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SAN SEBASTIAN 2019 New Directors

Ignas Jonynas e Kristupas Sabolius • Regista e sceneggiatore di Invisible

"Il nostro coreografo è stato anche un importante sceneggiatore, poiché ha scritto l'intera coreografia dei sentimenti dei due personaggi"

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- Ci siamo seduti con Ignas Jonynas e Kristupas Sabolius per parlare del loro secondo film, Invisible, che affronta temi come la mascolinità tossica e la manipolazione dei media

Ignas Jonynas e Kristupas Sabolius  • Regista e sceneggiatore di Invisible
(© Pablo Gomez)

Sei anni dopo la loro prima partecipazione alla sezione New Directors del Festival del film di San Sebastián con The Gambler [+leggi anche:
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, i cineasti lituani Ignas Jonynas e Kristupas Sabolius tornano nella città basca per presentare Invisible [+leggi anche:
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. Questo lavoro visivamente ricco affronta una vasta gamma di temi forti, dando vita a un film emozionalmente commovente e intellettualmente stimolante.

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Cineuropa: Il vostro primo lungometraggio ha vinto numerosi premi; questo vi ha messo più sotto pressione al momento di realizzare il vostro secondo film?
Ignas Jonynas:
Penso che ogni film e ogni movimento nell'arte siano preziosi per te come persona. Cerchi di trovare il modo migliore per concretizzare le tue idee. Partiamo da un'idea – cosa ci dà fastidio o cosa potrebbe essere interessante per la nostra società – e quindi cerchiamo di trovare il modo migliore per trasmetterla. Cerchiamo di trovare un modo divertente di parlare al pubblico delle cose. La più grande pressione sei tu stesso.

Kristupas Sabolius: Il tempo medio che dedichiamo a scrivere è di quattro anni. Scavare in un argomento che è importante per noi occupa tutto il tempo. La cosa più difficile è trovare un terreno comune.

Il produttore dello show televisivo dice: "Le persone vogliono storie tristi con lieto fine". Se questo è vero, il vostro film avrà momenti difficili con il pubblico.
K.S.:
Nel film parliamo di false aspettative. Ecco come funziona la televisione: creano la promessa della falsa felicità. È così che funziona il capitalismo: vincerai il jackpot e diventerai milionario. Nulla di tutto ciò, o almeno il 99% di esso, succede mai. Di solito rimani bloccato in questa bolla mediocre, che non è né tragica né gloriosa. Ma le tragedie sono importanti, ed è quello che hanno scoperto i greci. La tragedia è un'esagerazione, ma è importante eliminare le false aspettative al fine di comprendere meglio che queste false aspettative ti stanno portando in una sorta di nebbia.

Il modo in cui filmate la natura la fa sembrare quasi sacra e pura, in contrasto con i personaggi umani, che sono tutt'altro. Qual era la vostra intenzione a tal proposito?
I.J.:
Attraverso la natura, volevamo mostrare la dimensione selvaggia di un essere umano, contrastandola con quella spirituale, che mostriamo attraverso la religione. La domanda è come bilanciare tutto ciò. Durante tutto il film, vedi come queste due realtà si intrecciano.

K.S.: Anche la natura è sacra, in un certo senso, e c'è una relazione tra natura e danza. Se pensi alla danza, ci sono due dimensioni: una che può essere vista e l'altra che è interna, che puoi sentire. Pensiamo che sia un buon modo per parlare della verità. La natura, per noi, rappresenta una verità invisibile perché non puoi vedere la natura "reale"; puoi vedere bellissime immagini di animali, ma la natura è qualcosa di molto più selvaggio, ma sempre veritiero. Non ci sono bugie in natura.

Come avete preparato la coreografia? Gli attori sono ballerini professionisti?
I.J.:
È stato difficile, dato che i personaggi del film sono molto stratificati, e attraverso il movimento, vedi molte cose di loro che non possono dissimulare attraverso quel movimento. L'attore principale [Dainius Kazlauskas] era un mio compagno di classe e conosco il suo passato: era un ballerino professionista, ma 25 anni fa. Quindi ha dovuto allenarsi molto ed è stato impegnativo per lui – abbiamo avuto due mesi di prove molto intense. L'attrice che interpreta la ballerina [Paulina Taujasnkaité] ha una certa esperienza di balletto. Non era una professionista in questo settore ma ne è coinvolta da anni. Il coreografo è stato estremamente importante per aiutarli.

K.S.: Il nostro coreografo è stato anche un importante sceneggiatore, poiché ha scritto l'intera coreografia dei sentimenti dei due personaggi. Abbiamo provato a scriverlo nello script, ma è impossibile descrivere a parole la chimica che avviene nella danza, in quanto è molto sottile.

Uno dei personaggi trova conforto nella chiesa, mentre l'altro scopre nuovi orizzonti negli show televisivi. I media sono un nuovo tipo di dio?
I.J.:
Sì, penso di sì. Le immagini in generale sono un nuovo dio, perché viviamo in un mondo di immagini e ne siamo circondati. Dipendiamo molto da loro: basta guardare i social network e come le persone si presentano. Possono essere completamente depresse ma ostentano tutto il tempo le loro vite impressionanti.

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(Tradotto dall'inglese)

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