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Paco León • Regista/attore

"Il pubblico vuole vedere molto cinema: bisogna agevolarlo"

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- Paco León lancia nello stesso giorno nelle sale, su Internet e in dvd il suo primo lungometraggio Carmina o revienta, di cui è anche produttore e sceneggiatore

Paco León • Regista/attore

L'attore Paco León è la prima celebrity spagnola a far uscire nello stesso giorno nelle sale, su Internet e in dvd il suo primo lungometraggio da regista, di cui è anche produttore e sceneggiatore.

Intitolato Carmina o revienta, il film ha come protagonista sua madre (Carmina Barrios) e sua sorella, l'attrice María León (ultimo Goya Rivelazione per la sua performance in La voz dormida [+leggi anche:
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), ed è un falso ducumentario che si è aggiudicato tre premi al Festival di Malaga: Miglior interpretazione femminile, Premio speciale della giuria e Premio del pubblico.

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Cineuropa: Si può dire che il suo film sia un caso di "cinema di guerriglia", giacché il suo budget è molto basso…
Paco León: E' costato 100.000 €. Grazie al digitale, se hai una buona storia, puoi girare con pochi soldi e arrivare al pubblico. Bisogna reinventarsi, è questo che manca.

Lei si reinventa diventando la prima celebrità a lanciare il suo film attraverso tre finestre simultanee.
Ho corso un rischio e rifiutato offerte generose di uscita convenzionale che però non mi permettevano di combinare l'uscita in sala con Internet e dvd. Bisogna poterlo fare e le condizioni erano giuste. Perciò dovevo portare a termine questo esperimento, con un film a basso costo, diretto e popolare che avesse qualcosa di più a livello mediatico e che non avesse ricevuto sovvenzioni, affinché fosse possibile anche a livello legale. E anche per onestà, per il tipo di film che è: sperimentale, in tutti i sensi. Questa uscita simultanea è un esperimento interessante per l'industria del cinema spagnolo.

Ha incontrato ostacoli?
Molti. La resistenza veniva dagli esercenti, la componente più immobilista dell'industria: vogliono conservare dei privilegi che dovrebbero invece condividere e, in tal modo, riformare il modo di mostrare e produrre cinema. Oggi non si può far nulla senza considerare Internet e non so e questo è un modello, ma è comunque una pista che bisogna percorrere. Non ho potuto far uscire il film in tanti cinema, come volevo; la distribuzione in sala sarà limitata: alcune a Madrid, Barcellona, Siviglia, Malaga e Valladolid. E' stata un'impresa incoraggiata dalla gente che voleva vedere il film nei paesi dove non ci sono sale e che, con una distribuzione convenzionale, non avrebbero potuto farlo.

Difficile credere che al giorno d'oggi non possano convivere armoniosamente tutti i mezzi di esibizione di un film.
La musica già lo sta facendo: a nessuno sembra strano consumare musica su iTunes e comprarsi un disco via Internet, e questo convive perfettamente con i concerti e con gli show dal vivo. Oggi c'è un maggior consumo di audiovisivo, anche se, disgraziatamente, attraverso la pirateria: però questo significa che la gente vuole vedere cinema e serie, e bisogna agevolarla. Si possono benissimo vedere quattro film a settimana in casa e un paio al cinema. Con la mia uscita, mi rivolgo a questo pubblico che non va al cinema e che se lo scarica gratis da Internet perché è più facile e immediato, proponendogli un prezzo molto basso: 1,95 €. Per meno di due euro puoi vedere il film a casa tua in modo comodo e sicuro. Un'alternativa alla pirateria.

Lei è oltretutto un utente abitudinario dei social network: ha chiesto ai suoi followers su Twitter che cosa pensassero dell'eventuale uscita in Rete del suo film.
Sì, è cominciato tutto così, dalla mia personale indagine di mercato con i miei followers: ho chiesto se avrebbero pagato quel prezzo per vedere Carmina o revienta scaricato da Internet. Mi sono arrivati mille tweet in un'ora: all'improvviso, ti rendi conto che c'è una necessità sociale di consumare prime cinematografiche a basso costo.

Quanto tempo pensa ci voglia affinché quello che sta facendo, ora innovativo, diventi una pratica abituale?
Va tutto molto veloce. Gli americani già lo fanno. Loro sì che sanno e hanno un'industria, mica come noi. Questa è la nuova direzione dell'esercizio cinematografico.

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