete divisi il lavoro o avete fatto tutto insieme?
Davide and Paola (in una sola voce): Tutto insieme!
Paola: Abbiamo scritto davvero tutto insieme, sedendoci attorno ad un tavolo, in costume da bagno, in una casa in Basilicata (in provincia di Potenza).

Quello che colpisce, qui, è il fatto che anche i giovani si sentono legati a questa tradizione musicale —ci sono tantissimi giovani che ballano durante il concerto.
Davide: Questo fatto è tipico. Ovunque vai in Puglia, bambini e ragazzi amano la musica tradizionale. Ed è così comunicativa che tutto il pubblico italiano l’ha adorata nel corso del tour (il concerto che abbiamo filmato si è svolto in Abruzzo). Questa tradizione è bella perché unisce davvero tutte le generazioni. Questo, il personaggio di Froridippo lo esprime in modo lirico: esce dall’oscurità e va verso la luce della tradizione.
Paola: naturalmente, all’interno della tradizione, ci sono delle differenze. A Carpino, le parole sono gioiose ed edonistiche; parlano di amore, bere, sono più grevi. A Foggia, parlano solo di povertà. E così anche a Cutrufiano, sono realisti ma più romantici.

Il prossimo progetto?
Paola: Un documentario su un ballerino colombiano che insegna ai bambini delle favelas.
Davide: Un thriller (ho ottenuto i finanziamenti dal Ministero), ma mi piacerebbe anche essere coinvolto nel progetto di Paola.

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