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Marco Tullio Giordana • Regista

"Nei miei film gli italiani si interrogano"

di 

- L'accoglienza un po' fredda da parte dei critici è stata mitigata dall'exploit de Quando sei nato non puoi più nasconderti, al box office italiano nel primo week end

L'accoglienza un po' fredda da parte dei critici alla proiezione di Quando sei nato non puoi più nasconderti [+leggi anche:
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, in Concorso, è stata mitigata dall'exploit del film di Giordana al box office italiano nel primo week end di programmazione. 01 Distribution parla stamattina di 50mila euro d'incasso nel venerdì d'uscita, che si sono triplicati il sabato (160mila euro). "Risultati incoraggianti", dice il regista che Cineuropa ha incontrato all'Hotel Majestic. Giordana non parla delle sue aspettative riguardo alla Palma d'oro, ma certamente la visibilità mediatica del festival più prestigioso del mondo influisce sui risultati al botteghino.

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Giordana, in Italia il suo film è secondo soltanto a Le crociate di Ridley Scott
Il distributore ha aumentato le copie da 200 a 250 per i multiplex. La media per copia nelle grandi città è superiore a quella del film di Scott. Siamo molto soddisfatti.

Qui a Cannes ha registrato delle opinioni sul film dopo le proiezioni?
So che i critici hanno mostrato grande attenzione ad una storia che parte come una commedia all'italiana e poi subisce un rovesciamento drammatico della realtà. Il mio è film che non chiude, non dà una finale preciso, ma rilancia allo spettatore una domanda: che farei io in quella situazione?

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, premiato nel 2003, in A Certain Regard. Quali sono le differenze rispetto al nuovo film?

Per me c'è una contiguità tra l'uno e l'altro, che si fermava agli anni 90. Quando sei nato... è La meglio gioventù parte III. E' lo stesso mondo morale, fatto di persone che si nterrogano.

Oggi cambierebbe qualcosa del film?
"Prima del montaggio finale ho mostrato il film agli studenti di alcune scuole. Si sono identificati con Sandro, il ragazzino protagonista del film, e si sono detti sicuri di potercela fare senza gli adulti. Un film per me rappresenta un hic et nunc, ma non è mai chiuso, ha una storia che non termina mai: Roma città aperta e Ladri di biciclette ebbero uno scarso successo all'uscita. Quanti spettatori hanno raccolto negli ultimi 60 anni?

A proposito di immigrazione, c'è chi parla di un senso di colpa tipicamente italiano che attraversa anche il cinema. Lei che ne pensa?
Sfatiamo questa leggenda, gli italiani sono totalmente privi di senso di colpa. Ce ne liberiamo con il rito cattolico della confessione o cambiando casacca politica. Lo stesso discorso vale per i registi, che non fanno altro che registrare la mentalità della gente per costruire i loro personaggi. Siamo dotati invece di compassione, di un "sentire comune", perché in ogni famiglia italiana c'è qualcuno che è emigrato in altri paesi del mondo.

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