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SAN SEBASTIAN 2021 Concorso

Paco Plaza • Regista di La abuela

"Qualsiasi regista aspira a vedere qualcuno che esce dalla sala vedendo un suo film"

di 

- Il terrore bussa alle porte del concorso di San Sebastian con questo film del cineasta spagnolo, supportato in sceneggiatura da Carlos Vermut, vincitore della Conchiglia d'Oro con Magical Girl

Paco Plaza  • Regista di La abuela
(© SSIFF/Pablo Gómez)

Abbiamo parlato di cinema di genere con Paco Plaza, il regista che ci ha fatto tremare con Verónica [+leggi anche:
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, Quien a hierro mata [+leggi anche:
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e parte della saga REC [+leggi anche:
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. Ora è in concorso per la prima volta al Festival di San Sebastian con La abuela [+leggi anche:
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, un film horror duro e puro sceneggiato da un altro cineasta che viaggia attraverso territori scomodi: Carlos Vermut (vincitore della Conchiglia d'Oro con Magical Girl [+leggi anche:
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).

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Cineuropa: Improvvisamente, San Sebastian sceglie un film di genere come La abuela per la sezione ufficiale, come se stesse vampirizzando Sitges...
Paco Plaza:
Il nostro piano era di andare a Sitges, ma se ti viene offerta la possibilità di andare a un festival di serie A, non puoi dire di no. Detto questo, ho la sensazione di esserci scivolato dentro, perché non c'è una tradizione di film horror in questa manifestazione. Sono rimasto sorpreso dalla chiamata di José Luis Rebordinos, il suo direttore, ma lui è rimasto entusiasta del film: il solo fatto che ci sia un film horror spagnolo in concorso è un trionfo e lo vivo come un dono. Siamo contenti perché l'hanno scelto anche al festival di Londra e andremo a Sitges.

Vediamo quali saranno le reazioni: potrebbe sorprendere il pubblico, poiché è un film horror fiero di esserlo, che non cerca di nasconderlo.
Il genere non è un alibi, non come quei film che si vergognano di essere di genere e, in fondo, parlano d'altro. No, questo è un horror: streghe e vampiri. Poi possiamo fare le letture che vogliamo, ma sicuramente non si vergogna di essere un film di genere.

Quando presentò in anteprima Quien a hierro mata, mi parlò con entusiasmo di Raw [+leggi anche:
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. Come vede il genere ora, in Spagna e in Europa?
Meglio che mai. Penso che la roccaforte del cinema di qualità oggi sia il genere, perché il mainstream tratta per lo più di supereroi o sequel. A parte gli autori e sperimentatori, che vanno per la loro strada, credo che la speranza per la qualità del cinema commerciale sia nell'horror: Titane [+leggi anche:
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ha vinto la Palma d'Oro e ci sono molti titoli interessanti in arrivo. E se guardi la programmazione di Sitges, è pazzesca, perché c'è molta qualità, qualcosa che manca in qualsiasi altro genere, dove c’è un eccesso di remix di successi italiani e francesi; ogni paese ha la sua versione, come se non potessimo doppiarli! L’horror sta diventando una roccaforte per gli autori e il suo pubblico è ricettivo alle proposte sperimentali.

Ormai i film horror sono diventati anche esistenziali, filosofici e nichilisti, oltre che politicamente scorretti...
Sì, hai la scusa per metterci quello che vuoi: qualsiasi cosa faccia il cattivo, la trovi. Mi manca soprattutto l'originalità nel cinema americano: Nomadland mi è piaciuto ma era proprio come me lo aspettavo, cioè spiega molto bene qualcosa, ma non succede come con Raw, che ti fa girare la testa: mi sono chiesto… ma cosa ha voluto dirmi questa regista?

La abuela comincia in silenzio…
Sì, in tutto il prologo nessuno parla. Inoltre non si sentono i passi della nonna, è come se fluttuasse, come se non avesse peso: quel tipo di dettaglio si può apprezzare solo al cinema. Per questo, se vogliamo fare film per il cinema, dobbiamo offrire qualcosa di diverso dalla visione domestica. La televisione ora è molto buona e ci sfida: dobbiamo fare qualcos'altro, perché in un'ora e mezza non potrai mai sviluppare personaggi complessi come fanno loro in quattro stagioni. È un terreno che hanno conquistato. Puoi fare di meglio? No, allora prova a fare altre cose, come Lux aeterna, di Gaspar Noé. Mi manca quel tipo di proposta in Spagna (è vero che la Francia è come un'isola). Pochi qui osano fare qualcosa di diverso: tra questi, Chema García Ibarra, di cui sono stato tutor di regia all'ECAM. Abbiamo avuto discussioni molto folli e ho adorato la sua sceneggiatura di Espíritu sagrado [+leggi anche:
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: non lo vedrai su Netflix, perché Chema è un nuovo Vermut.

Per concludere questo discorso, qualcuno ha mai lasciato la proiezione di un suo film?
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alcuni sono usciti dal cinema. Durante Quien a hierro mata la gente rimaneva sconvolta dalla scena finale: alcune persone mi hanno detto che non avrebbero mai dimenticato quell'immagine. Qualsiasi regista aspira a vedere qualcuno che esce dalla sala vedendo un suo film.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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