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GÖTEBORG 2021

Ronnie Sandahl • Regista di Tigers

“Il calcio è un carnevale di mascolinità tossica. E in un certo senso è fantastico!"

di 

- Abbiamo parlato con il regista svedese del suo nuovo film, proiettato a Göteborg nella competizione nordica

Ronnie Sandahl • Regista di Tigers
(© Sandra Myhrberg)

Ispirato a Martin Bengtsson, un ex calciatore arruolato dall'Inter da adolescente, in Tigers [+leggi anche:
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, proiettato a Göteborg, Ronnie Sandahl si avventura fuori dal campo, per scoprire che è lì che si trova la vera competizione. Soprattutto se credi, proprio come i Cure, che i ragazzi non piangano.

Cineuropa: Sappiamo tutti come funzionano i trasferimenti di calcio, ma sentire un ragazzo dire che “l'hanno venduto” sembra così assurdo. Non è davvero cambiato nulla rispetto all'esperienza vera di Martin?
Ronnie Sandahl: L'ho modernizzata un po'.Lui ha vissuto il tutto nel 2004, ma ho ambientato il film in una sorta di modernità senza tempo, anche se la commercializzazione del calcio è solo aumentata. Mi interessa il calcio, ne so un bel po', e sono rimasto affascinato dall'assurdità di quel mondo. Come ha detto lei, e sono felice che abbia voluto parlare di quella battuta specifica, ci sono parecchi momenti in cui l'assurdità delle sue regole viene mostrata.È un mondo in cui puoi essere venduto, posseduto e acquistato. Quindi la mia domanda nel film è la seguente: cosa succede al valore umano quando il valore monetario aumenta?

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Sono così giovani quando vengono scoperti. È una pratica strana, davvero – investire in un bambino e farlo per tutta la sua vita, senza alcuna garanzia che andrà mai oltre.
Contano sulle perdite, e le perdite sono enormi. Diciamo che in una squadra Primavera c'è una persona che ce la fa. Bene. Due? Grande. Ma ce ne sono altri 20.La maggior parte va e trova percorsi diversi, ma non si tratta solo di successo e fallimento, perché anche alcuni di quelli di "successo" finiscono per cadere in quel sistema. Martin era considerato uno dei più grandi talenti del mondo. Nessuno ha capito cosa stava succedendo finché non ha cercato di uccidersi.A volte, vedo il calcio come uno specchio della nostra società. Riflette ciò che sta accadendo in termini di capitalismo o mascolinità, ma è dieci volte peggio. Sono sorpreso che non ci siano stati buoni film al riguardo.

Forse perché si vuole vedere solo il sogno? In un ambiente come questo, le persone tendono a tollerare gli abusi. È più facile chiedere aiuto adesso?
Penso che dipenda dai diversi club se usano o meno un aiuto psicologico. Che tu venga dalla Svezia o dalla Nigeria, la solitudine e la vulnerabilità che provi in una squadra quando nessuno vuole vederti avere successo è brutale. Non sono nemmeno sicuro di cosa dovrebbero fare al riguardo, poiché è un mondo estremamente competitivo. Per me, non si trattava di puntare il dito. Non giudico affatto;penso solo che sia affascinante.

Non c’è una vera figura paterna nel film; nessuno gli dice di "alzarsi". Qual è stato il suo modo di ritrarre la vulnerabilità maschile?
Mi interessa la mascolinità. Cosa succede a un essere umano quando non gli è permesso di mostrare debolezza? Quella persona si spezzerà, e queste crepe mi interessano come regista. Il calcio è un carnevale di mascolinità tossica. E in un certo senso è fantastico! Sarebbe stato molto più difficile esaminarlo dall’esterno, io invece ho pagato i miei debiti con il mondo dei maschi. Vengo da una città operaia in Svezia: se dimostri di essere debole, sei morto.

C'è anche qualcosa in quell'ossessione univoca: Martin è convinto che questo sia ciò che vuole, ma ha bisogno di qualcosa di completamente diverso. Il vero Martin è ancora un ragazzo laborioso: ora è uno scrittore come prima era un calciatore. Ma ha trovato un’altra strada. È pericoloso per un adolescente mettere tutta la propria identità in una cosa e, soprattutto, valere tutti questi soldi. Fa perdere la testa.

Siamo nutriti da questa narrativa che se vuoi qualcosa, devi dare il massimo. Anche il suo "cattivo" che sorseggia un espresso gli dice che ha bisogno di avere questa fame.
E forse ha ragione? Per me, questa trilogia, che è iniziata con Borg/McEnroe [+leggi anche:
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, che ho scritto, e sarà seguita da Perfect, ambientato nel mondo della ginnastica, con Olivia Wilde alla regia, ruota attorno all'idea di avere questa debolezza o un vuotoche potrebbero renderti speciale. La fame di Martin è, ovviamente, letale, ma potrebbe anche fargli avere successo. Anch'io ho questo buco nero dentro di me;sto cercando di alimentarlo facendo film, raccontando storie, sperando che a qualcuno piacciano.

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(Tradotto dall'inglese)

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