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CANNES 2022 Cannes Première

Emmanuel Mouret • Regista di Chronique d'une liaison passagère

"Quello che mi interessava soprattutto era dare a questa piccola avventura l'aria di una grande avventura"

di 

- CANNES 2022: Il regista francese parla di amore e avventura, desiderio e sentimenti, e anche della questione del genere, per spiegare il suo ultimo film

Emmanuel Mouret • Regista di Chronique d'une liaison passagère
(© Xavier Lambours)

Emmanuel Mouret passa al setaccio del suo stile analitico, affettuoso, sorridente e pieno di charme la traiettoria di un'avventura di sentimenti nascosti in Chronique d'une liaison passagère [+leggi anche:
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, presentato in concorso nella sezione Cannes Première del 75° Festival di Cannes.

Cineuropa: L’amore è al centro dei suoi film. Perché questa volta l’angolo del legame?
Emmanuel Mouret: Più che l'amore, mi sembra di trattare storie di desiderio con ostacoli al desiderio e suspense. Qui ho adattato una bozza di sceneggiatura scritta da Pierre Giraud che avevo supervisionato un po' durante la stesura. Ciò che mi interessava particolarmente era questa idea di una storia di due amanti ma solo attraverso i loro incontri, per creare suspense attorno a questi incontri e per dare a questa piccola avventura un'aria di grande avventura. Perché c'è questa scollatura che esiste oggi, ma che in fondo è di tutte le epoche, tra due dimensioni correlate ma spesso un po' opposte: quella del piacere, poiché si tratta di due personaggi che si impegnano a vedersi solo per il piacere, e quella più spirituale, sacra o mistica come dir si voglia, dell'amore, e di come l'una e l'altra si intrecciano.

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Come ha deciso il numero di incontri, una ventina, che scandiscono la storia?
Ciò è avvenuto attraverso un'intuizione drammaturgica, una progressione. Quello che mi interessava è che il desiderio di questa coppia di innamorati di vedersi solo per divertimento e di non proiettare nulla, è un desiderio che funziona da qualche parte ma lo spettatore, che è un po' più avanti di loro, capisce che se hanno tanto piacere nello stare insieme, sia nel parlare che nel fare l'amore, sorgerà quel qualcosa che è il sentimento. Gli spettatori sanno che i sentimenti sbocceranno all'interno di questa grande libertà che i due personaggi si concedono, ma che non esprimono. Come affronteranno questa sensazione che nasce e come negozieranno con se stessi? Perché chi dice sentimento dice proiezione. È questo conflitto tra due libertà che ho voluto mettere in scena.

Il tono sempre al limite della commedia deve molto ai due attori che ha scelto, Vincent Macaigne e Sandrine Kiberlain, o era comunque sua intenzione giocare con questo confine?
Volevo che fosse un film che fosse insieme leggero e serio. Ciò che mi ha sedotto in questa coppia Sandrine Kiberlain - Vincent Macaigne è che entrambi sono bravi a trasmettere una vera fantasia. Fin dalle prime letture, questa coppia ha funzionato molto bene, anche grazie al contrasto tra le loro due vitalità. È molto difficile fare un casting quando ci sono solo due personaggi principali e sono molto felice di essere stato in grado di metterli insieme perché incarnano sia la sincerità che la sensibilità, ma anche questo umorismo.

Tocca anche la questione del genere.
Volevo mantenere questo elemento della sceneggiatura iniziale di Pierre Giraud. Per me la questione del desiderio preesiste a quella del genere. In un film posso identificarmi tanto con un uomo quanto con una donna, con un omosessuale, un transessuale, un eterosessuale, e penso che ci si identifichi con il desiderio e non con il proprio genere.

Quali erano le sue principali intenzioni riguardo alla messa in scena?
Volevo ampiezza per una storia intima, che questa piccola storia intima e nascosta non fosse un film di lenzuola e letti. Quindi gli amanti si incontrano in molti posti diversi e difficilmente li vedi seduti, tranne forse una o due volte. Sono sempre in movimento, vagano, camminano, si muovono, e sono anche i movimenti dei loro pensieri, delle loro parole, dei loro sentimenti, delle loro domande. Volevo anche che andassero abbastanza velocemente e ci sono molti dialoghi, parole, in modo che lo spettatore resti incollato allo schermo.

Nel film compaiono fugacemente i poster di Il peccato di Lady Considine e Perfidia, e un estratto di Scene da un matrimonio. Non a caso, immagino?
Questi sono ovviamente tre film che hanno a che fare con il mio. Il peccato di Lady Considine è un film favoloso con la grande modernità, per quell’epoca, di fare solo un piano sequenza. Di Perfidia ho realizzato io stesso un adattamento con Mademoiselle de Joncquières [+leggi anche:
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intervista: Emmanuel Mouret
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. Per quanto riguarda Scene da un matrimonio, ha un vero legame con Chronique d'une liaison passagère che avrebbe potuto intitolarsi Scene da un non matrimonio poiché anche qui si tratta solo di scene a due attorno a due personaggi.

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(Tradotto dal francese)

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