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Venezia 2021 - Venice Production Bridge

Rapporto industria: Parità di genere, diversità e inclusione

Parità di genere e inclusività sotto i riflettori al Venice Production Bridge di quest'anno

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VENEZIA 2021: L'aggiornamento annuale sullo stato delle cose ha dimostrato che alcuni progressi sono stati compiuti, ma c'è ancora molta strada da fare per raggiungere la vera uguaglianza

Parità di genere e inclusività sotto i riflettori al Venice Production Bridge di quest'anno
Un momento della conferenzia

Il 7 settembre, lo Spazio Incontri dell'Hotel Excelsior di Venezia ha ospitato, nell’ambito del Venice Production Bridge di quest'anno (2-7 settembre), un seminario dedicato all'uguaglianza di genere e alla inclusività nell'industria cinematografica. L'evento è stato organizzato dal La Biennale di Venezia, Eurimages e Women in Film, Television and Media Italia (WIFTMI).

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Il seminario è stato aperto dal presidente della Biennale di Venezia Roberto Cicutto, il quale ha evidenziato come i temi del seminario siano più attuali che mai, a causa della crisi dei diritti umani in atto in Afghanistan. Successivamente, il direttore artistico Alberto Barbera ha ammesso che l'edizione di quest'anno non ha fatto un grande passo avanti per numero di registe donne che presenteranno i loro film, ma che l'impegno del festival per la parità di genere rimane una delle sue massime priorità. La parola è stata poi data a Luisella Pavan-Woolfe, direttore dell'Ufficio del Consiglio d'Europa di Venezia, che ha fornito una breve panoramica delle conseguenze della pandemia e ha sottolineato che l'obiettivo del Consiglio d'Europa di sostenere la parità di genere è perseguito attraverso una serie di disposizioni legislative. Pavan-Woolfe ha anche menzionato la questione della rappresentazione e l'impegno a combattere gli stereotipi e il sessismo e a proteggere le identità multiple. Il sottosegretario del Ministero della Cultura italiano Lucia Borgonzoni (che ha partecipato virtualmente) ha sottolineato che, oltre a mettere in atto meccanismi premianti, le donne dovrebbero combattere la paura di “dimostrare sempre le proprie capacità” in un settore dominato dagli uomini e di “affrontare le critiche” per girare, ad esempio, film non impegnati. Ha anche affermato che far conoscere ai bambini le grandi donne della storia è un passo necessario per promuovere l'uguaglianza.

Successivamente, il Direttore Generale della Biennale Andrea Del Mercato ha invitato a partecipare il turno successivo di relatori. Nel suo intervento, Debora Rossi, vicedirettore generale della Biennale, ha mostrato che il comitato esecutivo dell'organizzazione ha già raggiunto un equilibrio 50/50, e che in molti altri reparti le donne raggiungono anche il 70%, fatta eccezione per i ruoli tecnici che sono ancora per lo più ricoperti dagli uomini. Pur avendo giurie e richieste di accreditamento equilibrate, Del Mercato ha evidenziato che il problema dell'eguaglianza parte dal livello delle iscrizioni, che vede circa un terzo sottoposte da donne. Il vicedirettore esecutivo di Eurimages Enrico Vannucci ha illustrato come, pur non raggiungendo l'obiettivo del 50/50 entro il 2020, il trend si stia almeno muovendo nella giusta direzione. Ha mostrato che la percentuale di donne registe premiate dall'ente è aumentata dal 7% al 36% negli anni 2012-2020 (da € 1,5 a € 7,9 milioni). Parlando dei prossimi passi per il periodo 2021-2023, Vannucci ha affermato che l'organismo mira ad aumentare l'intensità degli aiuti per i progetti guidati da donne per colmare il divario di finanziamento, incoraggiando una maggiore partecipazione femminile sia nei ruoli creativi che tecnici e sostenendo iniziative volte a riqualificare le donne nell'industria.

Iole Maria Giannattasio ha presentato Mariagrazia Fanchi, professoressa dell'Università Cattolica di Milano, che ha presentato i risultati della sua recente ricerca sull'uguaglianza di genere. Il suo caso di studio, basato sull'analisi di 1085 film e 13.094 professionisti, dimostra che i professionisti di sesso maschile nelle produzioni e coproduzioni domestiche sono predominanti, sia in ruoli creativi che tecnici altamente qualificati, con l'eccezione di costumista e trucco. Nel dettaglio, i ruoli che presentano il divario di genere più ampio sono stati la supervisione musicale, gli effetti speciali e il direttore della fotografia, dove la presenza maschile supera il 90%. Inoltre, in termini più ampi, il divario di genere aumenta all'aumentare della durata del film.

Il policy officer di Creative Europe – MEDIA Maria Silvia Gatta ha presentato Gaia Bussolati, VFX supervisor di EDI Effetti Digitali Italiani, che ha parlato della sua partecipazione a CharactHeR, un progetto che mira a stimolare la partecipazione delle donne ai molteplici ruoli dell'industria audiovisiva, in particolare quelli tradizionalmente occupati da uomini.

La sessione è stata seguita dai contributi della presidente del  Centro Sperimentale di Cinematografia ed ex produttrice Marta Donzelli e di Sahraa Karimi, regista ed ex presidente di Afghan Film. Donzelli ha accennato agli sforzi della scuola nazionale di cinema per raggiungere l'uguaglianza nel più ampio contesto dell'industria cinematografica italiana. Karimi ha parlato dello stato travagliato del suo Paese e di come la cultura e il cinema non fossero nell'agenda politica degli ultimi vent'anni: “Hanno investito in tutto ma non hanno costruito un solo cinema. […] Ho spinto il governo a dare soldi per sviluppare nuovi film per cinque anni. Abbiamo istituito il primo festival cinematografico nazionale e i primi premi cinematografici nazionali. Abbiamo aumentato la produzione di film di finzione, documentari, cortometraggi, film d'animazione e sperimentali. Abbiamo iniziato a educare le nuove generazioni al linguaggio cinematografico. Abbiamo privilegiato la partecipazione delle donne al cinema, che prima era vicina allo zero". Dopo tutti questi sforzi, qualcuno nel suo paese l'ha definita "una prostituta che persegue l'agenda occidentale in Afghanistan". "Quando parliamo di questi numeri [europei, italiani], sono molto invidiosa", ha detto, concludendo il suo discorso con un invito alle registe donne a fare film e creare opere d'arte, nonostante tutte le difficoltà.

L'evento si è concluso con le note di chiusura della Presidente WIFTMI Domizia De Rosa.

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(Tradotto dall'inglese)

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