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Iginio Straffi • Regista

"I miei gladiatori contro il doping"

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- Il creatore delle Winx torna al cinema con Gladiatori di Roma 3D, distribuito dal 18 ottobre nelle sale italiane e dalla prossima primavera in tutto il mondo

Iginio Straffi • Regista

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, erano stati venduti in 45 paesi del mondo. Con il suo nuovo lavoro, Gladiatori di Roma 3D [+leggi anche:
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(nelle sale italiane dal 18 ottobre in 400 copie con Medusa), il regista, produttore e animatore italiano Iginio Straffi sbarca a Pasqua anche negli Stati Uniti, dove per la prima volta un film d'animazione italiano sarà distribuito in 3000 copie. "Forse solo La vita è bella di Roberto Benigni aveva avuto un'uscita paragonabile", commenta il regista, anche presidente e fondatore dello studio d'animazione Rainbow, che ha prodotto il film. Un kolossal ambientato nell'antica Roma, una storia d'amore e di riscatto concepita per i bambini, ma che strizza l'occhio anche ai più grandi.

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, come Enzo D'Alò, o ci inventavamo altro. Abbiamo pensato quindi all'antica Roma perché è la parte del nostro passato più conosciuta e apprezzata all'estero. Cercavamo anche un aspetto spettacolare che potessimo giocarci per una commedia e così abbiamo scelto questo racconto di gladiatori, che sono paragonabili ai wrestler di oggi e facili da mettere in parodia.

A differenza delle Winx, Gladiatori di Roma vuole catturare anche un pubblico adulto.
Alla sceneggiatura ha collaborato un maestro di Hollywood, Michael Wilson, autore de L'era glaciale e Shark Tale, perché volevamo un prodotto che divertisse tutta la famiglia, in stile Shrek. Wilson ci ha aiutati a dare ritmo al film e ad arricchire il testo con battute e citazioni. Abbiamo poi scelto personaggi noti per dare voce ai personaggi: Luca Argentero, Laura Chiatti e Belen Rodriguez. E gli effetti speciali sono stati realizzati ai Pinewood Studios di Londra.

Negli Stati Uniti il film sarà distribuito da Paramount. Le sono state chieste delle modifiche?
Ho fatto dei test con il pubblico e alcune scene sono state modificate in corso d'opera. Per i mercati Usa e dell'Arabia Saudita, notoriamente più conservatori, sono stati tolti alcuni riferimenti all'omosessualità, la gag del gladiatore che voleva mollare tutto e diventare parrucchiere, e alcune inquadrature provocanti del personaggio di Diana, la bella e sensuale personal trainer del protagonista Timo: ad esempio, quella in cui poggia un piede su uno sgabello mostrando la gamba. Per il resto, è un film per famiglie, senza sangue né violenza.

Con un messaggio importante anche, contro il doping.
I gladiatori erano idoli, un po' come i calciatori di oggi. Sono un sognatore, mi piace pensare che se certi atleti avessero visto da bambini un film come questo, ci avrebbero pensato due volte prima di doparsi. Il messaggio è che le scorciatoie non pagano. Chi crede in quello che fa, si impegna e vince contro chi imbroglia.

E' difficile fare cinema d'animazione in Italia?
E' difficilissimo. Il progetto risale a sette anni fa, siamo partiti da zero, non esistevano strutture per fare un film con l'ambizione di essere anche esportabile. Così ci siamo dedicati prima alle Winx: storia e personaggi erano già conosciuti, è stata una palestra. Oggi abbiamo raggiunto risultati notevoli, non solo per l'Italia, ma per l'Europa: per Gladiatori, abbiamo lavorato cinque anni a Roma con uno staff di 500 persone fra animatori, modellatori, programmatori, ecc. Bisognava ricostruire l'antica Roma e migliaia di personaggi.

Quanto è costato il film?
Il film è costato 35 milioni di euro, un budget adeguato per un piccolo kolossal. Certo, con 10 milioni in più avremmo fatto ancora meglio. Ma eravamo partiti con l'idea di spenderne 15-20 e poi, vista l'accoglienza internazionale, abbiamo pensato di metterne altri 15 per fare una cosa importante. I tanti soldi in più che spendono gli americani sono destinati al marketing: anche 80-100 milioni per lanciare un film, e soltanto negli Stati Uniti. Da noi è impossibile.

Intanto, Gladiatori si avvia a una lunga carriera internazionale.
Il film è già stato acquistato per 30 paesi. Tra febbraio e aprile 2013 uscirà, oltre che negli Usa, in America Latina e in molti paesi del Sud-est asiatico, tra cui la Corea. In Europa è stato acquistato da Spagna, Portogallo, paesi scandinavi, molti paesi dell'Est, tra cui la Polonia, e poi ancora Russia e Turchia. Francia e Germania sono in trattative. Altri paesi europei sono in attesa del risultato al botteghino italiano.

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