email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2019 Quinzaine des Réalisateurs

Bertrand Bonello • Regista di Zombi Child

"Anche il cinema è fatto per invocare gli spiriti"

di 

- CANNES 2019: Il cineasta francese Bertrand Bonello parla di Zombi Child, svelato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes

Bertrand Bonello  • Regista di Zombi Child
(© Jean-Baptiste Le Mercier/Unifrance)

Tornato alla Quinzaine des réalisateurs, dove aveva presentato De la guerre [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
nel 2008, Bertrand Bonello, habitué del Festival di Cannes dove ha presentato quasi tutti i suoi film (Le Pornographe, Tiresia, L’Apollonide [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Adèle Haenel
scheda film
]
, Saint Laurent [+leggi anche:
recensione
trailer
Q&A: Bertrand Bonello
scheda film
]
) eccetto Nocturama [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Bertrand Bonello
scheda film
]
, presenta il suo nuovo film: Zombi Child [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Bertrand Bonello
scheda film
]
.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: Che cosa l’ha condotta a questo tema della cultura haitiana degli zombi?
Bertrand Bonello: Un insieme di cose. C’era la voglia di fare le cose diversamente, per quello che riguarda la produzione, l’economia, la velocità, la logica. E una voglia di fare un film altrove, perché non avevo mai girato un film all’estero, a parte a Montréal, dove vivevo. Tra il diversamente e l’altrove, c’era anche la voglia di libertà. E ripensando agli zombi, a proposito della semplice domanda di sapere che cos’è uno zombi per un haitiano, mi sono ricordato del caso di Clairvius Narcisse, di cui avevo letto dei testi tempo addietro. Era un tipo che camminava con la testa bassa per le terre di Haiti, che si nascondeva e che viveva fuori dal mondo. Tutto ad un tratto, tra l’idea di semplicità e quella di un altro luogo, mi è sembrato evidente che questo poteva essere il punto di partenza di un nuovo progetto. Poi, passo dopo passo, è cosi che si arriva alla Francia, al collegio, ecc.

Due storie, due epoche diverse e due stili diversi.
Il punto di partenza era Haiti e la vera questione era sapere come raccontare questa storia. In quanto francese bianco era un po’ complicato fare il film solo ad Haiti e arrivare nel paese dicendo: sto girando un film sulle vostre cerimonie vudù e sui vostri zombi. Sono dei temi molto delicati, molto discussi per gli haitiani, a cominciare da casa loro, figuriamoci per un film girato da un francese! Mi sono detto allora che dovevo rappresentare un punto di vista francese. Alla storia vera di Clairvius, ho aggiunto una bambina i cui genitori sarebbero morti durante il terremoto, e una Legione d’onore per la madre che ha reso possibile che quest’adolescente arrivi in Francia. E ho aggiunto anche quattro ragazze francesi che, secondo me, erano la soluzione per poter fare tutto questo. Mi piaceva l’idea dell’adolescenza. Così avevo i due "set up " e poi, nel racconto ho sviluppato gli intrecci e i contrasti: Haiti e la Francia, delle ragazze chiacchierone e un uomo molto silenzioso, ecc.

Nel film lei usa la passione amorosa come uno specchio del fenomeno degli zombi, come una possessione. È un’eco con cui voleva giocare?
La passione amorosa adolescenziale è particolare: è la fine del mondo. D’un tratto mi son detto che quando ci si trova in questo stato ci si deve sentire posseduti. Quindi ci si vuole liberare. Quello che trovo molto bello nell’adolescenza è la combinazione di certezze e dubbi. 

Fin dove voleva arrivare con il dibattitto politico sotterraneo sui temi della schiavitù, delle promesse non mantenute della Rivoluzione Francese, del liceo della Legione d’onore?
Non l’ho cercato, è arrivato piano piano. Non volevo che nel film il mio gruppo di ragazze si ritrovassero nei bar, che avessero dei genitori, ecc.; quindi ho deciso di metterle in un collegio femminile. Ho fatto una ricerca su internet e ho trovato il liceo della Legione d’Onore, che non conoscevo. Ho scoperto che è stato fondato da Napoleone. Era incredibile: Napoleone, Haiti, l’abolizione e la restaurazione della schiavitù! A volte sono le intuizioni a dare dei significati molto forti. Non ho mai detto che avrei fatto un film politico per far sì che la Francia si interroghi sulla sua responsabilità; ma, le mie due storie, questo dispiacere adolescenziale e quest’uomo che cammina, alla fine hanno dato origine a delle domande un po’ più importanti sull’eredità, su quello che si fa con la nostra Storia, tanto dal lato francese che haitiano. La Francia è la rivoluzione; ma ne è ancora all’altezza?

Questo film fantasy con Mambo Kathy che comunica con gli spiriti: le è piaciuto?
L’adoro. Anche il cinema è fatto per invocare gli spiriti.

(Tradotto dal francese da Laura Pacini)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Leggi anche