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SUNDANCE 2020 Concorso World Cinema Dramatic

Zeina Durra • Regista di Luxor

"È come se questo film volesse essere realizzato"

di 

- Abbiamo parlato con Zeina Durra del suo secondo film proiettato a Sundance, Luxor, con protagonista Andrea Riseborough

Zeina Durra  • Regista di Luxor

Zeina Durra ha portato il suo secondo film, Luxor [+leggi anche:
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intervista: Zeina Durra
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, nel concorso World Cinema Dramatic del Sundance. Il primo film di questa regista diplomatasi alla New York Film School, The Imperialists are Still Alive!, approdò al concorso US Dramatic dieci anni fa. L'impossibilità di incasellare la cineasta londinese riflette sia la sua eredità mista – sua madre è bosniaco-palestinese e suo padre è giordano-libanese – sia i personaggi delocalizzati che popolano i suoi film. Luxor è interpretato dall'attrice britannica Andrea Riseborough nei panni di un medico che si prende una pausa dal suo lavoro al confine tra Giordania e Siria. Nelle strade di Luxor, si imbatte in una vecchia fiamma.

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Cineuropa: Come è nata l'idea di Luxor?
Zeina Durra:
Avevo un altro film pronto, ma non riuscivamo a ottenere un piccolo supporto istituzionale di cui avevamo bisogno per completare il puzzle del finanziamento. Ero sconvolta perché stava andando in pezzi. Ho avuto l'influenza e ho avuto una gravidanza biochimica. C'erano molti ormoni nell’aria. Ero seduta sul mio divano in uno stato riflessivo, pensando alle scelte che le persone fanno e come finiscono per fare quello che fanno. Quella notte, ho fatto un sogno su una donna che passeggiava per Luxor, in particolare il Tempio di Luxor. Il sogno conteneva molte emozioni.

Come si è trasformato il sogno in un film?
Il giorno dopo ho chiamato la direttrice della fotografia Zelmira Gainza, che è mia amica, le ho raccontato del sogno e le ho detto che potevamo trasformarlo in un film che poteva essere realizzato in modo rapido ed economico. Mentre parlavamo, divenne evidente che ci sarebbero stati accenni di nostalgia per un passato in cui il mondo era un posto migliore, prima dell'ascesa della destra. Ho chiamato Mohamed Hefzy, il produttore egiziano, che era a Londra per il festival del cinema, e ci siamo incontrati per un caffè in modo da poter avere qualche consiglio. Ho letteralmente trascritto la conversazione che ho avuto con Zelmira, ho elencato alcuni temi e idee, e gliel'ho mostrato. Gli piaceva l'aspetto del tutto e ha detto: "Facciamolo". Poi ho scritto al produttore britannico Paul Webster, che è salito a bordo.

Perché Luxor?
Penso che sia un posto molto spirituale. È un posto in cui il passato è davvero presente, ma è anche una città contemporanea. È una città vivente con una popolazione turistica e una popolazione domestica e residenziale, e ha questo passato straordinario – con molti strati, non solo quelli egiziani. È un simbolo di passato, presente, contemporaneo e moderno, dove il Medio Oriente incontra il Nord Africa. Inoltre, era nel sogno che avevo fatto. È come se questo film volesse essere realizzato. Mi sembrava di scrivere questa coscienza collettiva, specialmente quando sono rimasta incinta del mio terzo figlio.

Perché ha voluto dei personaggi senza figli?
Questa era la questione. Pensavo: "Come sono arrivata qui con tre bambini? Come sarebbe stata la vita se avessi fatto qualcosa di più radicale, piuttosto che essere una mamma che scrive film a casa? E se non fossi tornata a Londra per stare con il mio ragazzo, ora mio marito?”. Se all'epoca avessi avuto vent'anni, non mi sarei trasferita. Ho amici che non hanno seguito quella strada. Eravamo tutti nello stesso posto, ma non hanno fatto le stesse scelte. La scelta di non seguire il percorso familiare è altrettanto valida. Ma a volte, la società ti invia segnali contrastanti, e diventa una situazione in cui ci si trova un po' persi. Volevo esplorare questo.

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(Tradotto dall'inglese)

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