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CANNES 2021 Cannes Première

Samuel Benchetrit • Regista di Cette musique ne joue pour personne

“Credo che quando ci innamoriamo torniamo bambini, siamo vulnerabili e insicuri”

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- CANNES 2021: Il regista francese ha presentato la sua nuova tragicommedia con protagonisti una serie di importanti attori francesi e belgi

Samuel Benchetrit • Regista di Cette musique ne joue pour personne
(© Kenzo Tribouillard)

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 non è una tipica storia d'amore. Nel suo nuovo film presentato nella nuova sezione Cannes Premiere del Festival di Cannes, l'autore e regista francese Samuel Benchetrit presenta una serie di personaggi in piena crisi d'identità. Personaggi che cercano di trovare i propri modi per comunicare tra loro i propri sentimenti, a volte usando la poesia, un libro di auto-aiuto sul karma o attraverso la violenza. Nel cast ci sono François Damiens, Bouli Lanners, Gustave Kervern, Valeria Bruni-Tedeschi e Vanessa Paradis, tutti con interpretazioni eccezionali, a volte insolite. Abbiamo parlato con il regista di cosa gli ha ispirato la storia e i personaggi, nonché del suo rapporto con gli attori.

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Cineuropa: Ti sei ispirato a eventi o persone specifici?
Samuel Benchetrit: Prima di tutto, volevo fare una storia d'amore, e sono stato anche ispirato dagli amici di mio padre. Era un operaio in fabbrica come loro. Erano tutti uomini forti e grossi, che vivevano per lo più in case popolari e avevano una vita difficile. Ma spesso andavamo in vacanza tutti insieme e lì ho visto quanto fossero delicati e gentili con le loro mogli e i loro figli. Questo mi ha colpito molto. Volevo fare un film su questo tipo di persone.

Uno degli argomenti del film è la difficoltà che spesso abbiamo nel comunicare con gli altri.
Sì, è particolarmente vero quando si tratta di amore. Penso che quando siamo innamorati torniamo ad essere bambini, siamo vulnerabili e insicuri.

Come hai messo insieme il cast? Avevi in mente qualcuno anche prima di scrivere la sceneggiatura?
Sono tutti miei amici. Con alcuni avevo già lavorato in passato. Nel processo di scrittura della sceneggiatura, ho pensato ad alcuni di loro e ho adattato i personaggi. Non è stato sempre facile lavorare con tutti loro insieme. A volte avevo l'impressione di dover domare un gruppo di bambini grandi, bambini nel corpo di adulti. L'attribuzione di alcuni ruoli è cambiata durante il processo. Ad esempio, il personaggio alle fine interpretato da Gustave Kervern era inizialmente pensato per Bouli Lanners. Ma ho pensato che sarebbe stato interessante avere qualcuno più timido per interpretarlo. All'inizio Gustave era titubante, ma penso che funzioni perfettamente che un ragazzone come lui sia costretto al romanticismo.

Anche per Valeria Bruni-Tedeschi hai scelto un personaggio molto diverso dal suo solito repertorio...
Sì, quasi non parla. Le è piaciuto molto e so che molti attori in realtà hanno voglia di interpretare ruoli con poco testo.

Sembra che ti piacciano i non luoghi, i luoghi che non seducono per la loro bellezza naturale...
Mi piacciono i luoghi umili e le persone umili. Li cerco e mi piace costringere lo spettatore a partecipare alla scoperta della bellezza di ciascuna delle location nel corso del film.

Si potrebbe dire che il tuo senso dell'umorismo e il tuo approccio non siano tipicamente francesi, piuttosto più vicini al modo belga. Pensi che questo potrebbe penalizzarti sul mercato francese?
Non sono sicuro. So che è così che voglio fare film. Lavoro spesso con produttori e attori belgi. Mi piace molto la modestia, ma anche l'orgoglio e la cordialità dei belgi.

Ti senti di avere un carattere malinconico?
Immagino di sì, sì. Ma è una malinconia sognata, una malinconia di qualcosa che in realtà non esiste. E sono anche malinconico pensando a cosa ci porterà il futuro, piuttosto che rivolgermi al passato.

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(Tradotto dall'inglese)

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