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TORONTO 2019 Discovery

Ina Weisse • Regista di The Audition

"Anna è preoccupata per il ragazzo, ma alla fine è più preoccupata per se stessa"

di 

- Abbiamo parlato con l'attrice, sceneggiatrice e regista tedesca Ina Weisse del suo ultimo film The Audition, presentato nella sezione Discovery al Toronto International Film Festival

Ina Weisse • Regista di The Audition
(© Stefan Klüter)

Meglio conosciuta per i suoi ruoli nella televisione tedesca, la cineasta berlinese Ina Weisse esplora le lotte di una donna nel suo secondo film, il dramma sociale The Audition [+leggi anche:
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intervista: Ina Weisse
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, con protagonista Nina Hoss. Dopo la sua prima mondiale nella sezione Discovery del 44° Toronto International Film Festival (5-15 settembre) e prima di partecipare al Concorso ufficiale del 67° San Sebastián International Film Festival (20-28 settembre), abbiamo parlato con Weisse delle sue fonti di ispirazione, del suo background e della sua collaborazione con l'attrice protagonista.

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Cineuropa: Si dice che lei e la sua co-sceneggiatrice Daphne Charizani abbiate una grande esperienza con il violoncello e il violino, rispettivamente. È per questo che ha deciso di ambientare il suo film nel mondo della musica classica?
Ina Weisse:
Il punto di partenza per la storia era una donna, lacerata dentro, in lotta con se stessa e gli altri. Il suo conflitto è anche una delle principali forze trainanti che spinge in avanti sia lei che il suo allievo, che viene portato al massimo delle prestazioni. Il mondo della musica, che è molto orientato alla competizione per raggiungere l’eccellenza, era uno sfondo ideale per descrivere il suo personaggio. E, naturalmente, muoversi in un ambiente che si conosce così bene è sempre di grande aiuto.

Anna è raffigurata come una persona insoddisfatta della vita, e la sua unica via di fuga è il suo nuovo allievo. C'è qualcos'altro nella relazione tra insegnante e allievo, o sta solo cercando di rimettere a posto la sua vita attraverso la performance di Alexander?
I suoi alti standard, il suo perfezionismo, la fanno lottare. Ma questo non è solo uno svantaggio, è anche una qualità. Attraverso questa vasta ricerca, ottiene molto. Il suo allievo è come un'estensione del suo braccio. Anna è preoccupata per il ragazzo, ma alla fine è più preoccupata per se stessa.

Da lontano, la storia potrebbe sembrare abbastanza chiusa, dal momento che ciascuno dei personaggi ruota attorno a una specifica forma di musica. Ritiene che questo microcosmo di classe medio-alta possa attrarre un pubblico più vasto che potrebbe non sentirsi immediatamente connesso al mondo della musica?
Non si parla solo di quello, il film parla anche di educazione, e più precisamente di come nasce la violenza. Ancora più importante, ho cercato di esplorare il fatto che i bambini nella nostra società sono predestinati a essere vittime. E credo che questo sia un problema universale.

Come ha sviluppato il personaggio di Anna con Nina Hoss e in che modo la sua esperienza come attrice ha influenzato questa collaborazione?
Nina Hoss ha fatto suo il personaggio di Anna attraverso un lavoro intenso. Si è esercitata anche con il violino, il che ovviamente richiedeva molto tempo ed era complicato. Lavorare insieme è stata un'esperienza meravigliosa per noi.

Crede che The Audition sia un film su una donna che cerca di trovare un equilibrio nella sua vita, o vede le relazioni ritratte nel film in un contesto più ampio?
The Audition parla di lei e della sua famiglia. La famiglia è la cellula sociale più piccola in cui si incontrano desideri e idiosincrasie diverse, e porta inevitabilmente a conflitti di interesse, soprattutto quando nessuno è disposto a fare un passo indietro. Quindi, se per qualcuno è difficile funzionare su una scala così piccola, quanto può essere complicato su una scala più ampia?

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(Tradotto dall'inglese)

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