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“Sequenziamo il DNA di un film”

Rapporto industria: Tendenze del mercato

Marco Moretti e Antonio Emmanouilidis • Founding Partner, Cabirya

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Con i fondatori del progetto, abbiamo parlato di Cabirya, il primo European movie search API ed il primo motore di ricerca per immagini in movimento

Marco Moretti e Antonio Emmanouilidis  • Founding Partner, Cabirya

Cineuropa ha colto l’occasione di intervistare Marco Moretti e Antonio Emmanouilidis, fondatori di Cabirya, il primo European movie search API ed il primo motore di ricerca per immagini in movimento. Abbiamo posto alcune domande per scoprire i dettagli del progetto e quali benefici porterà all’industria cinematografica europea.

Cineuropa: Che cos’è Cabirya?
Marco Moretti: Cabiria è il titolo del primo kolossal girato in Europa ed è anche il film più famoso della golden age del cinema italiano. Abbiamo scelto questo nome per proporre il primo European movie search API e il primo motore di ricerca per immagini in movimento. Recenti analisi di mercato rilevano che in pandemia il numero di utenti delle piattaforme VoD europee ha superato i 140 milioni. La presenza di contenuti audiovisivi europei nei quasi 800 cataloghi dei servizi VoD disponibili in Europa non supera però il 20%. Inoltre, la visibilità data a tali produzioni europee nelle homepage delle piattaforme si attesta in media al 18% contro il 58% di quelle americane.

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Non abbiamo forse un grande bacino di spettatori che non riescono raggiungere un’enorme, strabordante produzione europea? Questa è la domanda che ci siamo posti. Abbiamo capito che forse manca un punto d’incontro tra spettatore e prodotto audiovisivo, un sistema che consenta loro di raggiungere, in questo caso, un certo contenuto europeo.

In sede di progetto, abbiamo analizzato circa 200 piattaforme VoD disponibili in Europa. Praticamente l’unico modo che ha l’utente di trovare un contenuto è una maschera di ricerca rudimentale, all’interno della quale inserisce il nome del regista o il titolo e, talvolta, i nomi degli attori, il paese di provenienza ed il genere. Cabirya nasce dunque come una piattaforma di ricerca per immagini in movimento. Va immaginato come una piattaforma molto leggera, un motore di ricerca stand-alone multi-piattaforma o come un sistema integrato nelle piattaforme VoD esistenti. In buona sostanza, questo tool darà migliori raccomandazioni e favorirà la scoperta del cinema europeo.

Come funziona il tool?
M.M.: Ogni film è segmentato in scene narrativamente significative grazie alla tecnologia di cinematic-based boundaries detection. Ogni segmento è analizzato dal singolo frame all’intera scena ed è taggato con un sistema semiautomatico. Cosa genera tutto questo? Un’indicizzazione dei contenuti per persona, oggetto, brand, testo, azione, location, dominante cromatica, inquadratura, movimento di macchina, sonoro ed emozione. Sequenziamo il DNA di un film. A titolo d’esempio, un lungometraggio genera circa 1800 tag. I tag diventano così delle nuove porte d’accesso del film. Il sistema, inoltre, correla elementi simili di scene simili ma appartenenti a film appartenenti a culture, lingue o epoche diverse. In questa maniera, la scoperta del cinema europeo acquisirà un fascino un po’ “granulare.” E a chi serve? Serve all’amante del cinema, alla piattaforma VoD, al distributore, al produttore, al filmmaker, all’istituto cinematografico e all’archivio perché è un modo di rivitalizzare e mettere in circolo dei cataloghi spesso improduttivi, caotici o semplicemente irraggiungibili.

Antonio Emmanouilidis: Quello che ci manca non è più, come una volta, la popolazione, la grandezza del mercato, siamo ormai mezzo miliardo! […] Non è nemmeno la carenza di storie di qualità il problema. Abbiamo invece un problema correlato alla lingua ed alle differenze culturali. Si tratta di una barriera di ingresso importante. E se noi, invece, abbassassimo questa barriera? Per esempio, a me piacciono i film d’azione. Ci sarà sicuramente un film francese dove c’è una bella scena. La singola scena potrà piacermi, ma non sono interessato a tutto il film. Ciononostante, difficilmente arriverò a vedere quella scena, perché mi blocca la visione integrale del film. Lo stesso vale per la Divina Commedia, sono tre volumi, con parti per te interessanti ed altre meno. E se ti dessi uno strumento per indirizzarti alle parti che ti interessano?

Poi sarei libero di scegliere se approfondire o meno.
A.E.:
Esatto. Pensiamo sia un modo per avvicinare il pubblico anche a tanto nuovo cinema.

Quali sono le maggiori difficoltà tecniche che state riscontrando nello sviluppare Cabirya?
A.E.: Il primo problema è taggare il film, richiede un lavoro enorme. Ecco perché non è mai stato fatto. L’altro problema è che non è ancora possibile farlo in maniera automatizzata, devi farlo a mano o in maniera semiautomatica, come stiamo facendo noi.

M.M.: In generale, il riconoscimento dell’immagine e delle inquadrature è automatizzabile. Il riconoscimento dell’azione, invece, meno. Quello che non è automatizzabile, ad esempio, è l’identificare l’inizio di una sequenza narrativamente significativa: è necessario che il catalogatore dia una validazione manuale.

La vostra società sta sviluppando il tool oppure vi state avvalendo di partner esterni?
A.E.:
Ci occupiamo delle fasi di ricerca e test, e collaboriamo con una startup inglese per gli aspetti tecnici.

Quali saranno i primi paesi coperti dal progetto?
M.M.: Sebbene il progetto sia per sua natura globale, in questa prima fase tesa a validare il sistema e a produrne il prototipo, stiamo proponendo ad archivi e cineteche di alcuni paesi l’inserimento dei loro cataloghi nel sistema di mappatura avanzata di Cabirya. Si tratta di un modo di rendere disponibile questo importante materiale filmico anche fuori dal circuito accademico.

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